InTheMusic: Humanoira, interview

Dietro gli Humanoira ci sono Davide e Riccardo, due amici che si sono conosciuti tra i banchi di scuola a Livorno. La loro musica è un mix di teatro, poesia, parole, sentimenti e attimi di vita, dove ironia e sarcasmo sono sempre presenti. Le tematiche dei loro testi sono le più disparate, ma sicuramente l’amore e la mancanza di amore sono le più trattate. “Sorrisi & canzoni” è stato il loro primo progetto, ma da poco sono usciti anche con “Adios nonnini”, un brano che in realtà era la prima traccia del loro primo disco.

Band: Humanoira
Componenti: 2
Età: 36-38
Città: Livorno
Nazionalità: Italiana
Brani pubblicati: Tutto ok ma ti devo parlare,  San Valentino, Le mezze misure, Mastrota
Album pubblicati: 3
Periodo di attività: dal 2006
Genere musicale: Indie, Pop, Cantautorato
Piattaforme: YouTube, Spotify, Apple Music, Deezer, Amazon Music, ecc.

Chi c’è dietro gli Humanoira?

Dietro gli Humanoira ci sono Davide e Riccardo, due amici che si sono conosciuti tra i banchi di scuola dell’ITIS di Livorno. Abbiamo 36 e 38 anni. Nella vita lavoriamo entrambi, ma appena abbiamo un minuto libero la musica è il nostro chiodo fisso.

Cosa significa “Humanoira” e in che modo vi rappresenta?

Humanoira è l’anagramma di un capitolo di “La montagna incantata” di Thoman Mann: parla della soggettività dello scorre del tempo. Una cosa un po’ filosofica, lo scegliemmo molto tempo fa. Abbiamo cercato di cambiarlo diverse volte, ma poi ci siamo talmente affezionati a quello che per noi rappresentava che abbiamo deciso di tenerlo.

Siete nati a Livorno da un’idea di Riccardo e Davide. Cosa vi ha spinti a creare qualcosa insieme?

Ci siamo conosciuti in prima superiore. In quel periodo Riccardo prendeva lezioni di chitarra ed io (Davide) prendevo qualche lezione di basso da mio zio, anche lui bassista. Da lì è nato tutto, abbiamo trovato un batterista e ci siamo messi a suonare.

All’inizio facevamo punk in italiano. Nel tempo abbiamo cambiato tante formazioni e tanti nomi, ma io e Riccardo siamo sempre rimasti. Abbiamo una sorta di chimica artistica, dovuta probabilmente alle tante esperienze di vita vissute insieme che ci aiuta nella composizione. Difficilmente riusciremmo ad intraprendere progetti diversi dagli Humanoira.

Pop e cantautorato italiano immaginiamo siano i vostri generi preferiti. Quali sono gli artisti a cui vi ispirate?

Nell’ultimo periodo abbiamo riscoperto tutti i cantautori con cui siamo sostanzialmente cresciuti, per poi abbandonare nel nostro periodo piu’ rock. Della vecchia scuola adoriamo Lucio Dalla, Battisti, De Andre’, Gaetano, ecc.. Della nuova scuola cantautoriale/indie abbiamo gusti un po diversi. A Riccardo piacciono molto Io sono un cane, The zen circus e Calcutta, mentre a me piacciono anche i The Giornalisti, Canova, Motta e davvero molti altri.

In ogni caso abbiamo ascolti davvero trasversali, dai Sonic Youth ai Pink Floyd passando dal post rock (Tortoise, Don Caballero, Dirty Three) fino al progressive anni ’70. Per un periodo eravamo in fissa con la scena new wave come Joy Division, The cure, Bauhaus fino a Nick cave and the bad seeds.

La vostra musica è un mix di teatro, poesia, parole, sentimenti e attimi di vita, dove ironia e sarcasmo sono sempre presenti. Come definireste il vostro modo di fare musica?

La nostra musica è sentimento ed ironia, non saprei definirla diversamente. Le tematiche sono le più disparate, ma sicuramente l’amore e la mancanza di amore sono le più trattate. Ogni canzone è comunque un mondo a sé.

Il nostro sound è un frullatore di tutti i nostri ascolti degli ultimi 15 anni… non trascuriamo niente, dal rock noise all’elettronica, al cantautorato italiano. Poi come già detto ogni canzone ha la sua espressività.

Dal vostro primo disco ad oggi siete riusciti a mantenere invariato il vostro stile, sintomo di un’identità ben precisa del vostro progetto. In cosa pensate si sia evoluta la vostra musica tra le varie produzioni?

In effetti abbiamo una nostra identità molto forte e questo ci ha reso non sempre catalogabili e quindi di difficile ascolto. Negli ultimi anni ci è venuto naturale cercare di essere più ‘comprensibili’ senza trascurare la qualità artistica del progetto.

Il nostro primo disco, “L’arte di sciogliere la neve”, è nato da una forte urgenza espressiva, infatti a distanza di anni lo valutiamo un po’ immaturo. Fedeli alla linea, è stato il nostro disco più rock, venivamo da anni in cui adoravamo Marlene Kuntz e Afterohours e sicuramente ci sono degli spunti interessanti.

In “Sorrisi & canzoni” abbiamo fuso tutti i nostri ascolti prendendo sia dal recente passato che da ascolti contemporanei. Probabilmente abbiamo raggiunto la nostra maturità artistica, sentiamo di essere sulla strada giusta.

Il prossimo disco, che probabilmente uscirà nel 2021 sarà quello più bello e importante.

“Sorrisi & canzoni” è stato il vostro primo progetto, ma da poco siete usciti anche con “Adios nonnini”. Cosa accomuna queste produzioni?

In realtà “Adios Nonnini” era la prima traccia del primo disco e quando uscì ebbe un discreto consenso, ma non era ancora nato Spotify, sicché abbiamo deciso di dargli una nuova vita mettendolo sui vari distributori digitali. Un regalo che ci siamo fatti.

Personalmente non crediamo ci sia qualcosa che accomuna queste due produzioni musicali se non il fatto che le abbiamo fatte noi Humanoira, probabilmente dei noi ‘diversi’.

Nell’arco degli anni avete diviso il parlo con moltissimi artisti. Cosa avete imparato da queste esperienze e quali vi hanno lasciato più il segno?

Abbiamo avuto la fortuna di fare un po’ di concerti in Italia e un piccolo tour in Francia. Quello più significativo probabilmente è stato proprio quello in Francia. Suonavamo due volte al giorno, a pranzo in piccoli pub ristoranti rispolverando un repertorio abbastanza acustico per accompagnare la clientela, la sera rimettevamo i nostri panni più rock, suonando in locali o teatri. Tante risate, tanti chilometri fatti, tante persone conosciute. Gran bella esperienza.

Quali sono i vostri progetti per il futuro?

Stiamo buttando giù le basi per fare un vero e proprio disco che dovrebbe uscire nel 2021. La produzione artistica sarà affidata a Daniele Catalucci (Virginiana Miller, Sinfonico Honolulu) e crediamo che sarà il disco definitivo degli Humanoira, quello più bello, intenso e significativo. Non abbiamo dubbi.

C’è qualcosa che vorreste dire ai nostri lettori?

Vogliamo dire di non perderci di vista e seguirci sui nostri social. In più, per chi non lo avesse ancora fatto, di andarsi ad ascoltare Sorrisi & canzoni.

Humanoira for Siloud

Instagram: @humanoira
Facebook: @Humanoira

Credits: Le Sorgenti Press

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