InTheMusic: Altarboy, interview

Il progetto musicale degli Altarboy ha una vera e propria storia alle spalle. Il loro percorso nella musica è cominciato in quei pomeriggi passati a registrare nastri dei vostri mix hip hop. Pian piano si sono allargati a sonorità più elettroniche, entrando in sintonia con questo genere fino a diventarne un importante punto di riferimento. Tutte le loro produzioni mostrano chiaramente i progressi che hanno fatto dagli inizi ad oggi; proprio a livello di sound, i loro inizi potrebbero essere visti come più ‘cupi’, mentre più di recente l’aggettivo che meglio si addice loro è ‘equilibrato’. Da poco è online il singolo “Vertigine”, frutto della collaborazione tra Altarboy e Levante. Questo brano, tra l’altro, fa parte della colonna sonora della stagione finale della serie Netflix “Baby”.

Band: Altarboy
Componenti: Attilio Tucci , Sergio Picciaredda
Età: 45
Città: Roma
Nazionalità: Italia
Brani pubblicati: Vertigine, You on me, Blow, Bad Inside, Keep it on your mind, Tonight
Album pubblicati: “Way Beyond”
Periodo di attività: dal 2010
Genere musicale: Pop, Synth pop, Dream pop, Electro pop, Indie
Piattaforme: Spotify, YouTube, Apple Music, Deezer, Amazon Music, Tidal

Chi c’è dietro gli Altarboy?

Altarboy è un duo di Producer, Dj e Compositori. Siamo nati e cresciuti a Roma e qui viviamo. Nella vita ci riteniamo molto fortunati perché siamo riusciti a fare quello che ci piace cioè fare musica, farla uscire, farla cantare e perché no farla ballare. 

Cosa significa il vostro nome d’arte e in che modo vi rappresenta?

Il nostro nome letteralmente significa chierichetto. Diciamo che ci aiuta ad alimentare quella parte di noi che non vuole crescere, la parte che ci fa essere ancora dei sognatori e che forse è quella da cui attingiamo anche nel creare tanti dei nostri brani. 

Il vostro progetto musicale ha una vera e propria storia alle spalle: come vi siete incontrati e quando avete maturato l’idea di intraprendere una carriera artistica nella musica? 

Noi ci conosciamo fin da piccoli e già da allora avevamo una perfetta sintonia in quanto a gusti musicali e al desiderio prima o poi di fare qualcosa di grande. Lavorare nella musica è stato sempre il nostro sogno. Agli inizi ci chiudevamo nelle cantine e registravamo tape di Hip Hop e R&B per fare i fichi con le ragazze al liceo in romano “le pischelle”. 

Eravamo molto curiosi, passavamo giornate intere dentro i negozi di dischi e compravamo i vinili che sentivamo suonare ai Dj nei club fischiettandone il motivo ai commessi. Non c’era Shazam!!!  

Eravamo cresciuti a pane e vinile con la musica anni 80 e guardando al futuro venivamo completamente affascinati dal suono che al tempo arrivava da Detroit, da Londra, da Bruxelles parliamo di elettronica, di techno, di acid House di ambient. Così cominciammo a comperare i primi Synths i primi campionatori e le prime drum machines. 

Volevamo passare dall’altra parte, dal lato di chi la fà la musica. Così abbiamo cominciato. 

Il progetto Altarboy nasce circa 10 anni fa. Le nostre prime produzioni affondano le radici nell’elettronica da club dove anche un supporto come il vinile non è mai tramontato. Per diverso tempo abbiamo realizzato produzioni di elettronica e ci siamo esibiti in back2back nei club di riferimento della scena underground. Poi succede quello che non ti aspetti. 

Circa 5 anni fa eravamo al Forum Music Village, uno studio dove si respira la storia della musica e stavamo lavorando a due progetti differenti. Ci siamo presi un caffè e ci siamo detti che sarebbe stato un errore non fare qualcosa insieme con sonorità diverse e meno cupe. Sentivamo forte l’esigenza di un cambiamento e da produttori di aprirci a sonorità meno cupe e che potessero parlare a una platea più ampia.  Così abbiamo fatto un passo indietro per riproiettarci di nuovo nel futuro. Siamo tornati alle nostrte origine riprendendo il sound anni 80 e riproponendolo in chiave attuale. E’ stato il nostro ritorno al futuro….

Quali sono i vostri principali riferimenti musicali?

Prendiamo molto dal passato. Attingiamo parecchio dal Synth pop, dalla New Wave, dall’elettronica ma anche qualcosa dalla trip hop e dalla disco. Nelle nostre produzioni si ritrovano diversi mondi. 

