InTheWeb: Giulia Robert, interview

La prima esperienza online di Giulia Robert risale al 2011, anno in cui ha aperto un blog di cucina. Questa esperienza le ha permesso di scoprire tutto ciò che si nascondeva dietro ai siti che era abituata a guardare dall’altra parte dello schermo, facendola avvicinare ai social network in un’ottica più professionale, orientata alla promozione di ciò che stava facendo. Oggi Giulia è un’esperta di comunicazione digitale, principalmente in ambito social network: più nel dettaglio, è una digital strategist, una social media manager e una web content manager. Il suo obiettivo è quello di creare contenuti e aiutare professionisti e aziende a comunicare sul web e sui social network. Crede nel potere delle parole, nel sarcasmo e nell’ironia.

Nome: Giulia
Cognome: Robert
Anni: 34
Città: Collegno - Torino
Nazionalità: Italiana
Professione: Consulente di comunicazione digitale
Sito web: www.giuliarobert.it
Giulia Robert

Ciao Giulia, ci dici di più su di te?

Mi chiamo Giulia Robert (sì, per davvero) e ho 34 anni (se ve lo state chiedendo, la mia omonima non era ancora famosa quando io sono nata, quindi rivendico il mio diritto di prelazione).

Vivo a Collegno, la città del manicomio e dello smemorato, dove sono nata e cresciuta, ma mi sento torinese, per giunta di quelli super-innamorati della capitale sabauda. Mi occupo di comunicazione digitale, soprattutto in ambito social network.

Il mondo del web è al centro dell’attenzione da anni, è senza dubbio la novità/rivoluzione del nuovo millennio. Quando ti sei appassionata ad esso?

Mi sono appassionata seriamente al magico mondo del web (che mi ha sempre affascinato) nel 2011, anno in cui ho aperto un blog di cucina. Il blog mi ha fatto scoprire tutto ciò che si nascondeva dietro ai siti che ero abituata a guardare dall’altra parte dello schermo e mi ha fatto avvicinare ai social network in un’ottica più professionale, orientata alla promozione di ciò che stavo facendo.

Ho iniziato ad appassionarmi sempre più ai social, ad approfondire, a formarmi e, quando ho capito che quella sarebbe stata la mia strada, sono tornata sui banchi di scuola e ho conseguito un Master in Marketing e comunicazione. Da quel momento in poi non mi sono dalla strada del digitale non sono più tornata indietro.

Ti occupi di comunicazione digitale, un tema caldo per tutti coloro che vogliono conquistarsi uno spazio di visibilità online. In cosa consiste il tuo lavoro?

La comunicazione digitale è un mondo vastissimo, con un’infinità di mestieri e professioni al suo interno. Io principalmente aiuto realtà medio-piccole (aziende, professionisti, negozi, artigiani) a comunicare meglio sul web e sui social network attraverso consulenze strategiche e formazione: considero il mio compito portato a termine quando ho dato loro gli strumenti per poter camminare con le proprie gambe nel mondo della comunicazione digitale.

Come credo sia cosa piuttosto comune in chi lavora nell’ambito digitale, mi sento una slash worker, ovvero la mia definizione professionale è data da più ruoli, che convivono in parallelo. Se la consulenza e la formazione in ambito comunicazione è la mia attività prevalente, mi occupo anche della creazione di contenuti (per blog e social network) e di e-commerce, che gestisco o che aiuto ad ottimizzare/gestire meglio.

Il web è pieno di informazioni che cercano di catturare la nostra attenzione, ma non sempre la comunicazione che si cerca di fare tramite esso è efficace (anche dal punto di vista dei contenuti). Cosa significa comunicare online?

Io parto sempre dal presupposto (che non per nulla è considerato il primo assioma della comunicazione) che “non possiamo non comunicare”, che sia nell’interazione personale oppure online. Visto che non possiamo non comunicare, meglio allora avere il controllo su ciò che comunichiamo, farlo in modo coerente ed efficace, dando priorità ai nostri messaggi, ai nostri obiettivi.

