InTheMusic: Meganoidi, interview

Il progetto Meganoidi nasce quasi venti anni fa a Genova e da allora i suoi tratti distintivi sono sempre stati due: autoproduzione e autodeterminazione artistica. Il loro obiettivo è sempre stato quello che di raccontarsi e sperimentare il loro modo di comunicare sempre in modo molto limpido e sereno, eliminando ogni genere di paletto o forzatura al loro messaggio. Ci ha colpito molto il loro pensiero secondo il quale il momento più importante per un artista è e deve sempre essere il presente. Una delle migliori qualità dei Meganoidi è la produttività e, non a caso, Mesca è il titolo del loro settimo album.

Band: Meganoidi
Componenti: Davide Di Muzio (voce), Luca Guercio (tromba, chitarra e cori), Riccardo "Jacco" Armeni (basso), Saverio Malaspina (Batteria), Andrea Torretta (chitarra)
Età: 40-50
Città: Genova
Nazionalità: Italiana
Brani pubblicati: Supereroi, Zeta Reticoli, Mia, Gocce, Persone Nuove
Album pubblicati: Mescla, Delirio experience, Meganoidi In concerto, Welcome in disagio, Al posto del fuoco, Granvanoeli, And Then We Met Impero, Outside the Loop, Stupendo Sensation, Into the Darkness, Into the Moda, Supereroi vs Municipale
Periodo di attività: dal 1998
Genere musicale: Rock
Piattaforme: Spotify, iTunes, Amazon Music, YouTube
Meganoidi

Chi sono i Meganoidi?

Noi Meganoidi facciamo musica e ci divertiamo dal 1998. Siamo di Genova, siamo molto legati alla nostra città e alla poesia che la avvolge. Abbiamo alle spalle oltre mille live fatti in lungo e largo per l’Italia e anche qualche bella esperienza all’estero (Inghilterra, Giappone, Belgio, Olanda, ecc.). Questi 22 anni sono volati.

Qual è il significato del nome del vostro progetto musicale?

I “Meganoidi” erano gli pseudo cattivi di un cartone animato giapponese e naturalmente perdevano sempre.

Il progetto “Meganoidi” nasce quasi venti anni fa a Genova e da allora i suoi tratti distintivi sono sempre stati due: autoproduzione e autodeterminazione artistica. Perché avete deciso di fondare una band insieme? Il vostro obiettivo è rimasto sempre lo stesso negli anni?

Dietro alla nascita di un progetto non c’è una decisione, bensì una necessità: la necessità di fare musica e farla con la libertà compositiva e artistica che solo con una vera e proprio autodeterminazione artistica puoi affrontare serenamente.

Il nostro obiettivo è sempre stato quello che di raccontarci e sperimentare il nostro modo di comunicare sempre in modo molto limpido e sereno, eliminando ogni genere di paletto o forzatura al nostro messaggio.

Qual è il vostro genere musicale e in che modo si relaziona con i vostri riferimenti e gusti musicali?

Il genere “Meganoidi”, che si traduce nella totale libertà di fare sempre quello che ci piace.

Volendo definire la vostra musica si trova molta difficoltà, ma il filo conduttore è senza ombra di dubbio la sperimentazione. Se proprio volessimo darvi un’etichetta, siete esattamente a metà strada tra il rock, il funk e un leggero cantautorato. Come definireste voi stessi la vostra musica?

La nostra musica non amiamo definirla, scherzosamente diciamo che facciamo “cantaurato spinto”, ma solo per prendere in giro proprio questa ossessione per dare delle etichette e posizionare la musica ed ogni forma di espressione.

Siamo sicuramente una realtà che ha tante influenze, ma solo perché siamo degli onnivori di musica, ne ascoltiamo molta, in modo molto approfondito e sempre con passione. Troviamo stimolante ogni volta metterci in discussione andando ad esplorare la nostra creatività senza mai darci come obiettivo quello di rimanere all’interno di un recinto compositivo, la libertà è anche questa.

Ad oggi siete al settimo album, diciamo che dalla vostra fondazione ad oggi avete fatto davvero molta strada. Quali sono i momenti più importanti del vostro percorso fino ad oggi, anche passando per le produzioni di tutti questi anni?

È estremamente difficile parlare di momenti importanti, perché chi vede dal di fuori identifica i momenti più importanti con quelli di maggiore successo e della visibilità. In realtà, i momenti più importanti di questi 22 anni di carriera sono la carriera stessa. Momenti in cui sono arrivati intuizioni, in qui sono stati realizzati brani che magari hanno avuto meno risonanza, ma che ci hanno condotto ad una profonda maturità. Comunque sia il momento più importante per un artista è e deve sempre essere il presente.

“Mesca” è il titolo del vostro ultimo album, rilasciato proprio in questo 2020 e con il quale festeggiate i 20 anni di carriera della band. Come nasce questo progetto?

Il progetto è nato nell’estate del 2019. “Mescla” è una parola portoghese che significa “mescolanza, miscuglio” ed è un po’ quello che i Meganoidi sono: un miscuglio di influenze musicali senza mai soffermarsi sul “cosa funziona”, ma soprattutto e sempre sul “cosa ci piace”.

Io (Luca Guercio) e Davide Di Muzio lo abbiamo scritto in pochissimo tempo ed in modo molto diretto. Sicuramente rispetto al passato, questo album si è spogliato ulteriormente dai fronzoli del passato, quindi il risultato è sicuramente molto diretto.

Abbiamo capito che una delle vostre migliori qualità è la produttività, unita a tanta voglia di fare. Avete mantenuto dall’inizio una forte identità artistica e siamo certi che continuerete a mantenerla. In che modo pensate si evolverà la vostra musica nel futuro?

Lo scopriremo solo continuando ad evolverci. Sicuramente la formula raggiunta con Delirio Experience e Mescla è la formula che più di tutte rispecchia il nostro animo.

Quali sono i vostri progetti a lungo termine?

Nel frattempo speriamo di ripartire in tour il primo possibile e, quando sarà possibile, farlo in sicurezza per il pubblico e tutto il personale tecnico. Saremo felici di portare in giro il nostro ultimo lavoro che non ha ancora avuto la fortuna di essere eseguito dal vivo su un palco.

C’è qualcosa che vorreste dire ai nostri lettori?

Vi abbracciamo virtualmente tutti fortissimo e speriamo di vederci presto dal vivo per darci un abbraccio vero.

Meganoidi for Siloud

Instagram: @meganoidiband
Facebook: @meganoidiband
Twitter: @MeganoidiBand
Credits: Libellula Music

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