InTheMusic: Radiolondra, interview

Radiolondra vengono dal mare, dalla riviera romagnola. Sono Francesco, Carlo e Marco. Il loro percorso musicale insieme comincia intorno al 2010 e hanno uno stile che nasce dal mix tra indie e pop, un sound fresco, adatto ad ogni tipo di ascoltatore. Nel 2010 i primi successi e nel 2018, invece, il primo progetto discografico full lenght, “Slurp”, sotto l’etichetta MM2. Dal 30 giugno è disponibile su tutte le piattaforme di streaming “WEEKEND”.

Band: Radiolondra
Componenti: Francesco Picciano, Carlo Rinaldini, Marco Biagiotti
Età: 33-35
Città: Forlì, Padova, Firenze
Nazionalità: Italiana
Brani pubblicati: Vita, Weekend, Come una volta, Camilla
Album pubblicati: Slurp!
Periodo di attività: dal 2010
Genere musicale: Pop
Piattaforme: Spotify, YouTube, Apple Music, Soundcloud, Amazon Music

Ciao ragazzi, parlateci di voi!

Ciao a tutti noi siamo i Radiolondra e veniamo dal mare, dalla riviera romagnola. Siamo Francesco (35), Carlo (34) e Marco (33). 

Oggi per amore e per lavoro siamo sparsi per l’Italia: Forlì, Padova e Firenze…siamo una band interregionale! Siamo due avvocati e un geometra, ma sono solo professioni di facciata: a noi piace suonare!

Ogni band che si rispetti ha una storia da raccontare in relazione al suo nome. Come nasce RadioLondra?

Ci è sempre piaciuta l’idea della musica autentica, verace…hai presente quel film “I love Radio Rock”? … volevamo essere una voce libera da schemi…

In Romagna d’estate si fa la stagione ed una sera ci siamo visti per cazzeggiare e per trovare un nome a questa roba che stava nascendo…mentre ci facevamo una piada sul mare e dopo aver sparato mille nomi a caso, abbiamo pensato a Radio Londra, la radio libera che dava gli annunci durante la seconda guerra mondiale, che teneva alto il morale della popolazione senza rinunciare a raccontare la verità, spesso dura e cruda…abbiamo solo attaccato le due parole! 

Il vostro percorso musicale insieme comincia intorno al 2010 ma saremmo curiosi di sapere come ognuno di voi si è approcciato per la prima volta al mondo della musica. Quando è cominciata questa vostra passione?

Ci siamo avvicinati alla musica da bambini, siamo entrati in questo “tunnel” e non ne siamo più usciti.

FRANCESCO: Mi ricordo, avrò avuto 4/5 anni, che i miei genitori mi regalarono una piccola chitarra. Mi ricordo che gli facevo l’imitazione di Michael J. Fox in Ritorno al Futuro quando suona “Johnny be good” con la chitarra elettrica. Mi piaceva da morire stare con la chitarra sotto braccio. Mi ricordo che alle elementari scrivevo già delle canzoni. Scrivevo dei testi in stampatello sul quaderno e poi avevo una pianola Bontempi che suonavo a casaccio e sopra ci cantavo quelle parole. Mi ricordo che avevo un libro grande di colore Blu, si chiamava “mille note” ed era una raccolta di canzoni soprattutto italiane divisi per autore in ordine alfabetico. Ricordo che stavo con mia nonna in camera a cantarle, ricordo che lei mi insegnò “vecchio frac” di Modugno e io non l’avevo mai sentita cantata da Modugno. Anni dopo ho visto un video della RAI in bianco e nero con Modugno che la cantava e ho pianto. Ricordo che al pomeriggio quando tornavo da scuola l’unica cosa che mi interessava era riuscire a suonare il FA MAGGIORE con la chitarra…le ore passate a suonare il FA MAGGIORE. 

CARLO: I miei genitori mi hanno spinto a soli 8 anni al Conservatorio per studiare chitarra classica. Ma in casa nostra si ascoltava tanto Lucio Battisti, i grandi cantautori italiani e i Beatles. Da lì è partito tutto, da un lato i libroni di accordi “Cantaintasca” a 8-9 anni per imparare gli accordi delle canzoni italiane dall’altra i libri del conservatorio (spesso lasciati lì sulla scrivania) …. A 13 anni poi è arrivata la prima chitarra elettrica (oggi ne ho 5) e l’incontro con il primo Maestro che mi ha insegnato a suonare di tutto…dai Led Zeppelin a Lucio Dalla, ad aprire la mente, ad essere al servizio della canzone con il tuo stile, il tuo modo di suonare. 

