InTheMusic: Aut Aut, interview

Aut Aut è un duo fatto di musicisti nati e cresciuti tra Roma e i Castelli Romani. Il progetto nasce anzitutto da un piano comunicativo tra due esseri umani che hanno scoperto di essere diversi in un modo creativo ed inclusivo, quindi compatibili proprio nella diversità. Aut Aut rappresenta un “punto d’equilibrio” e vuole essere anche un punto di vista trasversale sul significato di fare musica nel terzo millennio.

Band: Aut Aut        
Componenti: Andrea Biondi, Jacopo Ferrazza
Età: 30, 50
Città: Roma
Nazionalità: Italiana
Brani pubblicati: Groovy, Sophia, Intervals, Personal Landscape
Album pubblicati: Aut-Aut
Periodo di attività: dal 2018
Genere musicale: Jazz, Elettronica
Piattaforme: YouTube, Spotify Apple Music

Aut Aut

Chi sono gli Aut Aut?

Aut Aut, siamo due musicisti nati e cresciuti tra Roma e i Castelli Romani, Jacopo suona basso, contrabasso e pianoforte, mentre Andrea vibrafono e marimba. Abbiamo percorsi di studi molto affini, avendo studiato classica in conservatorio e jazz.

Nella vita quindi, facciamo i musicisti!

Qual è il significato dietro il nome che vi rappresenta?

Aut Aut per noi rappresenta un “punto d’equilibrio”. Guardando il nome senza associazioni di senso si può intravvedere una simmetria perfetta come fosse una identità matematica; entrando invece nel campo semantico per noi Aut Aut ha un valore nell’etimo e non nel senso comune attuale. Oggi viene usato per definire il divieto o l’imposizione di una scelta, per noi si riferisce proprio al valore intrinseco di “chi tiene conto di qualcosa e del suo esatto contrario”.

Il vostro progetto è una conseguenza di dieci anni di amicizia e musica condivisa, più in generale di affinità sviluppatasi tra di voi nel tempo. Come vi siete incontrati e perché avete scelto di unirvi in un duo?

Aut Aut nasce anzitutto da un piano comunicativo tra due esseri umani che hanno scoperto a distanza di anni di essere diversi in un modo creativo ed inclusivo, quindi compatibili proprio nella diversità.

Non abbiamo mai cercato certezze reciproche e condivise e forse proprio per questo ci siamo fidati delle nostre diversità senza mai chiedere l’uno l’altro di abbracciare ciecamente una visione; non lavoriamo praticamente mai a “4 mani”, semmai lo facciamo dal vivo senza mai preparare nulla.

Attraverso i vostri brani unite generazioni musicali molto differenti. Cosa vi ha avvicinato alla musica e quali sono i vostri riferimenti artistici?

Diciamo che il background veramente comune, cioè quello che tiene in piedi il tutto, è l’idea che il Novecento è stato e continua ad essere un secolo molto presente che non può essere messo sotto il tappeto. Per 900 intendiamo tutto il 900 che parte da Diaghilev, Bartok, Stravinsky arrivando a Berio, Maderna, Scelsi, fino ad arrivare a Demetrio Stratos, Kathy Berberian, Carmelo Bene. Le nuove generazioni a nostro avviso sono molto più pronte di quello che pensiamo nell’abbracciare una sintesi di quello che è stato per prodursi in quello che sarà…

Poi essendo due innamorati dell’idioma jazzistico (estetica proprio novecentesca) e dell’improvvisazione, siamo sempre alla ricerca di un modo di far convivere dei “segni” che in passato venivano scritti e pensati da un compositore, attraverso l’improvvisazione ed il tempo reale…

Aut Aut vuole essere un punto di vista trasversale sul significato di fare musica nel terzo millennio. Quali sono gli obiettivi alla base del vostro progetto e cosa caratterizza la vostra musica?

In generale la prospettiva futura la immaginiamo come se Aut Aut avesse dei “canovacci” molto ben architettati che possano permetterci di decidere in tempo reale, cioè nel live, quali direzioni intraprendere e quali abbandonare nel mentre si dialoga. In un senso ancora più generale, noi pensiamo che la modernità in arte non ha senso al di fuori della storia. 

