InTheMusic: GENTE, interview

Renato Stefano, in arte GENTE, ha 27 anni e nella vita lavora con la musica, sia come artista che come un sacco di altre figure. Ha origini baresi ma è cresciuto a Bologna, formandosi all’interno di una crew rap da cui poi si è separato per intraprendere la propria strada. Le sue influenze maggiori provengono dai mondo rap, urban e pop. La sua caratteristica maggiore è quella di fare musica di getto, senza pensarci: questo, secondo lui, è la sua croce e delizia.
È da poco online “Sahara“, che definisce come il pezzo giusto per questa estate sbagliata.

Nome: Renato
Cognome: Stefano
In arte: GENTE
Età: 27
Città: Bologna
Nazionalità: Italiano
Brani pubblicati: sahara, spariremo, goodbye, non ti piacerà, genere
Periodo di attività: dal 2018
Genere musicale: Street Pop
Piattaforme: Spotify, YouTube, Apple Music, ecc.

Chi c’è dietro GENTE?

Ci sono io, mi chiamo Renato e vengo da Bologna. Ho 27 anni e nella vita lavoro con la musica, sia come artista che come un sacco di altre figure.

Perché un nome d’arte così preciso eppure generico?

Me lo chiedono in tanti e io ogni volta cerco di non ripetermi, quindi per non annoiarvi vi dico che ho fatto una canzone per spiegarlo, uscirà nel disco e allora tutto sarà chiaro.

Hai origini baresi ma sei cresciuto a Bologna, formandoti all’interno di una crew rap da cui poi ti sei separato per intraprendere la tua strada. Come ti sei avvicinato alla musica?

Ho iniziato a rappare insieme ai miei migliori amici e, in generale, in una crew chiamata Pro Evolution Joint (Sasha Shinezz, Inda, DrefGold e tantissimi altri). Ci siamo divertiti tantissimo facendo anche delle piccole hit cittadine. Ricordi bellissimi, ci fermavano per strada, si sa che a Bolo c’è la cultura. Successivamente però ho sentito l’esigenza di fare qualcosa di mio davvero, in tutto e per tutto, quindi eccomi qui.

Le tue influenze maggiori provengono dai mondo rap, urban e pop. Quali sono gli artisti a cui ti ispiri?

Non c’è nessuno in particolare. Cioè non ho mai avuto idoli, credo neanche da ragazzino. La roba che mi influenza tantissimo non è l’artista “x” o la canzone “y”, ma la sensazione che mi trasmette quella determinata musica che sto ascoltando. Poi ovviamente sono cresciuto a pane e Notorious B.I.G., Club Dogo, Ghemon, ecc..

Fino ad oggi hai ricevuto feedback molto positivi, finendo anche in molte playlist Spotify. Come definiresti il tuo modo di fare musica e cosa pensi che piaccia dello stile di GENTE?

Faccio musica di getto, senza pensarci. E questo secondo me è la mia croce e delizia. Nel senso che, secondo me, di me gli altri apprezzano questa spontaneità. Ma voglio crescere musicalmente, spendere molto tempo in studio come già sto facendo ora, cercando di conservare quella freschezza.

Nella tua musica fai in modo che i tuoi generi di riferimento si mescolino per dare vita a qualcosa di nuovo che fa della sua diversità l’originalità del sound. Come sei riuscito a definire le sonorità che oggi ti rappresentano?

Lavorando con produttori che sono dei mostri e che come dei sarti si sono messi lì e mi hanno preso le misure per confezionarmi un vestito il più possibile adatto a me.

È dal 2018 che rilasci singoli online e ogni nuova produzione si colloca sempre in scia a quella precedente. Ci parli di tutti i brani che hai rilasciato fino ad oggi? In che modo sono collegati?

Sono pezzetti di un puzzle che sto posizionando sul tavolo, può sembrare tutto un po’ confuso, ma io so come sarà quando sarà pronto e non vedo l’ora lo sappiano tutti.

È da poco online Sahara, che definisci come il pezzo giusto per questa estate sbagliata. Perché questa definizione?

Perché lo reputo molto legato al momento storico che viviamo. Di noi che ne sarà? E ho detto tutto! C’è un’incertezza sul futuro spaventosa. Questo singolo tra l’altro è nato in 48 ore: io ho scritto al piano degli accordi, i due produttori si sono gasati tantissimo, poi abbiamo registrato mixato e masterizzato in pochissimo.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Avete presente quando qualcuno si laurea o ad un matrimonio qualcuno dice “DISCORSO, DISCORSO, DISCORSO”? Ecco uguale ma con la parola DISCO. Poi la stessa cosa ma con la parola TOUR.

C’è qualcosa che vorresti dire ai nostri lettori?

Che il claim della vostra realtà (pensare “out of the box”) mi rappresenta tantissimo, quindi continuate a seguire Siloud perché spacca ed ha ottimi gusti musicali!

Gente for Siloud

Instagram: @gentesuonoio
Facebook: @gentelamusicadigente

Credits: Gabriella Esposito, Foresta Promotion

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