InTheMusic: Alessio Ciccolo, interview

Alessio Ciccolo ha cominciato a far musica a dodici anni con alcune lezioni private di chitarra classica, anche se il richiamo dello sport risultava più seducente. Negli scorsi anni ha però partecipato a diversi progetti alt-rock della sua città, Bologna, ma più di recedente ha avviato un suo progetto cantautorale. Insomma, ad oggi è a tutti gli effetti un cantautore. Ha esordito con il brano “Mi tengo” e quest’anno ha già pubblicato due singoli, “Lavanda e avorio” e “La marina”. “La marina” è proprio il suo ultimo singolo tramite cui racconta nello specifico, le suggestioni evocate da una ordinaria giornata al mare in una località della riviera romagnola.

Nome: Alessio
Cognome: Ciccolo
In arte: Alessio Ciccolo
Età: 29
Città: Bologna
Nazionalità: Italiana
Brani pubblicati: Mi tengo, Lavanda e avorio, La marina
Periodo di attività: 2017 - oggi
Genere musicale: Cantautorato
Piattaforme: YouTube, Spotify, Apple Music, Deezer, Amazon Music, ecc

Chi è Alessio Ciccolo?

Sono un fuorisede calabrese residente a Bologna, città nella quale vivo da oltre sei anni. Ho 29 anni e ho studiato per diventare un insegnante e fin da sempre coltivo la passione per la musica.

Come mai hai deciso di far coincidere il tuo nome reale con quello d’arte?

Dopo diverse esperienze come chitarrista e frontman di band tra Calabria e Bologna, ho deciso di cimentarmi in questo percorso legato alla canzone d’autore: questo progetto ha uno stretto legame con il mio esistere, e credo sia corretto “metterci la faccia”.

Come ti sei avvicinato alla musica e cosa ti appassiona di essa? 

Ho iniziato a dodici anni con alcune lezioni private di chitarra classica, anche se il richiamo dello sport risultava più seducente. Poi grazie alle esperienze del liceo ho ripreso confidenza con la musica, ho conosciuto la dimensione live e le prime formazioni rock. Sarei banale nel descrivere l’importanza che la musica assume nel mio quotidiano: diciamo che è il carburante senza il quale è impossibile muovere un passo. 

Negli scorsi anni hai partecipato a diversi progetti alt-rock della tua città, Bologna, ma più di recedente hai avviato un tuo progetto cantautorale. Ci parli delle esperienze che ti hanno portato a quello che sei oggi? 

Ho militato principalmente in due band, i reggini LaBrain e i bolognesi acquisiti Einstein On The Bitch. Nel primo caso il repertorio sfiorava il prog anni 70, nella seconda esperienza avevamo come riferimento l’alternative rock di fine secolo scorso. Con il passare del tempo ho maturato una certa coscienza musicale e di conseguenza mi sono addentrato in un progetto in cui mi occupo parimenti di testo e degli arrangiamenti.

Insomma, ad oggi sei a tutti gli effetti un cantautore. Come nasce questo progetto da solista e qual è l’obiettivo che ti sei preposto di raggiungere?

Ho scritto racconti fin dall’adolescenza, e per un periodo ho anche lavorato come giornalista. È la narrazione che intrecciata all’interesse musicale mi ha portato quasi naturalmente verso questa dimensione, e le speranze sono quelle di far ascoltare in giro il personale punto di vista sulla contemporaneità.

Il tuo stile è molto intimo, sulla scia di Niccolò Fabi e degli altri grandi nomi del cantautorato italiano. Quali sono i tuoi riferimenti artistici? 

De André ha influito molto su una certa idea di scrittura musicale, ma nel corso degli ultimi anni ho apprezzato tantissimo il nuovo cantautorato di Dimartino, Colapesce, Brunori ecc: rimangono saldi sullo sfondo i suoni d’Oltre-Manica.

Hai esordito con il brano “Mi tengo” e quest’anno hai già pubblicato due singoli, “Lavanda e avorio” e “La marina”. Quali sono gli elementi comuni di queste tre produzioni?

Arrivato a Bologna ho provato a raccontare ciò che accadeva a chi come me viveva le dinamiche da “fuorisede”: soltanto dopo e in via del tutto casuale ho scritto questi brani che a livello temporaneo si collocano negli istanti precedenti alla partenza.

“La marina” è il tuo ultimo singolo tramite cui racconti, nello specifico, le suggestioni evocate da una ordinaria giornata al mare in una località della riviera romagnola. Come nasce questo brano? 

Ho scritto “La marina” in seguito ad una giornata al mare con mio fratello presso una località della Riviera. Ho provato a raccontare il mare attraverso gli sguardi di generazioni lontane fra loro, per poi confrontarle con ciò che accadeva in quel presente. È un brano del 2017, e soltanto in fase di registrazione ha assunto la sua connotazione folk e nostalgica.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro? 

La pubblicazione dopo l’estate di un EP con conseguente tour in giro per l’Italia; e poi nel 2021 spero di pubblicare il primo album, un concept di cui ho già prodotto alcuni brani.

C’è qualcosa che vorresti dire ai nostri lettori?

Ascoltate e fate buona musica!

Alessio Ciccolo for Siloud

Instagram@alessiociccolo
Facebook@cicmusica
YouTubeAlessio Ciccolo

Credits: Giulia Perna

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