MARCO: Ero un bambino quando vedevo mio padre e i suoi dischi: oggi un patrimonio inestimabile. Poi una vecchia batteria ritrovata in un casolare di famiglia…l’abbiamo sistemata ed è diventata la mia fedele compagna di giochi. Ho iniziato così a “menare” sulla batteria suonando sopra i dischi di mio padre. Ho iniziato a prendere qualche lezione e ho fatto parte di tante band giovanili. Poi ho avuto una lunga esperienza live anche all’estero tentando di fare di questa passione irrinunciabile un lavoro. Poi ho incontrato i RL. È scattato qualcosa subito, un bellissima intesa e sono poi venuti fuori i brani. Ed eccoci qua.

Il vostro stile è un mix tra indie e pop, un sound fresco, adatto ad ogni tipo di ascoltatore. Come definireste la vostra musica?

La definiremmo la “nostra musica” …per noi essere originali significa essere se stessi a tutti i costi… Ci piacciono le tastierone del pop anni ‘80-‘90 e i riff di chitarra. Le parole nascono dalla vita così com’è…con le fragilità, i sogni le illusioni…senza paura, nuda e cruda senza immagini cliché alla ricerca del “like”.

È vero che è un mix tra indie e pop ma vorremmo che avesse qualcosa del vero “Indie” …quello degli anni ’90: Bluvertigo, Afterhours, Marlene Kuntz, i Tre Allegri Ragazzi Morti… gente che suonava veramente nei garage!

Nel 2010 i vostri primi successi e nel 2018, invece, il primo progetto discografico full lenght, “Slurp”, sotto l’etichetta MM2. Qual è stata la vostra evoluzione nel panorama musicale?

Abbiamo pubblicato il primo album auto-prodotto nel 2011, dal titolo “Quello che c’è”: un’esperienza bellissima, di grande crescita, ci organizzavamo le presentazioni del disco da soli, suonando dappertutto.

Poi abbiamo avuto un periodo di fatica e di ricerca del suono che ci piaceva, di un’intesa musicale tra noi definitiva e sono arrivate le canzoni di “Slurp!” pubblicate con l’etichetta romagnola MM2. Il sound di Slurp! è proprio nostro, sarà sicuramente uguale a tanti altri, ma noi siamo così!

Dal 30 giugno è disponibile su tutte le piattaforme di streaming “WEEKEND”. Come è nato questo brano?

Su Weekend noi puntiamo moltissimo. Nato d’inverno in città, nel pieno della nostalgia del mare e dell’estate. All’inizio era piano e voce da un’idea di Francesco, condivisa con un vocale su Whatsapp. Poi l’abbiamo lasciato stare per un po’…per farlo maturare e durante la quarantena è nato l’arrangiamento finale, con le chitarre, i synth…

Qual è stato il processo di produzione del brano?

Come sempre partiamo da un’intuizione di Francesco, che poi condivide con gli altri. Ognuno lavora da solo sulle proprie parti e sulla stesura generale… quando le idee ci piacciono andiamo in sala prove e registriamo un provino che poi condividiamo con l’etichetta per condividere e per capire se il brano ha un futuro. Poi, prima di incidere la versione finale condividiamo con loro i dettagli nel rispetto dell’idea originale e registriamo.

Il tema di “WEEKEND” è l’amore che non conosce barriere. Cosa volete trasmettere ai vostri ascoltatori?

Tutti i testi sono scritti da Francesco, parte tutto da lì. Gli altri ci mettono la propria influenza musicale e il proprio gusto: la fusione delle cose genera i Radio.

Noi vogliamo raccontare le cose per come sono, anche se a volte amare. L’amore anche il più intenso e vero ha i suoi momenti difficili che solo se si guarda “più in là” si superano. Il tempo che passa spesso spegne la fiamma e tutto diventa scontato…Weekend canta della nostalgia di un amore che supera tutto!

Noi vogliamo suonare, speriamo si torni presto a suonare dal vivo e che le band emergenti possano ritrovare il loro spazio. Nel frattempo stiamo terminando i provini delle canzoni nuove…. possiamo dire che sicuramente ci sarà un nuovo album!

C’è qualcosa che vorreste dire ai nostri lettori?

A tutti i Silouders: ascoltate i Radiolondra mentre leggete, dipingete, siete in macchina nel traffico, lavorate, fate l’amore, correte…noi vi cantiamo la vita così com’è e vi facciamo compagnia!

Radiolondra for Siloud

RadioLondra for Siloud

Instagram@radiolondraband
Facebook@radiolondraofficial
YouTubeRadioLondra

Credits: Annalisa Senatore

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