InTheMusic: Benedetta Raina, interview

Benedetta Raina è una cantautrice di Alessandria di 19 anni. Coltiva una forte passione per la musica sin da quando era piccola, ma è alle superiori che si è approcciata alla scrittura di testi e alla composizione di sue canzoni. Pur essendo classe 2001, quindi veramente giovanissima, la sua musica ha già un suo perché, sembra aver trovato la strada. Nei suoi testi vengono affrontate tematiche legate all’adolescenza e alla continua ricerca di conferme negli altri.
In “Frammenti”, il suo primo EP, ogni singolo rappresenta un differente livello di crescita e maturità.

Nome: Benedetta
Cognome: Raina
In arte: Benedetta Raina
Età: 19
Città: Alessandria
Nazionalità: Italiana
Brani pubblicati: Basta, Davvero, Stata Mai
Album pubblicati: FRAMMENTI (EP)
Periodo di attività: dal 2019
Genere musicale: Indie-Pop, Elettronica
Piattaforme: Spotify, Apple Music, Amazon Music, Tim Music, YouTube, Instagram, Facebook, Tik Tok

Chi è Benedetta Raina?

Sono Benedetta Raina, una cantautrice di Alessandria di 19 anni. Il mio unico sogno ed obiettivo è sdebitarmi con la musica, che mi ha aiutato e quasi salvato in certi momenti. Tentare di essere quella voce per qualcuno è il minimo che possa fare.

Coltivi la passione per la musica sin da quando eri piccola, ma è alle superiori che ti sei approcciata alla scrittura dei tuoi testi e alla composizione delle tue canzoni. Quali sono stati i tuoi primi passi nella musica e cosa ti ha spinto a diventarne parte attiva?

Gli artisti che mi hanno ispirato e tuttora mi ispirano hanno avuto un ruolo importantissimo: mi sono approcciata alla musica in maniera più seria solo grazie a loro. Mi hanno dimostrato che ce la si può fare nonostante le condizioni di partenza. Questa per me è la cosa più importante da tenere a mente ed ancora adesso mi spingo avanti pensando al futuro, mai al passato.

Ti collochi nella scena indie-pop italiana. I tuoi maggiori riferimenti artistici appartengono a questo filone o i tuoi ascolti vanno oltre?

Mi sono avvicinata all’indie-pop italiano molto di recente, lo ascolto solo da un paio d’anni. Ho iniziato a formarmi con artisti esclusivamente internazionali ed è anche questo che in principio mi ha portato a scrivere in inglese. Credo di far parte di una musica ibrida, caratteristica dell’indie-pop della nostra generazione che io interpreto come un termine più ombrello che altro. Conservo ancora molto le mie influenze internazionali.

Nei tuoi testi affronti tematiche legate all’adolescenza e alla continua ricerca di conferme negli altri. I tuoi brani sono un modo per raccontare il tuo punto di vista o vuoi che in qualche modo anche gli altri possano rispecchiarsi nelle tue parole?

L’augurio più grande che mi faccio ogni volta che faccio uscire nuova musica è proprio che qualcuno si ritrovi e faccia sue le canzoni. Da cantautrice scrivo assolutamente per gli altri, per quanto i miei testi siano ancora di matrice profondamente autobiografica. L’arte migliore è quella che ti coinvolge personalmente, quindi quando si parla di esperienze vissute sulla propria pelle si scaturisce una connaturata sincerità e trasparenza che instaura un legame profondo con chi ti ascolta.

Ti sei approcciata alla scrittura prima in lingua inglese per poi passare all’italiano in un secondo momento. Generalmente accade il contrario: si comincia con la lingua madre per poi sbarcare verso nuovi ‘linguaggi’: come mai nel tuo caso è avvenuto il contrario?

La mia generazione, soprattutto quando si parla di ragazzi che come me si sono approcciati alla musica da soli, è cresciuta con la musica inglese e americana. Siamo stati tirati su con le canzoni di Disney Channel e le grandi hit del pop internazionale dei primi anni 2000, quindi trovo naturale il buttarsi, da cantautori, in questo mondo.

Tutti i miei amici parlano l’inglese come l’italiano e lo usano indifferentemente all’interno delle nostre conversazioni, quindi per me scrivere in inglese è stato molto più naturale che scrivere in italiano. Sono molto contenta poi di aver scoperto questo mondo unico nel suo genere, l’italiano è una vera perla ed è anche  una lingua molto più insidiosa con cui scrivere, richiede più impegno e dedizione, tutto quello che cerco nella musica.

Sei classe 2001, per cui veramente giovanissima, eppure la tua musica ha già un perché, sembra già aver trovato la sua strada. Con quale obiettivo hai deciso di intraprendere una carriera artistica nel mondo della musica?

Arrivare. Far provare qualcosa alle persone attraverso la musica, come ho fatto io. Sono molto concisa su questo perché non ho alcun secondo fine, non è questione di fama o ricchezza. Voglio solo arrivare abbastanza da poter fare questo per tutta la vita.

Come definiresti il sound di Benedetta Raina?

Nostalgico, terribilmente per gli standard attuali. Elettronico, quasi synth pop a tratti ma comunque sulla cresta dell’onda indie-pop del momento.

Con lo studio abbiamo le idee ben chiare e ci stiamo concentrando molto sul ricavare un sound di questo tipo a momento.

Con “Basta” e, poco dopo, con “Davvero” nel 2019 è avvenuto il tuo esordio nella musica. Questi due brani sono poi confluiti in un più ampio progetto musicale: “Frammenti”, un EP in cui ogni singolo rappresenta un differente livello di crescita e maturità. Come nasce questo progetto e in che modo rappresenta oltre che la tua crescita artistica anche quella personale?

“Frammenti” è un concetto nato a lavoro finito e raccoglie canzoni distinte e distanti tra loro. Mi sono immaginate un vero e proprio vetro che cade e si rompe in tanti cocci, ognuno imperfetto ma sincero e parte dello stesso caos: l’adolescenza. Ho voluto rappresentare questo periodo nelle sue sfaccettature più appuntite e dolorose, non quelle dolci che conosciamo tutti. Non aspettatevi storie d’amore.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro? 

Sto lavorando ad un’idea veramente bomba per un singolo che spero possa uscire quest’estate. Qualcosa di fresco.

C’è qualcosa che vorresti dire ai nostri lettori?

Di ascoltare e supportare le realtà emergenti che, mai come in questo momento, si trovano in difficoltà e possono contare solo sugli stream online. Grazie mille per l’intervista!

Benedetta Raina for Siloud

Instagram: @benedettaraina
Facebook: @benedettaraina21

Credits: Clarissa D'Avena, Red&Blue - Music Relations

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...