InTheDesign: Salvatore Izzo, interview

Arredare è un mestiere difficile, lo sa bene Salvatore Izzo. I suoi lavori si riconoscono dallo spiccato stile statunitense. Affiancato da Luigi, Salvatore si occupa di design d’interni, trasformando una casa qualunque in un ambiente elegante e accogliente. Con questa intervista speriamo di farvi conoscere meglio una personalità emergente nel mondo dell’interior design e perché no, semmai farvi venire voglia di cambiare l’arredo della vostra casa. 

Nome: Salvatore
Cognome: IzzoEtà: 32Città: Napoli Nazionalità: Italiana Professione: Interior Designer 
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Prima di ogni cosa, raccontaci di te Salvatore!

Prima di arrivare al punto in cui mi trovo oggi, che poi per me è sempre di partenza, ho viaggiato fuori e dentro le mie convinzioni. Chi sono veramente? Qual è la mia vera passione? Di domande me ne sono fatte tante, un po’ perché la mia psicoterapeuta mi ha dato gli strumenti giusti per ascoltarmi di più e un po’ perché ho sempre avvertito l’esigenza di scoprire chi sono senza le sovrastrutture mentali. Ho impiegato molta fatica ad accettare che la mia anima fosse così irrequieta, insaziabile ed emotiva, ma quando l’ho capito ne ho fatto un punto di forza. Per me i cambiamenti fisici, la crescita, le rughe, devono viaggiare di pari passo con la mente. Non possiamo essere gli stessi di un anno o di un minuto fa, l’evoluzione e la trasformazione fanno parte del nostro DNA. Oggi a 32 anni posso dire con serenità, di non sapere chi sono perché lo sto ancora scoprendo, sono ancora in lotta con i miei demoni interiori, a volte facciamo a pugni, scorticandomi le nocche, ed altre invece è pace fatta. 

Vengo dalla provincia di Napoli, da Castellammare di Stabia, una città di mare che dietro tante contraddizioni nasconde un potenziale degno delle grandi mete turistiche statunitensi come Malibù o Santa Barbara; è un posto a cui devo molto perché dall’acque che lo accarezzano ho rubato ispirazioni e suggestioni che non dimenticherò mai.  

Quando ti sei avvicinato al mondo dell’interior design?

Il design di interni per me è l’espressione più alta dell’equilibrio interiore. Un gioco di incastri, volumi, colori e materiali che devono conversare tra di loro senza proferire parola. L’esempio lampante di come anche un oggetto inanimato in realtà riesce a comunicare e a funzionare stando insieme ad un gruppo di altre cose, messe apparentemente li a caso, ma che poi dietro nascondono una logica invisibile ma precisa. Un po’ come la nostra esistenza. 

I tuoi lavori hanno un fattor comune facilmente riconoscibile: lo stile statunitense, ma perché arredare case all’americana?

Qualche collega del settore mi ha detto, più volte, che la mia è una scelta anticommerciale. Dedicare le mie energie ad uno stile così specifico, mi impedisce di abbracciare tutta un’altra fetta di mercato a cui il design americano non piace. Ma sai una cosa? Io parto da un concetto fondamentale per nutrire la mia felicità: amare il mio lavoro è l’unico principio per farlo bene. E funziona. Da quando mi sono imposto di accettare solo lavori da parte di clienti con la mia stessa visione di bellezza, le cose sono più facili, non devo esercitare alcuno sforzo per convincere un cliente a scegliere una cosa piuttosto che un’altra. In questo modo si crea una sinergia tra me e le persone che spesso diventa amicizia. Lo stile americano non è solo un modo di arredare la casa, è una filosofia di vita. Tutti i comfort, l’equilibrio tra volumi, accessori e colori non è unicamente estetico ma anche funzionale. E poi, cosa non da poco, le classiche case coloniali sono e saranno belle per sempre. Non temono il confronto con le tendenze passeggere.  

Abbiamo capito che non lavori mai solo, ad accompagnarti (non solo nel lavoro, ma anche nella vita) c’è Luigi. Parlaci di lui!

