InTheMusic: tuttoaccade, Montegro

Abbiamo conosciuto Daniele Paolucci, in arte Montegro, qualche mese fa. Ci aveva da subito colpito la sua voglia di raccontarsi tramite la musica, di condividere con tutti il suo percorso di vita e di riscoperta di sé stesso. Il suo, con la musica, è un rapporto sincero e trasparente: ci parlava di una vera e propria convivenza con essa, sia nel modo di concepirla che di viverla.

Lo stile dell’artista classe ’96 ha un approccio cantautorale, ma le sue produzioni si muovono in una direzione più contemporanea. Amsterdam, il singolo che ha aperto la sua carriera da solista, nasce subito dopo essersi trasferito a Roma; Vetro è stato un passo in avanti rispetto al brano che lo ha preceduto, sia in termini di sonorità che di tematiche trattate.

Da poco è online tuttocade, il nuovo singolo di Montegro. Questa volta l’artista dalle origini abruzzesi si presenta con un tono più sicuro e deciso, mettendo da parte le tendenze cantautorali e immergendosi a pieno nel mondo pop. Le sonorità molto acustiche, unite ad un ritmo di base ben definito, fanno di questo brano un prodotto molto interessante.

Come nasce “tuttocade”?

tuttocade è una nata da un giro di chitarra classica (strumento al quale è stato affidato il fuoco del brano) quasi bossanova inizialmente, sviluppatosi poi in produzione.

Per quanto riguarda il testo è un insieme di tutte le cose che facciamo finta di non vedere, che però sappiamo bene e viviamo tutti i giorni.

Ci eravamo lasciati l’ultima volta con questa tua affermazione: “Con Amsterdam abbiamo ballato timidamente, con Vetro ci stringiamo forte”. In che modo “tuttocade” si relaziona con le queste precedenti produzioni?

Il filo che unisce tuttocade ai brani precedenti a livello strumentale è sicuramente la chitarra, è da lì che parte sempre tutto, per quanto riguarda il testo è questa richiesta di aiuto con tutte le dovute prese di coscienza a qualcuno che si ha vicino, “ti prego stringimi mentre tutto cade”.

Sempre facendo un richiamo ai tuoi brani precedenti, Amsterdam per te rappresentava una chiara richiesta di fuga, a differenza di Vetro che era un guardare il passato dall’alto essendo coscienti di ciò che è stato. Quali tematiche vengono trattate invece in questo tuo ultimo brano?

Le tematiche di tuttocade sono abbastanza esplicite, e, purtroppo argomenti che ci riguardano da vicino, dall’inquinamento alle ingiustizie razziali e non, a cui ormai sembriamo tristemente abituati.

Questa volta hai messo un po’ da parte la tua tendenza cantautorale, dando spazio a quel tuo lato artistico più tendente verso il mondo pop. Ci hanno colpito sia le ritmiche di base che l’approccio acustico del brano: in che modo hai lavorato al suo sound?

Per quanto riguarda il sound e la produzione è stato tutto abbastanza spontaneo dall’inizio, ho lavorato come sempre con Antonio di Santo (Totò) produttore e amico da sempre, le bozze sono avvenute a distanza, in seguito, per definire il brano abbiamo lavorato insieme nel suo studio a Milano, tra chitarre classiche e voci fuoricampo 

A questo punto, facciamo un passo indietro. Siamo curiosi di conoscere l’intero iter che ti ha portato alla creazione di questo brano: dall’inizio alla fine, come hai lavorato a “tuttocade” e quali erano gli obiettivi che ti eri proposto inizialmente?

Questo brano è nato a casa, tra chitarra e divano in una giornata abbastanza polemica visto il risultato, un giro di chitarra nel quale ho inserito un testo che avevo cominciato a scrivere pochi giorni prima, è venuta fuori in modo scorrevole, spontaneo, ma non doveva uscire adesso, è una delle ultime che ho scritto, però man mano che veniva fuori mi attraeva, per il carattere, le sonorità, quindi ho deciso di pubblicarla subito, anche per una mia questione personale di stimoli nuovi 

Bella l’idea di utilizzare come cover art del brano un disegno in acquarello. Cosa rappresenta e da chi è stata realizzata?

La cover è stata affidata interamente a Diletta Fagni, è un lavoro a cui tengo tantissimo perché rappresenta in pieno questo senso di caduta, di malinconica consapevolezza, come a voler dire “tuttocade, lo sappiamo bene, ma tienimi stretto, vieni con me”

A quando il prossimo singolo?

Spero molto presto, le canzoni sono pronte, stiamo soltanto capendo come tirarle fuori al meglio visto il periodo incubo che sta vivendo la musica.

Painter: Diletta Fagni

Tuttocade è un singolo che ha un carattere che potremmo definire “pregiato”: sussurra ma allo stesso tempo dice la verità, parla contemporaneamente sia piano che forte. Le parole si cullano sulla melodia di base, trascinando l’ascoltatore in una produzione estiva. Insomma, questo brano ci ha intrigato molto… Andate ad ascoltarlo!

Instagram: @montegro_io

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