Comunicare online è avere chiari i propri obiettivi e direzionare le nostre azioni in modo che ci portino dove vogliamo arrivare, a chi vogliamo arrivare. Bisogna essere focalizzati e organizzati, ragionando in termini di piani, calendari e contenuti, il tutto senza mai perdere di vista l’autenticità, che significa riuscire a rendere evidente il carattere unico che ci contraddistingue dagli altri.

http://www.giuliarobert.it è il tuo spazio online: quali tipologie di articoli è possibile trovare sul tuo sito e quali tematiche vengono affrontate?

Forse la prima cosa fatta dopo aver aperto la partita IVA, a giugno del 2017, è stata acquistare il dominio http://www.giuliarobert.it (anche perché, considerando l’abbinamento fra il mio nome e il mio cognome, avevo il serio timore che il dominio fosse già stato comprato da qualche fan club della mia quasi omonima non troppo ferrato in inglese). Ho poi impiegato quasi un anno a mettere a punto un sito che mi rappresentasse, facendolo interamente da me.

Il lavoro sul sito è sempre “in progress” (al momento per esempio sto risistemando ed aggiungendo delle sezioni e prima o poi cambierò tutte le foto), ma secondo me un sito che segua le evoluzioni professionali è anche giusto che sia sempre un po’ in fieri. Fin dal principio ho voluto fortemente che il mio sito avesse un blog (sono sempre stata affezionata al concetto), anche se poi l’ho ignorato per un bel po’. Da quest’anno ho ripreso più salde le redini dei contenuti e sto pubblicando un post al mese, sempre legato alla comunicazione, ma cambiando ambito a seconda dei temi che sento come “più caldi” in quel momento. Sicuramente uno dei miei focus principali è Instagram, e specialmente le Instagram Stories, che sono il mio “piatto forte” (per riprendere il discorso culinario, che poi tornerà ancora).

Il tuo metodo di lavoro ha delle forti basi che provengono dalla tua formazione umanistica: in che modo i tuoi studi si sono intersecati e si intersecano tuttora con il tuo lavoro?

Ho una formazione spiccatamente umanistica: sono laureata in Storia dell’arte ed entrambe le mie tesi sono state in Storia medievale. Questi studi umanistici, che all’apparenza sono distantissimi dal mondo della comunicazione digitale, in realtà sono alla base del mio metodo di lavoro: la storia dell’arte mi ha insegnato a ricercare il bello, che sia il ritmo di un testo scritto o l’armonia fra testi ed immagini, mentre la storia e l’esegesi delle fonti mi hanno abituato a ricercare l’autenticità delle cose, il loro significato profondo.

Siamo curiosi di sapere come nasce un progetto di comunicazione. Da cosa parti?

Per me un buon progetto di comunicazione nasce dal guardarsi intorno: guardare cosa fanno i competitor, come comunicano, e in cosa ci differenziamo noi, nei valori, nell’approccio. Poi si analizza quale sia il migliore piano editoriale per la comunicazione (su quali canali comunicare e con quali mezzi), quindi si imposta per ogni canale un calendario editoriale, che può essere più o meno rigido (io amo i calendari editoriali “a maglie larghe”, che lasciano sempre un po’ di spazio di manovra e che trovo siano più adatti ai clienti medio-piccoli con cui lavoro). A quel punto, a seconda di chi ho di fronte e dei canali sui quali si lavorerà, affianco a questo lavoro strategico anche dei suggerimenti più pratici su come poter gestire al meglio la comunicazione, con quali strumenti, quali app, quali accorgimenti ed integrando indicazioni più specifiche sui singoli canali (gli hashtag e le stories per Instagram, solo per fare un esempio).

Come già dicevo prima, il mio obiettivo non è gestire i canali altrui, ma dare ad ogni mio cliente gli strumenti per poter comunicare in autonomia, parlando con la propria voce. Per questo alle volte sul mio lavoro strategico si innestano delle piccole (o grandi) formazioni, per chi ha bisogno di un sostegno maggiore nell’affrontare questo “salto comunicativo”, che non è per tutti facile allo stesso modo.

Sappiamo la cucina e le serie tv sono altre due tue passioni, giusto?

