InTheMusic: Malvax, interview

Malvax è una band è composta da Lorenzo Morandi (classe ’98, voce), Francesco Ferrari (classe ’98, piano e synth), Francesco Lelli (classe ’96, chitarra), Alessandro Covili (classe ’99, basso) e Giacomo Corsini (classe 98,batteria). Il loro percorso musicale comincia nel 2014 in provincia di Modena. Sono ispirati dal Britpop e dal Pop-Rock inglese internazionale, ma sono riusciti a trovare familiarità anche con l’onda It-Pop e Indie-Pop italiano. Le loro sonorità mostrano una consapevolezza acquisita di tutti i generi che li influenzano: riescono a metterli perfettamente insieme in maniera tale da renderli unici. “Esci col cane” è il loro ultimo singolo, che segna tra le altre cosa una svolta nel percorso artistico della band.

Band: MALVAX
Componenti: Lorenzo Morandi, Francesco Lelli, Francesco Ferrari, Giacomo Corsini, Alessandro Covili
Età: 22, 24, 22, 22, 21
Città: Pavullo nel Frignano (Modena)
Nazionalità: Italiana
Brani pubblicati: Non rispondere (2019), In fondo all’anima (2019), Esci col cane (2020)
Album pubblicati: Niente di che (2019)
Periodo di attività: dal 2014
Genere musicale: It-pop, Indie pop italiano
Piattaforme: YouTube, Spotify, Apple Music, Deezer, Amazon Music, Apple Music

Chi c’è dietro i Malvax?

La band è composta da Lorenzo Morandi (classe ’98, voce), Francesco Ferrari (classe ’98, piano e synth), Francesco Lelli (classe ’96, chitarra), Alessandro Covili (classe ’99, basso) e Giacomo Corsini (classe 98,batteria). Veniamo tutti da Pavullo del Frignano, una piccola città nell’appennino modenese; questa realtà relativamente piccola è anche il motivo per cui ci siamo trovati a fare musica insieme, nonostante siamo cinque ragazzi molto diversi tra noi. Nella vita di tutti i giorni, infatti, abbiamo vite e passioni molto diverse: Lorenzo dopo aver preso il diploma ha frequentato un corso di formazione e ora lavora come video maker, e anche Alessandro si è dato al lavoro molto giovane e in questo momento è in una fase di “transizione”. Gli altri componenti hanno invece deciso di proseguire gli studi e studiano tuttora: Francesco Lelli è laureato in geologia e sta proseguendo gli studi magistrali, mentre Giacomo e Francesco Ferrari si laureeranno a breve, il primo in scienze giuridiche e il secondo al conservatorio.

Perché questo nome per la band?

Anche se la band è attiva ormai da qualche anno, precisamente dal 2014, abbiamo deciso di chiamarci Malvax solo nel 2018, quando abbiamo deciso di farci conoscere con canzoni nostre e dovevamo quindi dare un nome nuovo al nostro progetto. Il nome viene da una pianta, la Malva, che da sempre è usata per i suoi effetti antinfiammatori, mentre la “X” finale l’abbiamo aggiunta perché il risultato ci ricordava il nome di un farmaco. Il nome nasce dall’idea che la musica, in fondo, sia un po’ una medicina, una piccola creazione che ti migliora la vita, che può farti stare meglio quando qualcosa non va.

Il vostro percorso musicale comincia nel 2014 in provincia di Modena. Come vi siete incontrati e in che modo siete poi arrivati a voler creare un progetto insieme? 

Come accennato prima, Pavullo è una realtà relativamente piccola, dove tutti conoscono tutti; anche noi, quindi, che abbiamo iniziato a suonare nella stessa scuola di musica, siamo venuti su in un ambiente che ci ha permesso di conoscerci fin da piccoli. La prima idea di band nasce nel 2014, proprio dopo un saggio di fine anno della stessa scuola di musica, dove Lorenzo e Giacomo avevano suonato assieme e decidono poi di formare una band. A loro si unisce quasi subito Alessandro, e nei seguenti due anni si uniscono i due Francesco. L’idea di “band” vera e propria inizia poi tra 2015 e 2016, quando Francesco (Lelli) comincia a scrivere le prime canzoni.

