InTheMusic: Mauro Di Maggio, interview

Mauro Di Maggio scrive, canta canzoni, suona e produce musica. La passione per la musica è nata grazie a suo padre Agostino, che amava tanto la musica e che ogni occasione era buona per fargli ascoltare buona musica. Negli ultimi anni si è dedicato anche alla scrittura di composizione e produzione di colonne sonore per vari spettacoli teatrali e cortometraggi.
In attesa del nuovo album, è tornato con una cover omaggio a Roy Orbison, reinterpretando il brano “A love so beautiful”.

Nome: Mauro
Cognome: Cerzoso
In arte: Mauro Di Maggio
Età: 43
Città: Roma
Nazionalità: Italiana
Brani pubblicati: Non Ti voglio Fermare, Surf Nelle Vene, Questo Mai, ecc.
Album pubblicati: Amore Di Ogni Avventura, inogniForma
Periodo di attività: dal 1996
Genere musicale: Pop Cantautorale
Piattaforme: Spotify, YouTube, ecc.

Ciao Mauro, presentati ai nostri lettori!

Ciao! Mi chiamo Mauro Di Maggio scrivo, canto canzoni, suono e produco musica, che siano canzoni o colonne sonore.

Ho 43 anni e vivo a Roma.

A 6 anni hai cominciato con la chitarra, ad 8 con la composizione, a 11 sei già in conservatorio. Si potrebbe dire che sei nato con la musica nel sangue. Come è nata questa passione fin dall’infanzia?

Sì, esatto! La passione è nata grazie a mio padre Agostino, che amava tanto la musica e che ogni occasione era buona per farmi ascoltare buona musica.

Sei entrato ufficialmente nel mondo della musica nel ‘96 quando ti sei fatto notare a Sanremo Giovani. Da lì in poi non hai mai smesso di collaborare con grandi voci. Quali sono le esperienze che ricordi con più piacere?

Ogni collaborazione ed esperienza ha lasciato in me bellissimi ricordi e ha contribuito alla mia crescita musicale e personale.

Quella che ora ricordo con più piacere è l’ultima che ho avuto con Renato Zero. È stata un’esperienza diversa, nel senso che più che musicalmente mi sono prestato come ‘attore’ nel suo videoclip Zero Il Folle. Ho interpretato Renato da giovane insieme a lui nei suoi ‘panni’ attuali. Un’esperienza magica che terrò sempre con me.

Hai molto simile a quello dei maggiori cantautori italiani nonostante le tue composizioni abbiano tratti fortemente innovativi e poliedrici. Che tipo di musicista sei?

Mi sento libero e mi sono sempre sentito libero di percorrere ogni strada musicale. Così farò sempre. Ho iniziato con la musica classica al conservatorio di Musica Santa Cecilia e mi sono ritrovato cantautore pop. Poi ho scritto sigle e colonne sonore.

Andrò sempre dove mi porterà la musica che amo, senza alcun limite nel genere.

Negli ultimi anni ti sei dedicato anche alla scrittura di composizione e produzione di colonne sonore per vari spettacoli teatrali e cortometraggi. Cosa puoi dirci di più riguardo questa esperienza?

Esperienza importante che mi ha portato a lavorare con personalità forti anche dal punto di vista artistico dal quale ho appreso molto e continuo ad apprendere. Sicuramente con Michele Placido nel suo spettacolo teatrale “Piccoli Crimini Coniugali”. Vivere la costruzione e la messa in scena di un testo così intenso è stato emozionante oltre che un grande insegnamento.

In attesa del nuovo album, sei tornato con una cover omaggio a Roy Orbison. Cosa ti ha spinto a reinterpretare “A love so beautiful”?

Avevo una forte esigenza, come la ho tuttora di pubblicare e far ascoltare nuove canzoni.

Ovviamente sto lavorando sul nuovo album, ma volevo far uscire qualcosa immediatamente visto tutto il tempo trascorso dalla mia ultima pubblicazione e d’istinto ho scelto di realizzare “A Love So Beautiful”. Di certo la mia intenzione era quella di non svelare ancora le nuove canzoni quindi ho pensato di fare una cover mettendoci dentro il mio mondo.

Hai parlato di “amore al primo ascolto” quando pochi anni fa hai ascoltato “A love so beautiful”, cosa vuoi trasmettere ai tuoi ascoltatori con questa cover?

Vorrei solo che l’amassero, che la facessero propria. Che girassero per le strade e che osservassero la vita con questa canzone ‘sotto’. Una colonna sonora per le giornate, che possa rendere più belli ed emozionanti i loro momenti.

Il brano è accompagnato da un videoclip girato nel contesto romano della via Appia Antica. Com’è stato omaggiare Roy Orbison in un luogo così suggestivo?

Mentre realizzavo la canzone, le immagini che avevo in mente erano già queste. La natura, gli spazi aperti. Il tempo eterno. Quindi sono sceso e sono andato sulla via Appia Antica. Una via romana epocale, il luogo perfetto!

Quali sono i tuoi programmi per il futuro?

Realizzare il mio nuovo album, le nuove canzoni e renderle pubbliche il prima possibile. Poi il mio progetto resta sempre quello di vivere l’inaspettato, il più bell’inaspettato di sempre… sempre con la musica… ovvio!

C’è qualcosa che vorresti dire ai nostri lettori?

Grazie per aver dedicato il vostro tempo a questo articolo. Vi abbraccio!

Mauro Di Maggio for Siloud

Instagram: @maurodimaggio
Facebook: @maurodimaggioofficial
Sito: www.maurodimaggio.it

Credits: Sara Salaorni, Safe & Sound Comunicazione

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