InTheMusic: Cento, interview

Una vita da musicista a rincorrere i propri sogni: all’età di 13 anni Cento comincia sognare di vivere di musica. Il suo percorso musicale è stato lungo ed è durato anni. Oggi ha un sound è molto vicino al cantautorato vecchio stampo, uno stile semplice e genuino che arriva agli ascoltatori. Nel febbraio 2020 esce con il primo album dal titolo “Lato B” e dal 17 luglio è disponibile “Canzone storta” in collaborazione con Effaiem.

In arte: Cento
Età: 30
Città: Bovisio Masciago
Nazionalità: Italiana
Brani pubblicati: Le patatine, Mia nonna, Champions League, Stavo Pensando Che, Jamaal, Sale, Interludio, Coca e Rum, Falena, Marlboro
Album pubblicati: Lato B
Genere musicale: Pop d'autore
Piattaforme: Spotify, YouTube, ecc.

Ciao Cento, raccontaci chi sei!

Sono Giuliano Cento, in arte Cento, Sono nato a Messina e ho 30 anni. Attualmente vivo a Bovisio Masciago. 

Una vita da musicista a rincorrere i propri sogni, come nasce questo amore per la musica?

Ho iniziato a sognare di vivere di musica all’età di 13 anni, all’epoca ho iniziato come bassista in qualche gruppetto, da allora mi sono innamorato di questa arte che a mio parere tiene in piedi il mondo, perché a me non è che piace la musica, io ne sono letteralmente innamorato.

Cosa c’è dietro il tuo nome d’arte?

In realtà ho provato ad affibbiarmi un paio di nomi quando poi ho deciso che il mio cognome in fondo andava bene, e così ho optato per Cento.  Sembra un nome tirato fuori chissà da dove ma in realtà è solo il mio cognome, appunto.

Il tuo percorso musicale è stato lungo ed è durato anni. Quali sono le esperienze che ti hanno segnato di più?

Il suonare in giro per locali sicuramente è una cosa fantastica, quella è la vera scuola. Ho suonato per svariati gruppi, suonavo principalmente rock.  Credo che l’esperienza musicale che mi abbia colpito maggiormente non sia stata quando suonavo io personalmente ma al concerto di Vasco. In quel concerto ho riso, ho pianto mi sono sentito forte, insomma una tempesta di emozioni. Quel giorno mi sono fatto una domanda: chissà cosa si prova a calcare quei palcoscenici. Spero un giorno di poterci salire anche io.

Nel febbraio 2020 esci con il tuo primo album dal titolo “Lato B”. Com’è stato cimentarsi con la produzione di un EP?

Come dicevo, principalmente sono nato come musicista, qualche anno dopo ho scoperto di essere un cantautore. Volevo incidere su un disco quelle che erano le mie emozioni, quello che vivevo e ci sono riuscito, da lì nasce Lato B, il mio primo album. Devo la riuscita di questo album al mio produttore e amico Stefano Radice di Loud studio, che è riuscito a tirare fuori il meglio di me. Lui è un gran conoscitore di musica con la M maiuscola.

Il tuo sound è molto vicino al cantautorato vecchio stampo, uno stile semplice e genuino che arriva agli ascoltatori. Come definisci la tua musica?

L’intenzione era proprio quella, abbiamo ricercato suoni che al giorno d’oggi sono caduti un po’ nel dimenticatoio ma che secondo me sono i suoni più belli, suoni anni 70/80. Io sono un gran fan di quegli anni. Credo che le cose semplici arrivino molto di più al cuore di altre che magari sono troppo articolate. Definisco la mia musica come delle storie in cui la gente si rivede, magari in una sola frase.  Alcuni mi hanno detto che con qualche canzone delle mie hanno pianto, di questo sono contento, vuol dire che trasmettono emozioni.

Dal 17 luglio è disponibile “Canzone storta” in collaborazione con Effaiem. Come è nato il brano?

Il brano è nato da una forte voglia di collaborazione con Effaiem, un giorno mi ha detto: Io e te dobbiamo fare una canzone insieme! una canzone che parli di questa estate andata a rotoli, che parli di come tutto sia andato storto. Allora pensando ad un’estate passata nel caldo di Milano è nata canzone storta.

Il testo racconta di un’estate anomala, metropolitana ma con un gusto retrò, cosa volevate trasmettere con questo pezzo?

Beh in realtà credo sia un po’ la canzone che canterebbero tutti, è già estate e nemmeno me ne ero accorto, è stato quello che ho pensato e l’ho scritto. Quello che vogliamo trasmettere è che cantando una canzone come canzone storta si possa avere un po’ la sensazione di essere al mare mentre in realtà si è in città col traffico e il caldo. Un qualcosa che stimoli la fantasia insomma.

Che programmi hai per il futuro?

Sto lavorando ad un nuovo album e sto iniziando ad organizzarmi per qualche live.

C’è qualcosa che vorresti dire ai nostri lettori?

Ascoltate della buona musica e soprattutto ascoltate Canzone storta.

Cento for Siloud

Instagram: @cento_storie

Credits: Lorenza Nervitto

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