InTheMusic: Floridi, interview

Luca Floridi, in arte Floridi, è un artista di Pistoia. Il suo focus si concentra principalmente sul mondo indie-pop e su quello cantautorale, anche se le sfumature vintage rendono ciò che fa davvero speciale. I suoi brani spaziano tra realtà e immaginazione, mostrandosi sempre con una scrittura particolarmente sincera. Il suo stile raffinato e molto personale riesce ad impaginare e a creare una sua autenticità definendo una forte personalità artistica.
Bosco” è il suo ultimo singolo, ricco di richiami all’elettronica e agli anni ’80: libertà, spensieratezza, frenesia e voglia di ballare sono il filo conduttore dell’intero pezzo.

Nome: Luca
Cognome: Floridi
In arte: Floridi
Età: 30
Città: Pistoia
Nazionalità: Italiana
Brani pubblicati: Una notte ubriaca, Maestro Zen, Magellano
Periodo di attività: dal 2019
Genere musicale: Indie, Pop
Piattaforme: YouTube, Spotify, Apple Music, Deezer, Amazon Music, ecc.

Chi c’è dietro Floridi?

Ciao ragazzi! Sono Luca, ho 30 anni e vivo a Pistoia, una ridente provincia Toscana. Scrivo e canto le mie canzoni, suono pianoforte e chitarra e so ricamare a mano libera con una macchina molto particolare degli anni ’70.

Floridi altro non è che il tuo cognome: come mai la scelta di utilizzarlo come nome d’arte?

Mi suonava bene!

L’amore per la musica sarà sicuramente una cosa che ti porti dentro da tempo. Quando, invece, hai capito che questa sarebbe potuta diventare qualcosa in più di una semplice passione?

L’amore per la musica è qualcosa di viscerale, è come l’amore della madre per un figlio, anche a distanza lo percepisci è quell’emozione che non ha bisogno di conferme.

Ho iniziato a studiare pianoforte a 5 anni e a 6 anni frequentavo già il coro della mia città. Le prime cotte in fase adolescenziale mi hanno spinto a scrivere canzoni per esorcizzare delusioni ed insicurezze. Poi la prima band, i primi EP prodotti e i tanti concerti in giro per l’Italia.  Dopo lo scioglimento della band mi sono focalizzato su tutto quello che avevo dentro ed ho cominciato a scrivere come un pazzo e nel 2019 ho fatto la mia prima uscita da solista con Una notte Ubriaca.

Il tuo focus si concentra principalmente sul mondo indie-pop e su quello cantautorale, anche se non mancano rimandi alle sonorità di qualche decennio fa. Quali sono i tuoi principali riferimenti artistici?

Ascolto da sempre il cantautorato italiano, sia quello più classico che quello moderno. Faccio questa distinzione perché non mi piace leggere i continui rimandi tra i grandi cantautori del passato e i grandi del presente, credo che ogni artista sia figlio del suo tempo ed abbia una storia a sé. Amo Battisti, Dalla, De Andre, De Gregori, Fabi, Brunori, Cremonini… In ogni caso cerco sempre di spaziare con i miei ascolti, passando dalla Turandot di Puccini al koln Concert di Keith Jarret. Mi piacciono molto anche alcuni artisti del panorama indie: penso a Calcutta, Giorgio Poi, Frah Quintale, I Cani, Canova, ecc..

I tuoi brani spaziano tra realtà e immaginazione, mostrandosi sempre con una scrittura particolarmente sincera. Il tuo stile raffinato e molto personale riesce ad impaginare e a creare una tua autenticità definendo una forte personalità artistica. Come definiresti il tuo stile?

Un viaggio concreto tra le immagini della mente… può andare?

Sei un perfetto mix tra la musica d’autore italiana e il panorama musicale emergente. Diciamo che le sfumature vintage rendono ciò che fai davvero speciale. In che modo sei riuscito a definire un sound così (positivamente) particolare?

Sicuramente il tempo passato in studio con Renato D’Amico ha influito, abbiamo lavorato per diversi mesi al sound delle canzoni.

Mi ritrovo molto in quello che avete scritto perché fondamentalmente le mie canzoni e il loro sound rispecchiano profondamente il mio modo d’essere: il panorama musicale emergente è la mia realtà quotidiana e le sfumature vintage hanno questo senso di malinconia che spesso mi pervade.

Nel luglio 2019 hai esordito con il singolo “Una notte ubriaca”, a cui fa seguito “Maestro Zen” e il più recente “Magellano”. Come si è affinata la tua musica, sia a livello di tematiche trattate che di sonorità utilizzate, tra questi brani?

Tutte le canzoni sono figlie di un periodo di grandi cambiamenti per me. Sono nate di getto sia musica che parole e onestamente in quel momento non ho pensato molto al “come dovranno suonare” ma a “cosa voglio raccontare”. Il resto ha preso forma in studio.

“Bosco” è il tuo ultimo singolo, ricco di richiami all’elettronica e agli anni ’80: libertà, spensieratezza, frenesia e voglia di ballare sono il filo conduttore dell’intero pezzo. Come riesci a trasportare l’ascoltatore nel bosco di Floridi?

Bosco è l’unico pezzo dell’album nel quale ho collaborato anche nella stesura sia del testo che della musica con Renato.

Lo spunto iniziale è stata una situazione semplice: un fuoco, delle persone intorno, aria di festa, uno sguardo d’intesa. La scena poi si sposta rispetto al punto di partenza, lasciando che il bosco diventi il luogo in cui amarsi e ‘sporcarsi’, ma anche uno spazio sospeso che ci immerge in una condizione totalmente estemporanea e insieme ripetibile all’infinito. Credo che ognuno di noi possa dire di aver vissuto un momento simile, di aver fantasticato di trovarsi con qualcuno in una situazione di libertà, di sfogo, quasi selvaggia.

Il progetto Floridi sta crescendo sempre più, immaginiamo che avrai tra i tuoi programmi un album. Quali sono i tuoi progetti futuri?

Sono felice perché passo dopo passo tutte le canzoni stanno ottenendo ottimi riscontri a livello di ascolti. Ho un album già pronto e posso dirvi che uscirà molto prima di quanto pensiate. Inoltre, con i ragazzi che suoneranno con me stiamo lavorando all’allestimento del live.

Durante la quarantena ho scritto diverse cose e non vedo l’ora di andare in studio a registrarle.

C’è qualcosa che vorresti dire ai nostri lettori?

In attesa che la musica live riparta e di vedervi carichi sotto il palco, andatevi ad ascoltare le mie canzoni su Spotify. Un abbraccio!

Floridi for Siloud

Instagram: @floridimusica
Facebook: @solofloridi

Credits: RC Waves

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