La cucina è sempre stata una mia passione, fin da quando ero ragazzina: mi è sempre piaciuto mangiare ed altrettanto cucinare. Ho frequentato corsi di cucina di ogni tipo, compreso un corso professionale di pasticceria, negli anni ho speso non so quanto in irrinunciabili “caccavelle” da cucina e con il mio primo stipendio mi sono auto-regalata un’impastatrice.
La cucina è anche stata il mio mestiere per più di dieci anni: ho iniziato a lavorare in cucina quando mi sono iscritta all’università, per mantenermi agli studi. Ho lavorato nelle cucine di asili nido e scuole materne, di ristoranti e locali da aperitivo ed ho continuato a farlo fino a quando non ho completato il mio master ed aperto la partita iva.
Prima raccontavo che la mia passione per il mondo digitale è iniziata con un blog di cucina, che per inciso ho aperto esattamente il giorno dopo aver preso la laurea magistrale in Storia dell’arte, e per anni sono stata convinta che il mio lavoro sarebbe in qualche modo c’entrato con il cibo. In un primo momento pensavo che nella vita avrei cucinato, ma l’esperienza nella cucina di un ristorante mi ha fatto capire che così non sarebbe stato, poi ho pensato che avrei scritto di cibo, vista la passione che ho sempre avuto per la storia della cucina e delle tradizioni. La cosa che non avevo previsto era che invece il passaggio più determinante del mio percorso sarebbe stato quello che dal blog mi ha portato a conoscere ed amare i social network.
(Mi piace ancora cucinare, lo faccio tuttora con amore e con passione, solo un po’ meno di prima).

Un’altra mia grandissima passione sono le serie TV: anche qui, non ho memoria di quando sia iniziata la passione, ma è stata presto, molto presto. Ricordo che già negli anni del liceo guardavo quintali di serie TV americane, sempre rigorosamente in lingua originale con i sottotitoli, prima in italiano, poi in inglese (sono diventata ben presto una purista). Negli anni questa passione è cresciuta, complice anche l’interesse generale verso questo fenomeno e l’aumento esponenziale del numero delle serie TV disponibili e della loro qualità, ormai decisamente cinematografica.
Io ho semplicemente continuato a guardare quintali di serie TV, e ad appassionarmici sempre di più. Così due anni fa ho deciso di dare una casa a questa passione e di fondare “Suvvia siamo serie”, un gruppo Facebook dedicato proprio alle serie televisive e che ora conta circa 650 persone.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Sicuramente nei miei progetti futuri c’è il potenziamento di tutto ciò che è lavoro da remoto: sicuramente le consulenze, ma soprattutto la formazione online.

Non vedo l’ora di tornare a tenere workshop in aula, ma in questi mesi di sperimentazione nella formazione digitale mi sono confrontata con un mondo che mi ha entusiasmato e che mi ha permesso di entrare in contatto con persone che altrimenti sarebbero state fuori dalla mia portata (anche solo per questioni geografiche).

Per quanto riguarda i miei canali, invece, voglio tenere fede ai miei calendari editoriali (senza più fare come il proverbiale “ciabattino con le scarpe rotte”) e continuare a scrivere con costanza sul mio blog e via newsletter, uno strumento al quale mi sto appassionando sempre più.

C’è qualcosa che vorresti dire ai nostri lettori?

Intanto se sono arrivati fino in fondo, voglio dir loro “grazie” dal profondo, visto che sono stata eccezionalmente prolissa.

Un messaggio con cui invece mi piace sempre chiudere qualsiasi mio intervento è un invito a ripensare ai social network non come un palco sul quale esibirsi di fronte ad una folla in visibilio, ma come una platea, nella quale sedersi e conversare con il proprio pubblico. È un piccolo ma enorme cambiamento di prospettiva, che ci permette di capire quanto sia importante essere “social” sui social network e che secondo me aiuta ad impostare in modo dialogico ed aperto la nostra comunicazione online, un approccio che io trovo vincente.

Giulia Robert for Siloud

Sito web: www.giuliarobert.it
Facebook: @rob.giulia
Instagram @rob.giu
Twitter: @robg1u
Newsletter: http://eepurl.com/diVSUL

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