Aut Aut è un flusso di coscienza, una visione che va molto oltre la realtà fisica delle cose. Quali tematiche trattate nei vostri brani e in che modo siete riusciti a definire delle sonorità che le rispecchiassero?

È proprio qui che spiccano le nostre diversità… Jacopo ha un indole più descrittiva direi teatrale dove il senso della composizione lo trova nel traslare pensieri musicali (cioè senza un senso dialettico o secondario) soggettivando le linee melodiche; è un artificio questo proprio in voga nel grande teatro del 600/700, dove i “temi” erano sempre riferiti ad un “personaggio” nel senso squisitamente cinematografico. Andrea invece cerca spesso nelle sue composizioni una coerenza matematica nei suoni escludendo a priori un qualsiasi rimando a significati altri, riacquistando invece un senso narrativo nella voce non come canto o melodia ma come puro suono o come ricomposizione di senso attraverso campionamenti della storia.

Il singolo “Groovy” rappresenta un percorso che porta il jazz in ambientazioni elettroniche dal sapore tribal. Come nasce questo progetto?

Groovy è una composizione di Andrea, è più un montaggio sonico che prende le mosse da una cellula microscopica di un’opera monumentale di Maurice Ravel dal titolo “Daphne et Chloè”.

Ho sempre trovato divertente attingere dalla storia, decontestualizzare e riattualizzare. L’invenzione a mio avviso non può non tener conto del proprio vissuto e in una certa misura dell’immenso inconscio collettivo (il Grande Altro) nel quale siamo immersi.

Cosa potete dirci in più del singolo “Tia Mak”?

TIA MAK, brano composto da Jacopo Ferrazza, doveva essere la musica conclusiva (exit music) per la sonorizzazione di “Nanook of the North”, film muto di inizio secolo. Questa composizione è stata successivamente ri-elaborata ed adattata per il progetto Aut Aut. Qui con Jacopo ci siamo trovati a suonare più strumenti per creare un tessuto sonoro in continua crescita dinamica ed emotiva.

Il brano simboleggia la ribellione alla rigidità, alla costrizione (ad esempio la quarantena appena conclusa), a poteri forti e imposizioni, ed è metafora della fuoriuscita del vero istinto umano, quasi animalesco, vigoroso e furente di fronte alle ingiustizie del suo tempo. Nel brano sono presenti inserti sonori di “Kennedy” e del film “I Soliti Sospetti” oltre ad una dichiarata citazione a “The great gig in the sky” dei Pink Floyd.

Dal punto di vista stilistico il brano si articola tra sonorità rock ed elettroniche mentre, riguardo al tessuto sonoro, nasce in una veste acustica per poi svilupparsi in un aspetto elettrico-sintetico, dove si realizza la fusione definitiva tra suoni di strumenti acustici, elettrici ed elettronici.

(Andrea Biondi – synth, batteria, malletkat, live electronics; Jacopo Ferrazza – piano, basso, voce, synth)

Quali sono i vostri progetti per il futuro?

Andrea: personalmente, sto buttando giù (appositamente per Aut-Aut) dei bozzetti degli sketch, non delle vere e proprie composizioni nel senso classico. Nel futuro di Aut-Aut mi immagino di trovare una organicità nell’habitat del live, quindi sto mettendo molte energie nel trovare una quadra per far convivere “gestures” che ci facciano approcciare il live in maniera il più naturale possibile per far convivere gli strumenti acustici ed elettronici in maniera organica e musicale. Vedo Aut Aut come una piccola cellula di resistenza culturale che possa scambiare informazioni con altre forme d’arte improvvisata come la Danza e il Istant Visual.

Per Jacopo, da fonti certe, (lui in persona), so che ha utilizzato molto meglio di me la fase  di quarantena per comporre musica per un paio di dischi nel quale ci sono alcuni brani pensati proprio per Aut Aut.

C’è qualcosa che vorreste dire ai nostri lettori?

Ai lettori artisti e non vorrei dire di non disabituarsi ad immaginare, cioè non pensare soltanto in termini di utilità ma di riabituarsi a pensare cosa è brutto e cosa è bello o cosa ci da gioia o cosa ci fa veramente paura.

Aut Aut for Siloud

Credits: Giulia Massarelli

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...