InTheMusic: Caveleon, interview

Caveleon è un progetto musicale che nasce nel 2018 a Milano dall’incontro tra quattro ragazzi con tanta voglia di comunicare attraverso la musica. Il loro percorso comincia nel 2018 e da subito c’è stata affinità tra di loro, la stessa che unita al loro talento ha creato qualcosa di molto speciale. Con un sound in bilico tra atmosfere folk, indie e rock, con una scia di elettronica che tiene tutto magicamente insieme, gli aggettivi che contraddistinguono i Caveleon sono tre: suggestivi, inediti e sorprendenti.
In Silence” è il loro ultimo singolo, in collaborazione con Avex, che nasce con la volontà di portare avanti un messaggio ben preciso.

Band: CAVELEON
Componenti: Leo Einaudi, Federico Cerati, Giulia Vallisari, Agostino Ghetti
Età: 29, 29, 28, 28
Città: Milano, Milano, Verona, Milano
Nazionalità: Italiana
Brani pubblicati: Late night, We walk, In Silence, Dry eyes, Follow me
Album pubblicati: Caveleon
Periodo di attività: dal 2018
Genere musicale: Dream Pop, Art Rock
Piattaforme: Spotify, Youtube, Apple Music, Deezer, ecc.

Chi c’è dietro i Caveleon?

Caveleon è un progetto musicale che nasce nel 2018 a Milano dall’incontro tra: Leo Einaudi, compositore, poli-strumentista e cantante; Federico Cerati, compositore, arrangiatore e musicista elettronico; Giulia Vallisari, cantautrice e chitarrista; Agostino Ghetti, batterista.

Come nasce il vostro nome d’arte e in che modo si ricollega a voi?

Volevamo che il nome del progetto fosse qualcosa di misterioso per chi lo leggesse per la prima volta, un’entità che lasciasse spazio all’immaginazione.

Nasce dall’unione di un luogo, “The Cave”, un seminterrato dove sono nate tutte le idee che compongono i nostri brani e che tuttora è il nostro studio in cui passiamo le giornate insieme, e “Leon” il nome d’arte che Leo aveva scelto per il suo progetto da solista che poi sfociato in questa collaborazione. Il nome “Caveleon” si ispira anche a “chameleon”, ci piace pensare che la nostra musica sia in continua evoluzione e prenda diverse forme dai background musicali che ognuno di noi ha.

Il vostro percorso musicale comincia nel 2018 e da subito c’è stata affinità tra di voi, la stessa che unita al vostro talento ha creato qualcosa di molto speciale. Perché avete scelto di avviare un progetto insieme?

Leo: Il progetto è nato in modo molto naturale. In seguito agli studi di composizione al conservatorio di Milano e varie esperienze di lavoro a Londra nella musica per cinema, ho cominciato la scrittura dei primi brani che poi sarebbero andati a far parte del nostro EP di esordio. Così ho iniziato a suonarli nel mio seminterrato insieme ad Agostino, con cui sono legato da un’amicizia di lunga data, che ci ha portati spesso a collaborare e a condividere i nostri gusti e la passione per la musica. La sua formazione da autodidatta e le diverse esperienze nella scena musicale milanese, spaziando dal rock classico al post-punk, gli hanno permesso di ricercare e creare un kit di batteria molto particolare che rende il suo stile immediatamente riconoscibile. Federico si è aggiunto poco tempo dopo. La sua grande passione per il mondo dei software musicali, dei sintetizzatori, sia analogici che digitali, e della musica per immagine, oltre alle esperienze in vari studi di registrazione, erano perfetti per completare il nostro mondo sonoro. Abbiamo scoperto Giulia mentre eravamo in studio di registrazione ad ascoltare le prime demo delle nostre nuove canzoni. Dopo il suo percorso di formazione nel canto Jazz, aveva fondato nel 2013 il progetto “Jenny Penny Full”, con cui ha preso parte a tour in tutta Italia e in Europa. Il caso vuole che in quel momento fosse libera. L’abbiamo chiamata subito, ci siamo visti il giorno dopo e così è nato Caveleon.

Quali sono i vostri principali riferimenti musicali?

Ognuno di noi ha i propri riferimenti musicali e in qualche modo cerchiamo di ‘istruirci’ a vicenda, regalandoci biglietti per concerti, facendo sessioni di ascolto insieme, condividendo canzoni in qualsiasi momento della giornata. Ricerchiamo dettagli in qualsiasi genere musicale, non vogliamo dare mai niente per scontato, spesso si nascondono dove meno te lo aspetti.

Gli aggettivi che vi contraddistinguono sono tre: suggestivi, inediti e sorprendenti. Da parte vostra, come definireste ciò che fate?

