InTheMusic: ULULA & LaForesta

Si sono conosciuti a Milano, frequentando tutti un percorso di studi al CPM Music Institute: ULULA & LaForesta sono di quanto più innovativo si possa trovare adesso nel mondo della musica folk alternative. “Sulle spalle dei giganti” è il loro ultimo singolo, una sperimentazione rock e folk alla ricerca di un sound insolito e contaminato da diversi generi. Fino ad oggi hanno fatto molta strada: tante esibizioni, tante tappe in tour, tante esperienze legate alla musica fatte anche di premi come miglior performance.

Band: ULULA & LaForesta
Componenti: Lorenzo Garofalo, Andrea Mandelli, Maximilian Agostini, Simone Carradori, Filippo Chiarini, Alessio Profeti
Età: 25-30
Città: Milano
Nazionalità: Italiana
Brani pubblicati: Lacerba, Dolce compagna, Oddio l’oblio, Sulle spalle dei giganti
Album pubblicati: ULULA & LaForesta (Ep)
Periodo di attività: 2016
Genere musicale: rock, folk, alternative
Piattaforme: YouTube, Spotify, Apple Music, Deezer, Amazon Music, SoundCloud

Cosa significano i vostri nomi d’arte?

Da ragazzino, suonavo come chitarrista e proprio questo pensavo che avrei fatto nella vita, poi ho cominciato a cantare e a scrivere di conseguenza. Nelle band in cui suonavo, si faceva del gran rock’n’roll e io mi limitavo a fare qualche coro. Le grandi voci del rock prendevano note molto alte, io ci provavo ma non ne beccavo una. Ululavo. Così mi sono chiamato ulula. Mi suonava bene, e mi piaceva il fatto che non fosse né maschile né femminile. LaForesta, la band con cui arrangio ciò che scrivo l’ho chiamata così per una coerenza simbolica. Credo. 

Sappiamo che vi siete incontrati tra i banchi, ma non ne conosciamo i dettagli. Quando avete scelto di intraprendere un percorso artistico insieme e con quale obiettivo? 

Ci siamo conosciuti a Milano, frequentando tutti un percorso di studi al CPM music institute. Io scrivevo da un po’ e a Verona avevo un’altra band, una volta trasferito a Milano ho ricomposto la band con persone che potevo incontrare tutti i giorni, che vivessero nella mia stessa città. Dopo qualche progetto assieme a Franco Mussida, direttore del CPM, ho formato quella che è la formazione attuale. È nata subito una giusta alchimia e abbaino cominciato a lavorare parecchio, praticamente tutti i fiori, tra una lezione e l’altra. L’obiettivo appunto era ed è quello di arrangiare i pezzi che scrivo con una band e non con musicisti “slegati” tra loro. L’aria che si respira è quella di un gruppo di amici, di persone che convivono e condividono.

Quali sono i vostri riferimenti musicali e quali sono gli artisti a cui vi ispirate maggiormente?

Io per primo non ho un riferimento o un genere preciso. Ho suonato in vari progetti completamente diversi: dal metal al country al reggae a cui sono particolarmente legato. Anche LaForesta è composta da personalità e gusti molto diversi, questo è quello che ci piace. Gli impulsi sono molti e arrivano da esperienze diverse, ci da la possibilità di sperimentare davvero e di non avere una definizione specifica.

Immaginate di dover parlare a qualcuno che non ha mai ascoltato un vostro brano. Come descrivereste ciò che fate?

Mi è difficile autodefinire quello che facciamo e che siamo. Non mi piace molto farlo. Quando scrivo non so bene cosa succede. È come vomitare, svuotare il sacco, insomma una di quelle attività che in qualche modo libera per fare spazio, altro spazio. Ancora una volta. Quello che esce è il risultato di quello che vivo, la voce narrante è si la mia, ma assieme a quella di altri. Faccio fatica a segnalarvi una tematica piuttosto che un altra ma credo che un movente, sia sicuramente quello di dare voce a chi non ne ha. Tutto ciò, poi, entra ne LaForesta, e diventa di tutti. Così si perdono le tracce e infine si può solo ascoltare.

Parlano invece di sound, in cosa questo si caratterizza e come si è evoluta la vostra musica negli anni? 

Il suono credo sia molto legato al mondo, non musicale, proprio il mondo: quello dove vivi tu, io, tutti. Ci piace inserire elementi e suoni, popolari ma più che ci piace, ci viene. La matrice credo sia sempre fra il rock e il folk. Tra il cantautore e una band. Da poco, per i nuovi lavori, è entrato nella band Alessio Profeti con un set di percussioni molto atipico. Ci piace il suono della terra ma anche quello dell’elettronica. Ci piace andare dritti ma anche fare le curve.

“Sulle spalle dei giganti” è il vostro ultimo singolo, una sperimentazione rock e folk alla ricerca di un sound insolito e contaminato da diversi generi. Come nasce questo brano? 

Il pezzo nasce dopo un viaggio in bici, in solitaria. Ho percorso 3.500km sulla bici con una tenda, seguendo: Loira, Reno e Danubio. Una tratta che parte dall’Oceano Atlantico in Francia e si conclude Nel Mar Nero in Romania. Il brano è un riassunto un esame di coscienza, quello che ho “vomitato” alla fine del viaggio. Dentro c’è la Francia, le tedesche, e l’Est Europa. C’è tutto il suono de LaForesta che è ovunque. Dopo il rientro in Italia, ho raggiunto LaForesta a Milano e abbiamo inciso il pezzo che si è chiamato quasi da solo : Sulle spalle dei giganti. I giganti sono proprio i fiumi che ho percorso. Sul fiume c’è forza, vita, energia, incontro e condivisione.

Fino ad oggi avete fatto molta strada: tante esibizioni, tante tappe in tour, tante esperienze legate alla musica fatte anche di premi come miglior performance. Quali sono i momenti più importanti del vostro percorso fino ad oggi? 

Abbiamo avuto la fortuna – e ci siamo impegnati per farlo – di suonare parecchio live, fin da subito. L’esperienza più bella per ora è stato il tour estivo: ESTATE POVERA. Abbiamo girato parecchio per nord e centro Italia, fra date molto ravvicinate per un mese traboccante. Una sorta di semina che ancora oggi ci sta dando i frutti. Anche i concorsi: Musicultura, Premio De Andrè e tanti altri, sono stati motivo di scambio, di arricchimento, di incontro e di esperienza. Di semina:

Quali sono i vostri progetti per il futuro?

Stiamo lavorando al “nuovo disco”, nell’attesa che si possa ritornare sul palco. Abbiamo firmato da poco con PiumaDischi, la nostra etichetta con cui stiamo facendo un articolato lavoro. Un bel lavoro sia musicalmente che umanamente. Assieme a loro ci sono Cello Label e Giulia Perna e lavorare in più persone significa seminare e raccogliere molto di più.

C’è qualcosa che vorreste dire ai nostri lettori?

Convivete con l’insicurezza e osate, diceva ai suoi studenti Bernard Malamud. 

ULULA & LaForesta for Siloud

Instagram@Ululaelaforesta
Facebook@ululaelaforesta
YouTube: Ulula e la foresta
TIDAL: Ulula e la foresta

Credits: Giulia Perna, Conza Press

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