InTheMusic: Renato Torre, interview

Lo studio del violino è stato ciò che lo ha avvicinato alla musica, una delle sue più grandi passioni, oggi però, Renato Torre è un artista a tutto tondo. Il suo percorso è stato caratterizzato dallo studio della musica imparando poi anche a scrivere ad arrangiare pezzi. Il suo ultimo singolo si intitola “Siamo vicini”, un racconto di un amore a distanza fatto di baci mandati da un balcone all’altro.

Nome: Renato
Cognome: Torre
In arte: Renato Torre
Età: 20 
Città: Comano (CH)
Nazionalità: Italiana
Brani pubblicati: Senza, Solo, Cercapersone, Siamo vicini
Genere musicale: Pop
Piattaforme: Spotify

Chi è Renato Torre?

Musicista, cantante, autore, produttore e studente. Studio musica da quando ho 4 anni. Ho iniziato col violino, superato 2 esami in conservatorio di strumento ed uno di solfeggio. A 13 anni ho iniziato lo studio della chitarra e del canto lirico, affinando via via le tecniche di impostazione vocale. Conosciuto il mondo pop ho cominciato a scrivere e a costruire un mio piccolo studio in casa dove arrangiare i miei pezzi, così come le mie ultime produzioni. 

Vivo a Lugano e studio biologia alla statale di Milano.

Lo studio del violino è stato ciò che ti ha avvicinato alla musica, una delle tue più grandi passioni. Cosa ti lega ad essa?

La felicità che provo quando la faccio. Sapere che ha infinite forme ed è sempre una novità, che varia, si modifica e riesce sempre a stupirmi.

Quali sono gli artisti che generalmente ascolti e quali quelli da cui ti lasci influenzare?

Ascolto molta musica italiana. Mi lascio influenzare non molto da quello che sento, raramente riprendo le idee dei grandi artisti. Il mio ascolto spesso si ferma al puro piacere e relax, il ragionamento comincia quando mi metto io a suonare e a comporre, però credo che alcune volte, indirettamente, il mio cervello mi indirizzi su qualcosa di già sentito nel momento di scrittura oppure di arrangiamento.  

Il tuo percorso in questo mondo è fatto anche di studio della musica, cosa ovviamente molto importante. Ti andrebbe di percorrere con noi tutto il percorso, dai tuoi inizi ad oggi?

Come detto a quattro anni ho iniziato a studiare il violino. Ho partecipato a diverse esibizioni, anche in orchestra come primo violino. Ho sperimentato la musica da camera e mi sono distinto in alcuni concorsi classici. Come privatista ho conseguito due esami di strumento ed uno di solfeggio. Mi sono sempre molto impegnato nello studio, anche perché la musica mi piaceva davvero tanto, tanto quanto ora. Per quanto riguarda il canto credo proprio di aver sempre avuto una grande fortuna naturale. Ricordo che da piccolino ero fin dagli inizi molto intonato e mi piaceva stare sul palco. Dai 13 anni ho iniziato a prendere lezioni di canto lirico impostando in modo esatto la mia voce e acquisendo una buona tecnica. Sentivo però il bisogno di accompagnarmi mentre cantavo, così ho scelto di iniziare anche a studiare sia la chitarra elettrica che acustica. Entrando nel mondo pop ho iniziato a scrivere i miei primi pezzi, ho visto che funzionavano e allora ho costruito uno studio in casa mia nel corso degli ultimi 5 anni, dove ho imparato ad arrangiare e a produrre tutti i miei singoli.

Come si è evoluta la tua musica in questi anni e quali sono i caratteri che oggi la definiscono?

È evidente un grande cambiamento. Con gli anni di scrittura e arrangiamento ho acquisito un forte senso autocritico che mi ha fatto migliorare molto. La mia musica la definisco “molto suonata”, per via del mio percorso da musicista. È semplice, giovane ma comunque ragionata. La ricerca di alcuni suoni particolari la contraddistingue, ma sono suoni che nella loro particolarità rimangono naturali. Il violino nelle mie composizioni è chiaramente l’elemento che più mi caratterizza.

Come nasce un tuo brano?

Può nascere da qualsiasi cosa, spesso nei momenti di estrema emozione, che sia gioia, tristezza, soddisfazione oppure confusione. Nasce sempre e comunque da dentro di me, questo è sicuro.

Il tuo ultimo singolo si intitola “Siamo vicini”, un racconto di un amore a distanza fatto di baci mandati da un balcone all’altro. Come nasce questo brano e cosa hai voluto raccontare con esso?

Scritta una mattina di maggio in venti minuti in pieno lockdown, Siamo vicini nasce per la mia necessità di ordinare finalmente tutte le emozioni e le idee che avevo accumulato fino a quel momento in merito alla pandemia. Ho scoperto che non avrei fatto gli esami di maturità, così ho buttato d’impulso su carta il testo.

Quello che ho voluto fare uscire da questa canzone è sicuramente un sentimento di grande speranza. Ho raccontato di due giovani innamorati e di un momento difficile che li travolge. Di tristezza, di pazienza, di determinazione, di sogni e desideri per ritornare a stare vicini.

Qual è il legame tra questo brano e i tuoi progetti passati? 

Ogni mio pezzo racconta una storia di momenti vissuti oppure desiderati e mai provati. Il legame più grande che li lega tutti è la loro sincerità.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro? 

Continuare a scrivere, diventare la versione migliore di me stesso e non avere rimpianti.

C’è qualcosa che vorresti dire ai nostri lettori?

Ascoltatemi, seguitemi e non mollatemi, che ne varrà la pena.

Renato Torre for Siloud

Instagram@renato.torre_
Facebook@renatotorreofficial
YouTbeRenato Torre

Credits: Clarissa D’Avena, Red&Blue Music Relations

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