InTheMusic: Leanò, interview

Leanò, alla nascita Eleonora Pisati, ha cominciato a far musica da piccola. La sua principale fonte di ispirazione è la natura, con la quale ha un rapporto di condivisione, sintonia e rispetto. Anche le sue origini cilentane giocano un ruolo importante. Il progetto Leanò si pone a metà strada tra il gioco e l’introspezione. Una delle sue maggiori doti è quella di trattare la musica con molta delicatezza. Nei suoi brani si mescolano sonorità indie-pop e melodie di impronta tradizional-popolare, dando prova di una ricerca sperimentale che va oltre i canoni moderni. I brani con i quali ha esordito nella musica sono poi confluiti in un EP, “Tempio”, che ha ufficializzato l’inizio del suo percorso nella musica. 

Nome: Eleonora                  
Cognome: Pisati
In arte: Leanò
Età: 25
Città: Milano
Nazionalità: Italiana
Brani pubblicati: Sabbia nelle tasche, Notte, Alba
Album pubblicati: Tempio
Periodo di attività: 2018
Genere musicale: Indie-pop
Piattaforme: YouTube, Spotify, Apple Music, Deezer, Amazon Music, ecc.

Chi c’è dietro Leanò?

Dietro Leanò c’è una ragazza metà milanese e metà cilentana che ha sempre fatto musica e che recentemente ha dato un nome e forma alle canzoni che scriveva da un po’. Principalmente nella vita faccio questo nella vita, e sono anche iscritta a composizione di musica per l’immagine in civica e ad antropologia in università.

Perché proprio Leanò?

I miei amici mi chiamano Lea, i miei nonni Liunò. Ho fatto un mix dei due soprannomi.

Quando hai cominciato a fare musica e cosa ti appassiona di questa?

Da piccola! È un mix tra la sfida di continuare a migliorarsi dal punto di vista tecnico e il riuscire ad esprimere e conoscere me stessa con una “lingua” diversa.

La tua principale fonte di ispirazione è la natura, con la quale hai un rapporto di condivisione, sintonia e rispetto. Anche le tue origini cilentane giocano un ruolo importante. In che modo queste tue influenze si mescolano con i tuoi riferimenti artistici?

È una cosa molto inconscia secondo me. Mi capita raramente di ispirarmi deliberatamente agli ascolti che faccio, ma in qualche modo le sonorità entrano nelle canzoni che scrivo anche a distanza di tempo. Tra gli artisti che ascolto più frequentemente ci sono gli Hiatus Kayote, Trevor Hall, Dimartino, La Rappresentante di Lista, Tom Misch, la Nuova Compagnia di Canto Popolare.

Il progetto Leanò si pone a metà strada tra il gioco e l’introspezione. Una delle tue maggiori doti è quella di trattare la musica con molta delicatezza. Qual è l’obiettivo del tuo percorso musicale e come definiresti il tuo modo di fare musica?

Ti ringrazio! L’obiettivo principale è quello di divertirmi, esplorarmi e comunicare esperienze e sensazioni in cui altre persone possano riconoscersi.

Nei tuoi brani si mescolano sonorità indie-pop e melodie di impronta tradizional-popolare, dando prova di una ricerca sperimentale che va oltre i canoni moderni. Come sei riuscita a definire questo sound?

Come per l’ispirazione, anche le sonorità entrano nei miei brani perlopiù in maniera inconscia, Sicuramente ha aiutato ascoltare tanta musica da tutte le parti del mondo, notare un po’ le differenze e fare miei gli elementi che mi colpivano. La collaborazione con Andrea Cattaldo per le produzioni è stata fondamentale, come lo è stato lo scambio con gli amici musicisti e coi nonni che mi hanno insegnato le canzoni tradizionali.

I brani con i quali hai esordito nella musica sono poi confluiti in un EP, “Tempio”, che ha ufficializzato l’inizio del tuo percorso nella musica. Come nasce questo EP?

Racchiude tutte le canzoni che ho scritto negli ultimi anni che hanno lo stesso filo conduttore: la natura come dimora, luogo in cui crescere, come “tempio” appunto. Ho conosciuto i ragazzi del Phaser Studios ed è iniziata la fase di produzione che è durata un po’: abbiamo setacciato i brani, aggiunto nuovi ingredienti, cercato nuove ricette per rendere il tutto più saporito, cotto a fuoco lento e servito il tutto sulle principali piattaforme con l’aiuto dell’etichetta (ride, n.d.r.).

Brano per brano, come si è sviluppata la produzione di questo progetto sia in termini di tematiche che di sonorità?

Come dicevo i brani sono stati prodotti da Andrea Cattaldo (Nati) al Phaser Studious, dove siamo riusciti a sperimentare un po’ campionando suoni, trovando il synth giusto, armonizzando le voci, (…) insomma, giocando un po’, ma cercando di mantenere una certa omogeneità. “Notte” è un inno alla solitudine, quella che ti porta a fare delle domande e che ti fa crescere; “Alba” conserva un interrogarsi, ma questa volta condividendolo con altre persone; in “Tempio” si raggiunge un epifania, in cui la voglia di migliorarsi viene affiancata allo stare bene nella natura; “Sabbia nelle tasche” racchiude la nostalgia di una vita tranquilla al di fuori dalla metropoli; “Tira e Corri” rappresenta il coraggio di buttarsi, di sfidare se stessi; “Autunno” è una metafora per tutte le cose che nelle nostre vite muoiono per poi rinascere.

Sei vista come una delle voci più interessanti dell’underground milanese e siamo totalmente d’accordo con questo pensiero. Quali sono i tuoi progetti per il futuro? 

Sono sempre molto grata quando me lo si dice, grazie. Ora mi godo l’uscita dell’EP, anche se ci sono nuove canzoni pronte per essere “sfornate”.

C’è qualcosa che vorresti dire ai nostri lettori?

Non vedo l’ora di far rivivere questi brani sul palco, condividere questi momenti con voi, e – mega spoiler- a brevissimo ci saranno delle belle novità legate all’EP, quindi ci vediamo presto. Grazie a Siloud!

Leanò for Siloud

Instagram: @sonoleano
Facebook: @sonoleano

Credits: Conza Press, Morgana Grancia

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