InTheMusic: OGNIBENE, interview

Il suo nome d’arte è legato a quello dell’anagrafe: lui è OGNIBENE. Un cantautore affermato nel mondo della musica italiana, con un timbro di voce tutt’altro che comune e musicalità rinnovate in ogni pezzo. La sua carriera musicale è stata ricca di esperienze. Prima di diventare un cantautore ha fatto anche parte di una band. “L’amore coi robot” è il suo ultimo brano, caratterizzato da una componente testuale decisamente satirica, surreale e vicinissima alla realtà che abbiamo vissuto durante l’emergenza COVID. Scoprite di più su questo artista leggendo la nostra intervista!

Nome: Davide
Cognome: Ognibene
In arte: OGNIBENE
Età: 34
Città: Modena          
Nazionalità: Italiana
Brani pubblicati: Cinque anni, L'amore coi robot
Album pubblicati: Il varietà sulla natura umana - vol.1
Periodo di attività: dal 2019
Genere musicale: indie pop

Piattaforme: Spotify, Deezer, Amazon Music, Apple Music, Youtube. 

Cantautore, classe ’86. Prima di essere musicista chi è OGNIBENE?

Prima di essere OGNIBENE sono Davide, un quasi padre di famiglia, della suadente Modena, mi occupo da sempre di musica e sono maggiorenne da sedici anni ormai.

Il tuo nome d’arte è legato a quello dell’anagrafe. Perché hai deciso di essere OGNIBENE nel mondo della musica?

Ho deciso di usare il mio cognome come nome d’arte perché non avrei potuto fare altrimenti. Questo progetto per me è una forma di redenzione. Ho passato tanti anni a fingermi ciò che non ero e tirando fuori il peggio di me. Questa volta invece ho deciso di raccontarmi in modo trasparente, per quello che sono! E quale miglior inizio se non quello di cominciare col nome. 

Oggi sei un cantautore affermato nel mondo della musica italiana e per questo siamo certi che la tua passione per la musica venga da molto lontano. Quando e come hai cominciato a comporre e suonare?

Ho iniziato a suonare la chitarra a dodici anni ma credo di aver sempre avuto una particolare predisposizione. 

In casa mia la musica è sempre stata presente in modo importante. Sono cresciuto con i miti del rock nelle orecchie. Cristina D’avena spodestata da Hendrix, Led Zeppelin o i Pink Floyd. Nell’anno poi ho approcciato basso, batteria e, in modo molto basilare, il piano. Il mio unico grande difetto, motivo per il quale io ed il piano non andiamo d’accordo, è che sono totalmente autodidatta. Ho fatto qualche lezione per la voce, essendo il mio strumento primario ed essendo delicata, ma mi sono sempre tenuto alla larga dagli insegnanti. Ho sempre avuto un carattere ribelle e se una cosa mi viene imposta non la faccio di certo! 

Un timbro di voce tutt’altro che comune e musicalità rinnovate in ogni tuo pezzo. Sicuramente, però, avrai subito il fascino di diversi artisti nel corso della tua vita. Qual è la musica che ti ha maggiormente influenzato?

Questa è la domanda che mi mette sempre in difficoltà. I miei ascolti sono infiniti e spesso variano in base al mio umore. Certo per questo progetto ho preso ispirazione dal cantautorato italiano. Diciamo che mi affascina chi è capace di raccontarti una emozione in qualche minuto. Ora dirli tutti sarebbe impossibile quindi ti dirò chi ritengo inarrivabile: LUCIO DALLA.

La tua carriera musicale è stata ricca di esperienze. Prima di diventare un cantautore hai fatto anche parte di una band. Qual è il processo che ti ha portato all’attuale maturità artistica?

Con i REMIDA, la mia band storica, ho passato metà della mia vita e nel mezzo sono stati tanti i segnali di una mia vena cantautorale. Spesso anche mal visti dagli altri componenti in quanto certi brani erano “troppo autobiografici”.

Spulciando nella discografia dei Remida penso che “Tasche” sia il brano nel quale è più evidente una scrittura tipi da cantautore e non collettiva da band. Da sempre quindi avevo celato questo istinto ma, onestamente, non mi sentivo coraggioso abbastanza per essere da solo contro tutti. Oggi mi ritengo maturato e pronto per farmi conoscere senza paura alcuna!

“L’amore coi robot” è il tuo ultimo brano. Componente testuale decisamente satirica, surreale e vicinissima alla realtà che abbiamo vissuto durante l’emergenza COVID. Cosa vuoi dire ai tuoi ascoltatori con questo pezzo?

Sarò onesto: La realtà mi ha stupito raggiungendo quasi la fantasia! Questo brano è stato scritto da me e Simone Pozzati qualche anno fa come un manifesto provocatorio e surreale. Solo dopo ci siamo accorti, con non poco stupore, che il tema era già stato trattato in articoli, programmi tv ed addirittura saggi. Il “la” alla stesura del testo lo ha dato Simone credo come risposta al “Dove andremo a finire?!” ed io ho rincarato la dose essendo fanatico di fantascienza evolutiva.

In realtà il tuo ultimo pezzo è parte di un quadro più grande, “Il varietà sulla natura umana”. Cosa c’è dietro questo ambizioso progetto?

Intanto ci tengo a dire che questa è una prima parte e ne seguirà una seconda capace forse di scavare ancora più a fondo. Abbiamo deciso, in comune accordo con l’etichetta discografica, di dividere il lavoro in due parti perché mi piacerebbe che fosse assimilato con calma da chi lo ascolterà. Ci sono tanti personaggi e storie che credo meritino la giusta comprensione. Poi ammetto che mi piaceva l’idea che venga percepito come i due lati di una musicassetta.

Il tuo ultimo pezzo “L’amore coi robot” è accompagnato da un videoclip ufficiale firmato da Francesco Boni. Com’è nata l’idea di te e del piccolo robot nello studio di registrazione?

Ammetto che la storyboard originale era tutt’altro. Avevamo attori, un ring in una sorta di chiesa e tante idee ma…è arrivato il virus una settimana prima delle riprese. Quindi abbiamo fatto quello che potevamo girando una sorta di playback nel mio studio, con qualche luce e rendendo protagonista 2-XL, un robottino cult per chi come me è cresciuto nei 90’s, trovato il giorno prima da mia madre nella loro mansarda.

Cosa dobbiamo aspettarci da OGNIBENE nel futuro?

Di certo nuove canzoni. Vorrei tanto tornare ad esibirmi ed era in ballo un bel tour ma ad oggi fare programmi è impossibile. La sola cosa certa è che mi godrò questa avventura, qualche tuffo in mare per rigenerarmi e a fine estate uscirò con un terzo estratto.

C’è qualcosa che vorresti dire ai nostri lettori?

La cosa a cui tengo è sapere le impressioni e sensazioni avute ascoltando il mio Ep. Ho sempre fatto questa mia ricerca nei live, guardando gli occhi delle persone, ma non potendo mi serve una conferma alternativa un contatto virtuale. Quindi mi piacerebbe che mi dicessero cosa ne pensano del mio lavoro e se hanno visto anche qualcosa di loro stessi nelle storie raccontate.

OGNIBENE for Siloud

Facebook@OgnibeneUfficiale
Instagram@ognibeneofficialpage

CreditsRedBlue

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