InTheMusic: DEMETRICA, interview

Enrico De Michele, in arte DEMETRICA, ha 33 anni, è lucano ma ormai trasferito a Roma da diversi anni. È un ingegnere informatico, ma il suo sogno nel cassetto era di registrare e pubblicare le canzoni scritte da ragazzo. Il suo sound è un pop-rock: il rock per l’energia che si contrappone alla malinconia, il pop per le melodie sempre molto orecchiabili.
Senza Te”, il suo ultimo singolo, parla del pezzo mancante in ognuno di noi.

Nome: Enrico
Cognome: De Michele
In arte: DEMETRICA
Età: 33
Città: Roma
Nazionalità: Italiana
Brani pubblicati: Cometa, Tu chi sei, Volerei, Sognare, Brividi
Album pubblicati: DEMETRICA
Periodo di attività: dal 2019
Genere musicale: Rock alternativo
Piattaforme: YouTube, Spotify, Apple Music, Deezer, Amazon Music

Parlaci di te, Enrico!

Ciao! Sono Enrico De Michele, in arte DEMETRICA, ho 33 anni, sono lucano ma ormai trasferito a Roma da diversi anni. Sono un ingegnere informatico, quindi il mio primo lavoro è il programmatore, ma avevo questo sogno nel cassetto, queste canzoni scritte quando ero ragazzo che volevo registrare e pubblicare.

Perché questo nome d’arte?

Per il genere che faccio, rock alternativo, non mi piaceva l’idea di ‘presentarmi’ al pubblico con il mio nome e cognome. Volevo qualcosa di più ‘rock’ che dava l’idea di un gruppo e non di un “one man band”. Ho provato quindi a utilizzare parte del mio nome e cognome, unito alla parola “metrica”. Su diversi nomi in ballo, ho scelto quello che mi piaceva di più; mi piaceva anche per l’idea di “rottura” della metrica, che dà il pre-fisso “DE”, e perché in inglese “METRICA” rimane invariato; insomma, una scelta ‘pensata’ sotto vari punti di vista e chiaramente (soprattutto) perché me lo sentivo mio.

Come è nato il tuo amore per la musica?

Quando ero piccolo, in pieni anni ’90, mio fratello ascoltava musica grunge per cui sono stato forgiato con quella musica: Nirvana, Alice in chains, Rage against the machine, Pearl Jam, Red Hot Chili Peppers, ecc.. Con l’adolescenza avevo il desiderio di suonare la batteria, poi la chitarra. In sostanza, dopo poco tempo ho messo su un gruppo con la quale abbiamo passato una bellissima adolescenza. C’era prima l’amicizia, poi la musica, finchè le nostre strade si sono divise con l’università. Eravamo giovani, con tanta energia e tanti desideri.

Diversi i brani che hai rilasciato nel tempo, tutti con un denominatore in comune: il rock. Come definisci il tuo sound?

Sicuramente rock con influenze pop. Il rock per l’energia che si contrappone alla malinconia, il pop per le melodie sempre molto orecchiabili. È difficile dire a chi mi ispiro di preciso, però ci sono dei punti cardine: i Verdena li sento molto vicini per l’ottimo utilizzo della lingua italiana nella musica rock, i Muse per energia, i riff un po’ più aggressivi, i bassi sintetizzati e i Radiohead per i suoni freddi, le atmosfere e l’attitudine malinconica. Se devo sentirmi vicino a un gruppo, sicuramente mi sento più vicino ai Radiohead.

L’ultimo brano che hai rilasciato si chiama “Senza te”. Cosa racconta il pezzo?

“Senza Te” parla del pezzo mancante in ognuno di noi. È la costante mancante, per quale siamo sempre alla ricerca di qualcosa. Tutto l’album è stato prodotto da me in camera. Non volevo raccontare nulla nello specifico, in realtà è l’album e le canzoni che parlano di me, o almeno parlano dei miei pesi interiori; perché per me la musica è sempre stato uno sfogo e mi ha salvato diverse volte da periodi molto difficili.

A quale, tra i brani che hai pubblicato, sei più legato?

È difficile dire a quale figlio vuoi più bene. Posso dire, però, che durante la produzione, “Melodia muta” è quella che mi ha commosso diverse volte, non so perché ma mi tocca l’anima ogni volta che l’ascolto.

Dal 30 ottobre è disponibile il tuo primo album , su tutti i digital store. Cosa puoi dirci su questo progetto?

Ci sono voluti due anni per realizzarlo da quando ho iniziato; chiaramente due anni in cui avevo del tempo, e la quarantena mi ha aiutato molto su questo; nella negatività, il lato positivo è stato l’avere più tempo per me stesso. E oggi sono felice, perché mi sento di aver già vinto. Perché un sogno in più che si realizza, è uno in meno nel cassetto. Perché voglio pensare che la mia musica possa essere di aiuto e di ispirazione per gli altri, così come lo è stato per me. Perché voglio lasciare una traccia, un segno nel mondo. Perché voglio insegnare a credere nei sogni e che, con la volontà e la tenacia, tutto è possibile. Perché il tempo passa, il mondo cambia, ma l’arte rimane.

Quali sono state le sensazioni durante la produzione?

Mi sono divertito, ci sono stati alti e bassi chiaramente. Periodi in cui pensi di non potercela fare o che non finirai mai. Però è normale, come in tutte le cose ci vuole pazienza e tanta forza di volontà.

Per il futuro, che progetti hai?

Al momento non ho alcun progetto ben delineato. Voglio solamente godermi il momento.  Poi sicuramente riprenderò a registrare altri pezzi inediti.

C’è qualcosa che vorresti dire ai nostri lettori?

Credete nei vostri sogni. Nulla è impossibile se ci credi veramente, serve solo tanta tenacia e forza di volontà.

Demetrica for Siloud

Websitewww.demetricamusic.com
Instagram: @demetrica.music
Facebook: @demetrica.music
Twitter: @demetrica_music
YouTube: Demetrica
Soundcloud: Demetrica

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