Da quel momento il percorso è stato abbastanza naturale: fare musica nostra ci appassionava e ci divertiva, e con il tempo abbiamo iniziato a provare e riprovare, a cercare di migliorarci. Da questo punto di vista si può dire che siamo cresciuti “alla vecchia maniera”, come si faceva una volta, scrivendo e suonando in giro a ogni occasione, e siamo convinti che questo ci renda più uniti ogni giorno di più.

Siete ispirati dal Britpop e dal Pop-Rock inglese internazionale, ma siete riusciti a trovare familiarità anche con l’onda It-Pop e Indie-Pop italiano. Quali sono gli artisti che vi influenzano di più?

Anche nei gusti musicali dobbiamo riconoscere di avere gusti molto diversi, e trovare un punto di incontro, all’inizio, non è stato facile. Lorenzo, per esempio, ama principalmente indie rock e post punk (su tutti Nick Cave e Mac DeMarco) e il Britpop più alternativo di Smiths e Radiohead, mentre Francesco Lelli ha un background più incentrato sul rock classico, sul Britpop degli Oasis e con una certa passione per il cantautorato italiano; Francesco Ferrari spazia dal Jazz al Metal e trova ispirazione in tutto quello che ci passa in mezzo, Alessandro ascolta per lo più Rap e Giacomo prevalentemente pop-rock italiano. In questo enorme calderone di generi e artisti il britpop era il genere che riusciva a piacere e catturare tutti nella band, ed è diventato perciò la nostra ispirazione iniziale, anche se da subito siamo rimasti legati alla scrittura in italiano. Negli ultimi tempi le correnti It-pop e indie italiano ci hanno dato una forte ispirazione, sia nella musica che nello stile di scrittura: finalmente avevamo trovato un genere, una corrente tutta italiana che sentivamo “nostra”, di cui desideravamo e desideriamo fare parte. Ascoltare artisti come Calcutta, The Giornalisti, Gazzelle o Pinguini Tattici Nucleari ha spinto anche noi a trovare un’identità musicale in una corrente italiana, e da questo nuovo punto di partenza siamo riusciti a fare delle nostre differenze la nostra forza, portando negli ultimi pezzi tanti generi diversi sotto una comune anima indie pop.

Quali sono i caratteri principali della vostra musica e in che modo siete arrivati a definirli?

C’è da dire che siamo ancora agli inizi e che di definito c’è ancora ben poco! Stiamo crescendo e ogni giorno c’è qualcosa di nuovo, come è giusto che sia. 
La nostra musica nasce da un processo molto semplice e spontaneo, non ci siamo mai posti obiettivi precisi; tutto quello che cerchiamo è un punto di partenza, uno spunto, e da lì in poi lasciamo che le cose vengano da sé.

Il nostro processo creativo parte dai testi, e una volta creata una linea melodica sulle parole ci divertiamo a “vestire” la canzone con il sound che sentiamo più adatto e naturale, senza darci limiti di genere: se dobbiamo descrivere la nostra identità in questo momento la parola adatta è “naturale”. 

Anche per quanto riguarda le tematiche delle nostre canzoni non abbiamo una regola: ci limitiamo a raccontare i nostri vissuti, le nostre storie, o magari storie che partono da un nostro vissuto che vanno a finire chissà dove! Tutto quello che cerchiamo è mettere nelle nostre canzoni quello che ci appartiene, che viviamo o immaginiamo di vivere, nella speranza che le persone fuori trovino nei nostri brani qualcosa di familiare e che possano sentirsi i protagonisti delle nostre storie. 

Le vostre sonorità mostrano una consapevolezza acquisita di tutti i generi che vi influenzano: riuscite a metterli perfettamente insieme in una maniera tale da rendervi unici. Come siete riusciti a trovare il sound che oggi vi caratterizza? 

Il nostro sound è in continua evoluzione assieme a noi: in quest’ultimo progetto, che abbiamo iniziato a far conoscere con “Esci col cane”, abbiamo inserito brani con influenze e sound molto diversi tra loro. In realtà ci siamo proprio divertiti a farlo, è stato molto bello spaziare su generi diversi, sperimentare tantissimi suoni e approcci differenti alle varie canzoni. Siamo rimasti molto felici quando, alla fine della produzione, ci siamo resi conto che nonostante questa varietà di suono abbiamo trovato un’identità comune che, anche tra due canzoni diametralmente opposte, ci rispecchiava.