Innanzitutto grazie! Facciamo sempre molta fatica a definirci. In fondo crediamo che questa sia una cosa positiva, fino a quando non saremo in grado di dare una definizione di noi stessi vorrà dire che siamo sulla strada giusta.

Il vostro sound è in bilico tra atmosfere folk, indie e rock, con una scia di elettronica che tiene tutto magicamente insieme. Come siete riusciti a ricercare un sound così (positivamente) particolare?

Questa è una sfida che ci ha affascinato fin da subito: cercare di unire i nostri background musicali e i nostri percorsi, mantenendo ognuno la propria identità, ricercando una chiave per trovare un punto di incontro che ci rispecchiasse come un insieme. Ci sentiamo in costante evoluzione e sempre in bilico, senza però aver paura di uscire dal nucleo che siamo riusciti a creare. Questo lascia grande spazio alla creatività e al divertimento.

Nel 2019 avete esordito con il vostro primo EP intitolato “Caveleon”. In che modo ha rappresentato il vostro punto di partenza e quanto è importante questa produzione per voi?

Sicuramente il nostro primo EP “Caveleon” sarà sempre un momento fondamentale per la nostra crescita. Quando finalmente esci allo scoperto e ti confronti con un pubblico, realizzi cosa sei realmente e soprattutto hai la preziosa occasione diimparare.

Ci sentiamo molto maturati sotto tutti i punti di vista. È bello guardare indietro e riconoscere di aver creato delle fondamenta solide. Le nostre nuove produzioni affondano le proprie radici dentro a “Caveleon”, ma siamo più liberi dal giudizio e abbiamo un bagaglio di esperienza che ci ha permesso di avere una grande evoluzione, sia nel sound, che nella scrittura.

“In Silence” è il vostro ultimo singolo, in collaborazione con Avex, che nasce con la volontà di portare avanti un messaggio molto particolare. Qual è il concept del brano e che relazione c’è tra le sonorità utilizzate e le tematiche trattate?

Abbiamo scritto “In Silence” spinti dal bisogno di unirci al coro di chi si sta ribellando, da ogni parte del mondo, alle costanti e insopportabili discriminazioni e violenze subite da tutte le minoranze. Noi viviamo in un privilegio che fatalmente non ci permette di comprendere a fondo cosa significhi essere diversi, di non avere diritti ma solo doveri, di non essere protetti e di non essere uguali. È arrivato il momento di rendere pubblica la nostra rabbia nei confronti delle ingiustizie che continuano a mortificare il mondo.

Il testo di questo brano vuole amplificare le voci di chi lotta e subisce in prima persona queste orribili vicende sconvolgenti. Abbiamo deciso di usare le loro parole: dagli striscioni delle manifestazioni, frammenti di poesie scritte in difesa dei diritti civili dei cittadini americani con un diverso colore della pelle, ai discorsi pubblici. La voce del popolo ci ha aiutati a raccontare e comporre un mosaico, che non vuole rappresentare solo un movimento, ma descrivere la situazione oggettiva in cui viviamo. Un mondo fatto di urla ma anche di un assordante silenzio. Abbiamo avuto l’immenso piacere di collaborare alla scrittura di questo brano con AVEX, talentuosissimo rapper e nostro grande amico, che si è immediatamente unito a questa causa riuscendo a dar voce a tutto il suo e nostro disagio emozionandoci con le sue parole precise e taglienti. “In Silence”, è il nostro invito a esporsi e a prendere una posizione chiara per un netto e deciso cambiamento.

Quali sono i vostri progetti per il futuro?

Il disco nuovo è pronto. Abbiamo dedicato quasi due anni alla scrittura dei nuovi brani e fortunatamente siamo riusciti a finire il mix a Bristol l’ultimo weekend prima del lockdown; sfortunatamente adesso ci ritroviamo nella situazione che tutti i musicisti, e non solo, stanno attraversando. Siamo molto soddisfatti del risultato di questo lungo lavoro e non vediamo l’ora di poterlo condividere con il pubblico e sopratutto di tornare sul palco, che è la cosa che più ci manca in assoluto.

Siamo alla ricerca di una nuova etichetta e stiamo cercando di aprire i nostri orizzonti anche verso l’estero, coscienti che in questo momento ci vorrà molta pazienza, vista la situazione.

C’è qualcosa che vorreste dire ai nostri lettori?

Ci mancano i live, il tour, il contatto con le persone, dare vita ai nostri brani. Siamo prontissimi e non vediamo l’ora di tornare e condividere tutto questo con voi!

Caveleon for Siloud

Instagram: @caveleonmusic
Facebook: @Caveleonmusic

Credits: Morgana Grancia, Conza Press

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