InTheMusic: Vespro, interview

Emanuele è un ragazzo napoletano di 24 anni che si è trasferito a Pisa per proseguire i suoi studi. Chiaramente, però, sta provando a farcela con la musica per inseguire il suo sogno. In arte è Vespro. Partito come rapper, inizia a sperimentare sonorità più melodiche, anche grazie alla collaborazione con il produttore Omake. L’11 Gennaio 2019 è uscito il suo primo singolo interamente cantato dal titolo 512. Da quel momento inizia il sodalizio con Kumomi. Il suo EP di debutto, “Mediaterraneo”, è un punto di partenza per costruire tutte le cose che verranno.

Nome: Emanuele Daniele
Cognome: Ruffo
In arte: Vespro
Età: 24
Città: Napoli
Nazionalità: Italiana
Brani pubblicati: Mediterraneo, Agave, 512, Quando non ci sono
Album pubblicati: Mediterraneo
Periodo di attività: dal 2019
Genere musicale: R&B/Soul
Piattaforme: Spotify, Youtube, Apple Music, Itunes, Tim Music, Tidal

Classe ’96, napoletano, chi è Emanuele Daniele Ruffo?

Emanuele è un ragazzo napoletano di 24 anni che si è trasferito a Pisa per proseguire i suoi studi. Chiaramente, però, sta provando a farcela con la musica per inseguire il suo sogno.

Vespro: come nasce questo nome d’arte?

Ero in classe al liceo durante l’ora di educazione fisica. Era il periodo in cui stavo iniziando a fare rap e cercavo un nome d’arte e il mio professore stava parlando di un suo collega, tale prof. Vespro. Appena sentii quel nome, capii che l’avrei scelto come street name: breve, musicale e legato ai tramonti, quindi al mio lato romantico.

Qual è stato il tuo primo approccio con il mondo della musica?

Non ho mai studiato seriamente la musica, ma ho capito di avere una grande attitudine per essa sin dalle scuole medie. Riuscivo a riprodurre sulla pianola e col flauto qualsiasi brano mi piacesse soltanto ascoltandolo. Pian piano ho scoperto tutto il resto, di essere intonato e addirittura di poter produrre da solo i miei beat. È stato un processo che ha accresciuto la consapevolezza delle mie capacità. I primi obiettivi, quando stavo iniziando a fare rap, erano di imparare ad andare a tempo oppure di chiudere le rime più fighe. Poi è venuto il resto, i ritornelli cantati e finalmente ho trovato la mia voce.

Partito come rapper, inizi a sperimentare sonorità più melodiche, anche grazie alla collaborazione con il produttore Omake. Come definisci oggi il tuo sound?

Omake ed io abbiamo lavorato duramente per costruire un sound che fosse nuovo, che suonasse internazionale, ma sempre con lo sguardo rivolto al pop italiano. Direi che mi muovo proprio su queste vibes: Pop, R&B e Hip Hop. Di base ascolto tanta musica d’oltreoceano da The Weeknd, Frank Ocean e Beyoncé, la scena rap e i produttori di musica elettronica, mentre in Italia seguo abbastanza il filone mainstream pop e rap, anche se porto nel cuore il cantautorato di un tempo e la musica napoletana.

L’11 Gennaio 2019 è uscito il tuo primo singolo interamente cantato dal titolo 512. Da quel momento inizia il sodalizio con Kumomi. Parlaci di questa collaborazione!

Con Francesco (Omake) ci siamo conosciuti tramite un amico in comune. Sapevo fosse un produttore ed ero andato ad un paio di suoi concerti quindi mi consideravo piuttosto un suo fan. Gli mandai alcune demo e a lui piacquero parecchio, tanto che mi inviò praticamente subito una versione rielaborata di quella che sarebbe diventata “512” come la conosciamo tutti. Da quel momento iniziò a parlarmi del progetto Kumomi e, senza che me ne accorgessi, ero già parte della famiglia.

Il tuo EP di debutto, “Mediaterraneo”, è un punto di partenza per costruire tutte le cose che verranno, ma questo progetto di cosa parla?

Mediterraneo è nato circa un anno fa. Avevo l’esigenza di buttare fuori delle cose che mi stavo tenendo dentro, che stavo vivendo in quel momento. Ho cercato di combattere quel periodo buio attraverso la musica e Omake, in questo, mi ha dato una grossa mano. Gli ho girato tutte le demo e in pochissimi giorni avevamo l’ep pronto. Era lì, così come me l’ero immaginato e sapevo esattamente dove volevo andare, nonostante mi sentissi perso in quel momento della mia vita. Ecco il disco parla proprio di questo senso di smarrimento, di sospensione, di fragilità che si risolve nella ricerca della forza che ho dentro di me. È così, credo, che si superano i problemi più grossi.

I brani che lo compongono sono 5, un filo conduttore lungo 5 pezzi: qual è quello a cui sei più legato?

Domanda difficile. Non saprei, sono legato a tutti i brani per motivi diversi. Forse però Anch’io è quello che mi racconta meglio. È lì che mi sono messo totalmente a nudo e ho aperto una finestra sulle mie paure e le mie insicurezze. Lo definirei quasi un autoritratto.

Cosa ti aspetti dal tuo pubblico? 

Di essere capito. Spero davvero che la mia musica possa far identificare molte persone e regalare un sorriso inaspettato nella vita di tutti i giorni.

Quali sono i tuoi progetti futuri?

Sto già lavorando a delle canzoni nuove e ho tantissime idee che mi girano nella testa. Non voglio accontentarmi, voglio spingermi sempre oltre il limite.

C’è qualcosa che vorresti dire ai nostri lettori?

Non datevi mai per vinti, credete in voi stessi e realizzerete qualsiasi cosa. Questa è la chiave per la felicità.

VESPRO for Siloud

Instagram: @trulyyoursvespro
Facebook: @trulyyoursvespro
YouTube: VESPRO

CreditsKumomiOmake, Arianna PuccioArtist First, Conza Press, Morgana Grancia

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