Il vostro percorso nella musica è cominciato in quei pomeriggi passati a registrare nastri dei vostri mix hip hop. Pian piano vi siete allargati a sonorità più elettroniche, entrando in sintonia con questo genere fino a diventarne un importante punto di riferimento. Come definireste il vostro modo di fare musica e in che modo siete arrivati a delineare il sound che oggi vi caratterizza?

Noi veniamo dall’elettronica poiché era ed è un genere che ci affascina molto. L’elettronica ti abitua a fare moltissima ricerca sul suono. Diventa quasi un’ossessione. Ti abitui a sentire, a lavorare e utilizzare frequenze molto lontane dagli standard di altri generi musicali. Da produttori poi abbiamo fatto molta ricerca. Siamo onnivori di musica, sentiamo un po’ tutto e la curiosità ci spinge ad indagare anche band e generi che ci hanno preceduto anagraficamente. Maturando siamo riusciti a trovare il giusto compromesso tra questa particolarità e ciò che invece arriva più direttamente alle persone. Il pop in qualche modo deve essere capito, il linguaggio espressivo in termini di musica deve essere percepito e codificato molto velocemente.

Tutte le vostre produzioni mostrano chiaramente i progressi che avete fatto dagli inizi ad oggi; proprio a livello di sound, i vostri inizi potrebbero essere visti come più ‘cupi’, mentre più di recente l’aggettivo che meglio vi si addice è ‘equilibrato’. Dal lato vostro, come vedete l’evoluzione della vostra musica? 

All’inizio del nostro percorso con le nostre produzioni abbiamo seguito per lo più la nostra vena elettronica, poi invece c’è stata una naturale inversione di tendenza, un ritorno alle nostre origini, ne abbiamo sentito la necessità senza però dargli troppo peso, è accaduto.  È vero siamo equilibrati perché non ci siamo sforzati nel comporre e produrre ma è venuto tutto in modo molto spontaneo. I nostri dischi sono caratterizzati dal non avere al loro interno forzature, sono lo specchio del nostro modo di vedere la musica in cui traspare un riflesso senza filtri e bugie.

Da poco è online il singolo “Vertigine”, frutto della collaborazione tra Altarboy e Levante. Questo brano, tra l’altro, fa parte della colonna sonora della stagione finale della serie Netflix “Baby”. Come nasce questo brano e quali sono i suoi retroscena? 

Il brano nasce nel periodo pre lockdown, ci trovavamo negli uffici di Fabula Pictures da Marco De Angelis, produttore della serie, noi eravamo già parte della colonna sonora nelle precedenti due stagioni con quattro singoli con quattro singoli insieme ad artisti del calibro di Billie Eilish, Vasco Rossi, James Blake, Grimes, Chromatics, London Grammar, FKA Twigs  La lampadina si è accesa con lui che, già innamoratosi del nostro suono, aveva bisogno per la stagione finale della serie, di un brano dal respiro internazionale però cantato in Italiano. A questo punto, quale cosa migliore di unire noi, indipendenti e di nicchia, a un’artista molto affermata in Italia che potesse interpretare in modo originale il nostro suono; così è uscito il nome di Levante. Quando ha accettato siamo stati felicissimi poichè, da produttori, sapevamo che lei sarebbe stata perfetta sia per il suo modo particolare di esprimersi e cantare che per l’uso di un linguaggio originale e mai scontato. 

“Vertigine” è già online e ovviamente sta riscuotendo moltissimo successo. Abbiamo una curiosità: com’è stato collaborare con un’artista come Levante? 

Collaborare con Levante è stato molto semplice, il suo cantato ci è arrivato in pieno lockdown e dobbiamo dire che dopo aver sentito la nostra base con la sua voce siamo rimasti molto colpiti, in positivo ovviamente, sapevamo fosse brava ma sentire un’interpretazione ed una sensibilità così vicina alla nostra idea di musica francamente ci ha spiazzato, ci siamo poi sentiti tra di noi al telefono e abbiamo commentato. Insomma, sapevamo sarebbe venuto fuori un bellissimo prodotto ma sentirlo è stata un’ulteriore conferma.

Quali sono i vostri progetti per il futuro?

Sicuramente continuare a comporre e produrre nuova musica, siamo chiusi in studio a registrare ed ordinare idee che faranno parte del nostro secondo album. Cercheremo nuove collaborazioni e featuring mantenendo il nostro suono e cercando nuove contaminazioni.

C’è qualcosa che vorreste dire ai nostri lettori?

Di non abbandonare mai i propri sogni! 

Instagram@altarboy_
Facebook@altarboymusic
YouTubeWonderWetRecords

Credits: Giovanni Boscaini, Safe&Sound

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