Luigi è la mia anima gemella, non potrei descrivere in altro modo la nostra relazione. Il nostro è un incontro che risale al  7 Luglio 2007. Una data che si trascina dietro un bel po’ di convergenze energetiche. Ad unirci, oltre che lo stesso cognome, è anche la medesima visione della vita, degli obiettivi da raggiungere e il modo in cui abbiamo deciso di costruire un pezzo di strada così lungo insieme. Dietro ogni idea, lavoro, impegno, c’è lo sforzo di entrambi. Spesso gli dico che la nostra è una sola anima divisa in due corpi.   

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Arreda&GO è un servizio di consulenza a distanza pensato per chi ha dei dubbi sul suo arredamento, come è nata l’idea di questo prodotto?

Arreda&Go nasce dall’idea di fornire alle persone una guida pratica e utile per arredare la propria casa in autonomia. Tutti noi siamo andati almeno una volta da Ikea con il metro di carta in mano a misurare gli arredi, valutare i colori, gli accessori giusti. Ma diciamocelo pure, organizzare un appartamento da zero richiede uno sforzo mentale e una visione d’insieme che non sempre viene ripagata da un risultato soddisfacente. Quel divano starà bene con la parete attrezzata? Le tende sono del colore giusto? Noi rispondiamo a tutta una serie di domande per risolvere ogni dubbio, forniamo ispirazioni e soluzioni fattibili, e cosa più importante, guidiamo il cliente affinché non commetta errori. Così con un piccolo budget, e a distanza, si può arredare casa con maggiore serenità. 

Tanti i progetti che hai portato a termine. Qual è quello che ti ha più soddisfatto e che ti rappresenta?

Beh questa è facile. Casa nostra. Tutto quello che avevo in mente di fare sono riuscito a realizzarlo con grande sacrificio ma con un risultato impeccabile.  E’ il nostro porto sicuro, lo spazio fuori dal mondo in cui tutto è esattamente dove dovrebbe essere. Ne sono innamorato. 

Quali sono i trend 2020 nell’interior design che salveresti e quali invece, quelli che bocceresti?

Non amo parlare di tendenze e di mode ormai “out”. Scegliere un rivestimento non è esattamente come acquistare d’impulso una maglia da Zara. I costi di una ristrutturazione sono un vero e proprio investimento, per questo suggerisco sempre di optare per soluzioni classiche, dallo stile eterno, per non pentirsene poi dopo un anno. Tuttavia devo dire che un materiale che è tornato a fare tendenza, l’ottone, si appresta a diventare un grande classico degli arredi all’americana. Boccio, a prescindere dalle mode attuali, tutte le superfici lucide, ultramoderne e asettiche, senza dimenticare le luci “fredde”. Quelle le lasciamo alle sale operatorie. 

In una casa gli ambienti da arredare sono molti, ognuno con un carattere differente. Qual è il tuo preferito?

La cucina in perfetto stile americano, con le grandi isole, i pensili alti fino al soffitto e le cornici che ne esaltano i profili, è sicuramente l’arredo a cui dedico più attenzione. Una cucina di un certo tipo definisce l’identità e il carattere di una casa. 

E infine, quali sono i tuoi sogni nel cassetto?

Li ho tirati fuori da un po’, ti confesso che ho una lista di cose che voglio ottenere dalla vita. Ho messo la spunta a diverse voci, sono alla numero otto di un elenco con più di 100 sogni. Il prossimo? Riuscire ad avere un figlio.  

C’è qualcosa che vorreste dire ai nostri lettori?

Cresciamo con l’idea che sia fondamentale trovare un posto nella società, un lavoro sicuro che possa definirci, rassicurarci. Ma chi siamo veramente? Un lavoro? Noi facciamo un lavoro, non siamo solo quello. Siamo anche istinto, passione. Seguire la via più incerta porta ad una sola certezza: la felicità non si trova nello stipendio fisso. 

 Salvatore Izzo for Siloud

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