InTheMusic: Re del Kent, interview

Dietro Re del Kent ci sono quattro ragazzi, con età compresa tra i 27 e i 33 anni. “Grezzo, distorto, sporco, originale, alternativo” sono cinque aggettivi che hanno utilizzato per descrivere la loro musica, che assume le sembianze di un Alt Rock di matrice moderna.
 “Bianco e nero” è il loro ultimo singolo, il cui testo nasce in una pausa pranzo da alcune riflessioni sulla società.

Band: Re del Kent
Componenti: Dario Faveri, Massimiliano Straccia, Omar Pellegrini, Daniele Destrieri
Età: 33, 27, 30, 33
Città: Milano
Nazionalità: Italiana  
Brani pubblicati: Stelle cadenti, Bianco e nero
Album pubblicati: 24 febbraio
Periodo di attività: dal 2019
Genere musicale: Alt Rock
Piattaforme: Spotify, YouTube, Deezer, Apple Music

Chi sono gli artisti dietro Re del Kent?

Quattro bravi ragazzi, come direbbero i tg.

Dario, 33 anni portati benissimo, nato a Milano e cresciuto nella ridente Lainate. Dopo i non pochi problemi con le scuole ed un molto poco meritato diploma di perito chimico finisce a lavorare in una farmaceutica tra vaccini e complottismo.

Max, il giovane del gruppo, bergamasco costretto a trasferirsi a Milano in quanto non muratore. Collega di Dani fino al tradimento lavorativo, ora lavora a Meda come forniture product designer (scritto in inglese perchè progettista di arredo non fa figo).

Omar, trentinese scappato in Brianza, nessuno sa il perché. Perennemente incazzato con la società. Amante dei 4 corde, è il ‘perfettino’ (o scassapalle) del gruppo. E che poi invia i pezzi registrati male con il telefono.

Dani, anche lui 33 anni, portati un po’ meno bene di Dario, vive a Legnano da sempre. Professione: project manager = risolvere i casini e passare le giornate al telefono. Anima metal del gruppo, per lui gli assoli di chitarra sono come il kebab, pesanti ma necessari.

Quando avete deciso di fondare la band e come nasce il suo nome?

La band è stata fondata dopo che Dario e Omar hanno chiuso col precedente progetto, che in realtà non è nemmeno mai ufficialmente partito ma è nato e morto in una saletta della Brianza. Il nome dovrebbe essere stato proposto da Dario. Avevamo appena finito le registrazioni dell’ep e non avevamo ancora un nome e ci siamo ritrovati davanti a birra e pizza a tirare fuori nomi a caso fino a questa illuminazione semi-religiosa legata alla data del nostro primo incontro nonché al buon Etelberto. Santo.

E soprattutto, perché?

Non sappiamo ancora perché o quando siamo diventati una band. Sappiamo che avevamo qualcosa che volevamo dire, cosa che credo succeda a molti gruppi, e sono nati questi pezzi. Il nostro obiettivo è semplicemente continuare per la nostra strada e fare ciò che ci piace senza particolari pretese o etichette. Sicuramente senza autotune e con le chitarre. Sarebbe bello anche tornare a sudare ai live il prima possibile… ma questa è un’altra storia.

Siete una band alternative rock ma quali sono gli artisti da cui vi lasciate influenzare?

Facendo pezzi in italiano è quasi d’obbligo nominare Ministri, FASK, Teatro degli Orrori, Zen Circus e Verdena. Per il resto se iniziamo ad elencare tutti i gruppi non la finiamo più, nell’ultimo anno diciamo che sono stati apprezzati diversi gruppi e generi… dai Trivium ai Fontaines DC, dal Triangolo agli Odesza. Troppi.

Riuscite a dirci 5 termini con cui definireste il vostro sound?

Grezzo, distorto, sporco. E siamo a 3… originale e alternativo?

“Bianco e nero” è il vostro ultimo singolo: come nasce il pezzo?

Il testo nasce in una pausa pranzo da alcune riflessioni sulla società. Perché Omar anziché stare su Instagram o mangiare aveva deciso così. La prima bozza è nata un giorno di cazzeggio a casa con loop station, basso e chitarra. Perché Omar e Dario avevano deciso così. Poi ovviamente si è sviluppato in saletta col fondamentale apporto di Dani e Max. Perché era così che doveva andare!

Qual è la storia che si nasconde dietro?

Per quanto riguarda il testo è uno sfogo, di Omar, contro la società odierna, contro il sistema, soprattutto per le difficoltà che incontrano i giovani (e non solo) nel mondo attuale.

Col video invece abbiamo optato per la direzione opposta, volevamo creare un contrasto con il significato del brano. Immagine colorate, persone felici, tutti amici che ci hanno dato una grossa mano per realizzarlo. Ringraziamo ancora tutti per quel giorno

Dobbiamo tenerci pronti per un album?

Ovviamente sì. Uscirà più o meno come regalo di Natale. Anzi un po’ prima… visto che ci piacciono i santi… uscirà col patrono di Milano.

Cosa c’è in programma per il tuo futuro?

Sarebbe molto bello rispondere: LIVE LIVE LIVE. Ma in fondo chissà… sicuramente come abbiamo già detto a breve uscirà l’album. Nel frattempo, visto che abbiamo un po’ tutti una buona quantità di tempo libero, stiamo buttando giù un po’ di riff e testi per nuovi pezzi.

C’è qualcosa che vorreste dire ai nostri lettori?

LIVE LIVE LIVE. Speriamo di incontrarci presto sopra o sotto qualche palco. Noi nel frattempo continueremo a maltrattare i nostri strumenti nell’attesa.

Re del Kent for Siloud

Instagram: @re_del_kent
Facebook: @redelkentband
YouTube: Re del Kent

Credits: Morgana Grancia, Conza Press

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