Alla base di questa identità di gruppo e di suono che stiamo trovando c’è sicuramente tanto tempo passato insieme, a suonare, provare e comporre; tutto questo però deve rappresentare per noi un punto di partenza! Arrivati al nostro secondo progetto siamo felicissimi di aver definito ancora un po’ di più ciò che vogliamo essere, ma siamo consapevoli che deve essere solo l’inizio di una crescita ancora lunga e tutta da vivere!

Lo scorso anno avete esordito con l’album “Niente di che”: quanto è stata importante per voi? 

“Niente di che” è stato per noi un primo passo molto importante nel mondo della musica, ci ha dato tante soddisfazioni e opportunità, e soprattutto è stata la nostra prima vera possibilità di cercare quella identità che un po’ alla volta stiamo trovando. 
Prodotto con Marco Bertoni, con il quale abbiamo collaborato anche in questo nuovo progetto, “Niente di che” è stato un album caratterizzato da un sound più semplice ed essenziale rispetto ai nuovi brani; in quel momento era importante per noi raggiungere la consapevolezza di poter fare musica nostra e ricercare, dentro noi stessi e dentro le nostre canzoni, cosa volevamo dire e cosa volevamo portare sul palco.

Il risultato è stato un album che ci ha dato tanto, sia in termini di band che, soprattutto, in termini di esperienza. Abbiamo imparato a conoscere le nostre esigenze di sound, di groove e di comunicazione, esperienza che ci ha portato a un secondo progetto più ricco, personale e consapevole. E ora speriamo che questa crescita continui!

“Esci col cane” è il vostro ultimo singolo, che segna tra le altre cosa una svolta nel percorso artistico della band. Come nasce questo brano e perché apre un nuovo capitolo della vostra carriera?

“Esci col cane” è il primo singolo ad uscire dopo il nostro primo album, e in effetti si può definire un grande cambiamento rispetto a quello che abbiamo fatto finora. Questa canzone è nata fuori tra la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno dello scorso anno, in una fase di lavoro già più approfondita e selettiva dei brani. Il bello di questo brano è che fin da subito è stato davvero semplice e naturale portarlo avanti: nella stessa sera in cui è nato era già praticamente pronto alla produzione, ed è rimasto uguale, come struttura, fino alla fine. Questa naturalezza ci ha permesso di divertirci molto durante la produzione, nell’arrangiamento e nella ricerca dei suoi. È stato molto bello lavorare e “costruire” insieme questo brano e in generale questo intero progetto, che pubblicheremo nei prossimi mesi. 

Non sappiamo se questo brano ci cambierà la carriera, ma per ora siamo soddisfatti di come sta andando e delle reazioni che ci ha restituito. Però la strada è ancora lunghissima! Sicuramente siamo molto contenti perché è la prima di una serie di canzoni che ci hanno fatto crescere molto come band: stiamo imparando a conoscerci sempre di più e sentiamo un po’ più vicina quell’identità che cerchiamo e vogliamo fare nostra, e questo ci stimola a lavorare sempre di più e sempre meglio. In questi termini si, possiamo dire che Esci col cane è l’inizio di un nuovo capitolo per i Malvax, 

Quali sono i vostri progetti per il futuro?

In questo momento pensiamo al presente, ce la viviamo giorno per giorno e cerchiamo di dare il massimo e divertirci. La nostra speranza è che questo nuovo brano arrivi e piaccia a più persone possibili, e che lo stesso facciano anche i prossimi. Il futuro, particolarmente in questo periodo, è un’incognita.

Abbiamo appena concluso questo progetto e siamo già al lavoro per il prossimo, e intanto stiamo cercando di capire come si evolverà la situazione attuale; non vediamo l’ora di tornare a suonare dal vivo perché in questo momento è la cosa che ci manca di più, perciò speriamo di poter ripartire al più presto, e soprattutto una volta ripartiti di non fermarci più!

C’è qualcosa che vorreste dire ai nostri lettori?

Ringraziamo tanto SILOUD e i suoi lettori per questo spazio e non vediamo l’ora che corriate tutti a sentire le nostre canzoni! Ci trovate su tutte le piattaforme di streaming e sui social, seguiteci e speriamo di potervi dare qualche minuto di musica semplice ma sincera! Buona musica a tutti!!!

Malvax for Siloud

Instagram@malvax_laband
Facebook@malvaxlaband
YouTubeMalvax

Credits: Giulia Perna

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