InTheMusic: Matteo Costanzo, interview

Matteo Costanzo vive grazie alla sua creatività: è un compositore, un cantante e un produttore che in realtà ha collezionato già molte esperienze nel mondo della musica. Anche se il suo è un sound molto caratteristico, gli piace spaziare tra tutti i generi e utilizzare timbriche che non seguono nessuna tendenza, ma col solo obiettivo di emozionare.
Vita” è il suo nuovo singolo che, in qualche modo, rappresenta anche la sua voglia di ricominciare e di sentirti libero da tutti i fallimenti.

Nome: Matteo
Cognome: Costanzo
Età: 28
Città: Roma
Nazionalità: Italiana
Brani pubblicati: Vita, Nessuno mi sente, Mille Domande
Album pubblicati: Sparagmòs, Vita
Periodo di attività: 2012

Genere musicale: Pop, Rock, Elettronica
Piattaforme: YouTube, Spotify, Apple Music, Deezer, Amazon Music, ecc

Chi è Matteo Costanzo?

Partiamo dicendo che sono di Roma, che ho 28 anni e che nella vita vivo grazie alla mia creatività. Sono un compositore, cantante e produttore; essenzialmente riempio il tempo di note.

Come ti sei avvicinato alla musica?

Mio papà è un musicista (lo fa per hobby). lo sentivo sempre cantare e suonare con gli amici e così sono entrato nel mondo della musica.

La tua carriera in questo settore è cominciata facendo l’assistente dei compositori Paolo Bonvino ed Emanuele Bossi, per poi intraprendere un tuo proprio percorso. Ti andrebbe di raccontarci la tua esperienza fino ad oggi?

È iniziato tutto alle medie in una scuola di quartiere in periferia (Casal Bruciato). La preside aveva organizzato dei laboratori pomeridiani per togliere i ragazzi dalla strada. Lì ho cominciato a studiare Pianoforte, chitarra e musica al computer. Al Liceo studiavo in una scuola di musica (Musica Incontro). Finito il Liceo, ho iniziato a studiare al Saint Louise “Composizione e Musica da film”, dopo un anno però ho lasciato perché sentivo che non era il mio posto. Feci l’assistente a vari compositori che ringrazio per avermi insegnato molto come Paolo Bonvino, Emanuele Bossi e Fernando Alba.
A 20 anni formai una band con cui provavo in una saletta quasi tutti i giorni.
Così iniziai a crescere come personalità e come artista, trovammo un ingaggio come band di “Syria” e cosi iniziai giovanissimo la mia carriera con un Tour nazionale insieme ai mei amici.

Sono stato sempre disposto a prendere tutti i treni che passavano e a scendere quando sentivo di dovermi “Muovere” in vista di un unico obiettivo: vivere della mia musica. A 22 anni sono andato via di casa e per pagarmi l’affitto ho cominciato a produrre altri cantanti, cominciai tra i tanti con Wrongonyou, poi Briga, Ultimo e infine Leo Gassman. Quando avevo 24 anni, la Band si sciolse e dopo un periodo di buio tornai a crederci dando vita al mio progetto da solista. Partì così tutto un altro percorso, coronato dalla partecipazione ad X-Factor e dalla firma con l’etichetta di Tony Pujia con cui ho prodotto le mie nuove canzoni.

Prima di parlare di te, siamo curiosi di conoscere le tue influenze: quali sono i tuoi riferimenti artistici?

Da piccolo stavo in fissa con Eminem e i System of a down. Oggi mi piacciono tanto Bon Iver, James Blake. Ma forse la mia band preferita sono i Radiohead, o forse i Massive attak, o forse Bjork…. non lo so mi piace tutta la musica. Quella fatta con amore.

Passiamo ora a te. Sei un compositore, cantante e produttore che ha collezionato già molte esperienze nel mondo della musica. Quali pensi siano le caratteristiche principali di ciò che fai?

Mi piace spaziare tra tutti i generi. Uso le timbriche per emozionare e non seguo nessuna tendenza.

Il sound è il biglietto da visita di ogni artista. Nel tuo caso, come hai lavorato a delle sonorità che ti rappresentassero il più possibile?

Come dicevo, mi piace essere libero. Il mio obiettivo è emozionare, ogni canzone è una sorpresa, non sai mai che cosa aspettarti. Faccio molto uso di timbriche ‘vere’ come voci, chitarre e tutto quello che mi passa tra le mani. Ogni suono può essere trasformato e può prendere una nuova veste: mi ricordo di aver usato un avvitatore una volta per fare il suono di un synth, e la lavatrice per fare il suono di una cassa…

Non dimentichiamo che sei anche un producer e che hai collaborato con moltissimi nomi noti del panorama musicale italiano. Come fai, ogni volta, a cucire la base giusta per un artista?

Lascio molto spazio all’improvvisazione, lascio che sia la personalità e l’animo della persona con cui lavoro ad ispirarmi, è una questione di alchimia. Me ne frego delle tendenze. Le tendenze passano, la bellezza no.

“Vita” è il tuo nuovo singolo che, in qualche modo, rappresenta anche la tua voglia di ricominciare e di sentirti libero da tutti i fallimenti. Come nasce questo brano e come è stato prodotto?

Come spesso succede, ho improvvisato prima un sound, che ho registrato in studio; poi mi sono fatto ispirare per scrivere il testo, che ho scritto durante la quarantena, e successivamente ho rimesso mano alla produzione per adattarla alle parole.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Adesso sto scrivendo nuova musica e sto producendo il nuovo disco di Leo Gassman. Poi un giorno vorrei avere una villa in campagna e coltivare un orto, dipende da quanto “futuri” s’intende.

C’è qualcosa che vorresti dire ai nostri lettori?

Bella domanda. Spegnete gli schermi ogni tanto e sentite la musica ad occhi chiusi, fa bene.

Matteo Costanzo for Siloud

Instagram: @matteocostanzoo
Facebook: @MatteoCostanzoMusic

Credits: Greta De Marsanich, Comunicazione Globale Promotion (CGP)

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