InTheMusic: Filippo D’Erasmo, interview

Dietro Filippo d’Erasmo, Riccardo nella vita, è un ragazzo con il vizio di pensare molto, forse troppo, tanto che ogni tanto si perde nei suoi voli pindarici. Fin da piccolo ha composto e suonato, ma solo all’età di 16 anni ha deciso di suonare la chitarra. Nel 2018 il primo singolo e oggi, invece, ci parla del suo primo EP, “Canzoni Part Time”, un lavoro in cui si uniscono storie di rivalsa sociale, sfoghi personali ma anche riferimenti onirici ed erotici. 

Nome: Riccardo       
Cognome: Filippo
In arte: Filippo D’Erasmo
Età: 30
Città: Alessandria
Nazionalità: italiana
Brani pubblicati: Monica sulla Spiaggia di Follonica, Anna, Norimberga
Album pubblicati: Canzoni Part Time
Periodo di attività: 2018
Genere musicale: cantautorato, pop
Piattaforme: YouTube, Spotify, Apple Music, Deezer, Amazon Music, ecc

Chi c’è dietro Filippo D’Erasmo?

C’è un ragazzo con il vizio di pensare molto, forse troppo, tanto che ogni tanto si perde nei suoi voli pindarici. E’ uno si permette il lusso di farsi emozionare dalle cose e dalla vita e che mantiene vivo il bambino interiore che ospita dentro. Ho trent’anni, vivo tra la provincia collinare del Monferrato e la città di Torino. Mi barcameno tra la musica, interessi di psicologia e un lavoretto part time in sanità.

Perché hai deciso di cambiare il tuo nome e di utilizzare un d’arte?

Il mio nome d’arte nasce dal mio cognome “Filippo”, ovvero una parte di me, unito a “D’Erasmo”, qualcosa di romanzato, che mi crea suggestioni particolari. Mi piace l’idea che l’arte si possa fondare su un nucleo vero e reale e che a ciò si possa aggiungere qualcosa di fantasioso ed immaginario.

Hai iniziato a comporre melodie da bambino, per poi appassionarti più tardi anche alla scrittura di vere e proprie canzoni. Cosa ti ha fatto legare alla musica?

Da bambino componevo le prime melodie, rigorosamente senza conoscere alcuna nozione musicale. Poi verso i 16 anni imbracciai per la prima volta la chitarra, folgorato dalle composizioni di John Frusciante. Da allora iniziò tutto un percorso che mi portò poi qualche anno dopo a scrivere le prime canzoni, come strumento di auto terapia e conoscenza di me stesso.

La tua passione per la musica non è rimasta tale: hai intrapreso anche un percorso di studi in questo settore, vero?

Sì, sono una persona che prima si butta nelle cose e solo dopo impara bene a farle. Ho approfondito durante la mia carriera musicale le basi di molti strumenti: dalla chitarra al pianoforte, dal basso alla voce. Indispensabile per la scrittura è stato lo studio dell’armonia, mentre per la produzione musicale e l’arrangiamento sono stati utili un paio di master che ho conseguito. Comunque il mio approccio principale rimane quello di pancia, di orecchio, quando mi approccio al processo creativo.

La tua è una musica cantautorale, anche se le sonorità che utilizzi tendono più al pop Quali sono gli artisti che ti influenzano di più?

Quelli che hanno saputo coniugare con maestria questi due mondi. Dai mostri sacri come Battiato, ai contemporanei Baustelle e Vasco Brondi, dai The National a Brunori.

Nel 2018 hai pubblicato il tuo primo singolo intitolato “Monica sulla Spiaggia di Follonica”. Quali sono state le tue pubblicazioni successive e in che rapporto si pongono con la prima?  

A “Monica sulla Spiaggia di Follonica” Sono seguiti altri due singoli. Il primo, “Anna”, è un pezzo spensierato, onirico, in cui il testo è funzionale alla musica e all’atmosfera che pervade tutto il brano. Il secondo singolo “Norimberga” invece, è un brano totalmente differente. Intimo, terapeutico, parla della presa di consapevolezza di un momento di crisi, del riconoscere i propri demoni e del cogliere un barlume di luce e di speranza in fondo al tunnel.

Da poco è uscito il tuo primo EP, “Canzoni Part Time”, un lavoro in cui si uniscono storie di rivalsa sociale, sfoghi personali ma anche riferimenti onirici ed erotici. Come nasce questo progetto?

Il titolo riprende un periodo in cui mi sono trovato a vivere la mia vita part time: il lavoro, la mia situazione sentimentale a distanza, il mio rapporto con la musica. Mi sembrava di non riuscire a dedicarmi alle cose a pieno e avvertivo costante quella sensazione di essere sempre diviso tra due poli. Ogni canzone di questo EP è nata in un modo differente. “Norimberga” è nata per un’urgenza emotiva durante un viaggio in treno tra Norimberga e Bamberga, due città della Baviera. “Anna” è nata da una sorta di freestyle in italiano sopra un giro di accordi che mi piaceva, ed è stata tenuta praticamente così. Altre canzoni hanno richiesto un processo più lento: “Monica sulla Spiaggia di Follonica” e “Milano, Ilaria e la Nebbia” invece hanno richiesto un procedimento più lungo, le ho scritte non di getto, ma con un lavoro simile a quello dello scultore che estrae, colpo dopo colpo, una statua dal blocco di marmo che la contiene già in forma potenziale. 

Sappiamo che sei a lavoro per il tuo primo album come solista. Cosa puoi anticiparci?

Ci sono diversi pezzi in cantiere, sto lavorando alle preproduzioni e presto andrò in studio per terminare il primo nuovo singolo. Il suono sarà un po’ diverso rispetto a quello di questo ep, ma non posso rivelarvi troppo.

C’è qualcosa che vorresti dire ai nostri lettori?

Ci siamo già detti molto: ora lasciamo parlare le canzoni.

Filippo d’Erasmo for Siloud

Instagram@filippoderasmo
Facebook@filippoderasmomusica

Credits: Conza Press

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