InTheMusic: Lagoona, interview

I Lagoona sono quattro ragazzi che, nella musica, hanno trovato un modo per uscire dalla loro realtà. Nel loro album “Riparo” emerge una musicalità con numerose sfumature vintage, come il brano 1990; è proprio durante il tour di questo album che il loro progetto musicale ha cominciato a prendere forma e a consolidarsi. Da “VHS” in poi hanno rivoluzionato tutte le loro sonorità.
4AM”, il loro ultimo brano, parla di messaggi mai inviati e frasi dette a metà. La produzione è di Domenico Candeloro (Voina), che ha capito immediatamente il mood e le atmosfere che volevano ad andare a trattare.

Band: LAGOONA
Componenti: Luca Chiabolotti, Lorenzo Megni, Daniele Marasca, Elia Ruggeri
Età: 23-30
Città: Perugia
Nazionalità: Italiana
Brani pubblicati: 4AM, VHS, Ruggine
Album pubblicati: Riparo
Periodo di attività: dal 2016
Genere musicale: Alternative Pop Rock
Piattaforme: YouTube, Spotify, Apple Music, Deezer, Amazon Music

Ciao ragazzi! Negli ultimi mesi vi abbiamo ascoltato molto e ci tenevamo a scambiare quattro chiacchiere insieme. Per iniziare, chi sono i Lagoona?

Siamo quattro ragazzi che hanno trovato nella musica un modo per uscire da una realtà piena di treni in ritardo, università, riunioni e lavori part-time.

Come nasce il vostro nome d’arte e in che modo si ricollega a voi?

La storia del nostro nome è abbastanza buffa. Dopo una lunghissima lista di nomi improponibili, durante una serata a base di qualche drink di troppo, il nostro ex-bassista se ne esce con questo nome ricollegandolo ai Goonies (film incredibile della nostra infanzia).

Quando avete iniziato a fare musica? C’è stato un momento in cui avete raggiunto la consapevolezza del crederci sul serio?

In realtà, tutto pian piano ha iniziato ad avere una forma durante il tour di “Riparo”. Doveva essere un album senza pretese, utile solo a poter suonare in giro (cosa che per noi è vitale, soprattutto il contatto con il pubblico). Un po’ alla volta ci siamo accorti che le date aumentavano, iniziavamo a condividere il palco con nomi importanti, fino alla chiusura del tour a settembre con i nostri fratelli Fast Animals And Slow Kids a casa nostra.

Ci sono artisti che vi hanno contaminato nella vostra crescita musicale?

Come tutti assolutamente abbiamo le nostre influenze. Non ti nego che i The 1975 ora come ora sono una bella colonna portante. Lo stesso vale per artisti come Frank Ocean, The Neighbourhood.

Come definireste il vostro modo di fare musica e, più nello specifico, come nasce un brano dei Lagoona?

Oggi come oggi abbiamo completamente stravolto il nostro modo di creare. Prima tutto nasceva da una jam in sala prove, mentre ora le canzoni escono dopo diversi provini che magari Luca o Lorenzo registrano e successivamente tutti insieme iniziamo a metterci del nostro. Una cosa molto importante di ora è che non ci mettiamo più filtri o linee da seguire, il che rende tutto molto più libero ed intenso.

VHS è l’ultimo brano che avete rilasciato in collaborazione con i Voina, una band che già abbiamo avuto modo di sentire e che apprezziamo molto. Traspare una forte complementarità musicale tra voi: come è nata questa unione?

In primis da fan, quindi andando ai loro concerti. Poi con il tempo il rapporto di fan è diventato un rapporto di amicizia sempre più stretta fino ad arrivare a VHS e alla produzione del nostro prossimo album.

In pratica Domenico ci ha presi e trascinati a Lanciano e siamo felicissimi di quello che stiamo facendo insieme, lui è un produttore incredibile.

Nell’album “Riparo” emerge una musicalità con numerose sfumature vintage, come il brano 1990, metaforicamente quasi un collegamento con VHS. Gli anni ‘90, e quindi l’epoca del non digitale, sono uno scenario che si rispecchia molto nella vostra arte?

Per assurdo la cosa non è nemmeno voluta e il collegamento tra le due canzoni nemmeno esiste. Hanno tematiche completamente diverse.

1990 racconta una storia molto personale della morte di un amico, mentre VHS affronta tematiche più leggere, racconta la provincia e il suo essere costantemente radicata dentro di noi anche quando cerchiamo di scappare da quest’ultima. Indubbiamente gli anni ‘90 sono stati importanti per noi, essendo tutti nati in quell’anno.

Diteci di più del vostro nuovo singolo! Come nasce e quale relazione c’è tra le sonorità utilizzate e le tematiche trattate?

Da VHS in poi abbiamo rivoluzionato tutte le nostre sonorità. Non eravamo più quelli di Riparo, quella linea musicale iniziava a starci stretta e avevamo bisogno di essere molto più liberi.

4AM parla di messaggi mai inviati e frasi dette a metà. La produzione, come dicevamo prima, è di Domenico Candeloro (Voina), che ha capito immediatamente il mood e le atmosfere che volevamo ad andare a trattare.

Quali sono gli obiettivi futuri dei Lagoona?

Tornare presto a fare live, tornare ad abbracciare persone senza aver paura in giro per l’Italia. Magari con il nuovo album, quando sarà pronto.

C’è qualcosa che vorreste dire ai nostri lettori?

Di continuare ad ascoltare e provare a far musica, senza la paura di non essere abbastanza, poiché se qualcosa ci rende felici e liberi è la cura perfetta da seguire.

Lagoona for Siloud

Instagram@lagoonaband
Facebook: @Lagoonaband

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