InTheMusic: Follùcida, interview

Follùcida è un progetto autarchico, ma più per necessità che per scelta. Dietro di esso c’è Paolo Frigo, cantautore, comico ed autore veneto. Con un sound che si pone a metà tra la canzone d’autore e l’alternative, all’artista piace portare la propria visione del mondo e magari essere da specchio per qualcun altro che volesse guardarsi dentro.
Discorsi da bar” è il suo ultimo singolo che si presenta come una ballata padana in cui si possono ritrovare più influenze.

Nome: Paolo 
Cognome: Frigo
In arte: Follùcida
Età: 41
Città: Verona
Nazionalità: Italiana
Brani pubblicati: Mi piace litigare, Potrei ma non voglio, Discorsi da bar
Album pubblicati: Piangere Sul Latte Versandolo (come CircoSanVito, 2007)
Periodo di attività: dal 2005
Genere musicale: Canzone d’autore, Alternative
Piattaforme: YouTube, Soundcloud, Spotify, Apple Music, Tidal, Amazon Music, ecc.

Chi c’è dietro il progetto Follùcida?

È un progetto autarchico, ma più per necessità che per scelta. Ho uno studio nel garage a casa dei miei qui in campagna, dove sono tornato a vivere da qualche tempo. Qui scrivo, penso, c***eggio (tanto) e quando ho qualche idea la registro. Poi la porto a qualche amico fidato per farla uscire dalla nebbia.

Cosa significa questo tuo nome d’arte?

Follùcida è la semplice unione di due parole. Mi piaceva l’idea della follia lucida, mi rappresenta… e mi piaceva come nome per un contenitore di cose. 

Hai cominciato da bambino ad ascoltare musica, per poi cominciare a suonare in band qualche anno dopo. Quando hai capito di voler fare musica in prima persona? 

Credo sia stato verso il 2005. Suonavo il basso con una band stoner. Nonostante il genere mi piacesse tantissimo (tuttora lo adoro) avevo voglia di poter cantare io le mie cose sgangherate ed i miei testi un po’ surreali.

Quali sono i generi musicali che più ascolti e quali quelli che più ti influenzano?

A parte due tre cose che mi fanno sanguinare le orecchie, cerco di ascoltare cose anche molto diverse. Mi piacciono tanto i miscugli.

La musica alternative degli anni ‘90 (grunge e stoner compresi) è la cosa che mi ha sicuramente marcato di più. Poi, verso i miei vent’anni sono arrivati i cantautori italiani (Gaber, Gaetano, Graziani, De Andrè, Battisti) che hanno portato in superficie l’amore per la scrittura, che è sicuramente la parte creativa che mi riesce con più facilità.

“Discorsi da bar” è il tuo ultimo singolo. Come nasce? 

È una canzone di qualche anno fa, la copia carbone in versione anni dieci de La locanda dei Pooh, che incarna perfettamente le stantie e rassicuranti abitudini della provincia. L’alcool come anestetico, la poca capacità di comunicare tra le persone, gli amici sempre i soliti, il calcio oppio dei popoli.  Insomma, è tutto abbastanza mediocre, ma ci siamo nati e ci sentiamo bene qui.

A livello sonoro, il brano si presenta come una ballata padana in cui si possono ritrovare più influenze. In che modo hai cercato di unire riferimenti diversi? 

I miei riferimenti sono soprattutto riguardanti le atmosfere ed i contenuti, a teatro diremmo ‘“l’intenzione”. A livello puramente sonoro, ha fatto tanto la mano di Simone Laurino che lo ha reso molto fresco, in modo che arrivasse con più facilità rispetto ad una classica ballata acustica (i miei pezzi nascono tutti così)

Facciamo ora un passo indietro. Qual è l’obiettivo che ti sei preposto con il progetto Follùcida e cosa cerchi di trasmettere ai tuoi ascoltatori?

L’idea iniziale di Follùcida era quella di essere contenitore, il tendone da circo dove far esibire tutte le mie anime artistiche e magari produrre anche altre persone. Per ora mi limito ad essere un cantautore che ama anche scrivere racconti\poesie e fare pezzi comici. Semplicemente è la cosa più facile da fare adesso e che mi da più centratura.

Mi piace portare la mia visione del mondo e magari essere da specchio per qualcun altro che volesse guardarsi dentro. Il mio motto è “diffondere il verbo essere”.

In realtà, oltre ad essere un cantautore sei anche un comico e un autore. In che modo riesci a far coesistere in te questi diversi lati artistici? 

Beh, a dirla tutta, qui dentro siamo in molti di più. A volte ci si spintona, ma in genere si sta benone. Il segreto?! La pigrizia! Cioè, non è che nessuno di questi faccia poi tanto, eh! La verità è che voglio fare tante cose e poi non ne faccio manco metà. Questo è il risultato della convivenza. 

Quali sono i tuoi progetti per il futuro? 

Oltre a sopravvivere alla chiusura dei bar (sono pur sempre veneto), sto preparando delle canzoni nuove da far uscire in primavera. Sarà probabilmente un EP/concept album, le canzoni sono tutte a tematica di disagio sociale. #ALLEGRIA

C’è qualcosa che vorresti dire ai nostri lettori?

“Quelli più difficili da amare sono quelli che hanno più bisogno di amore.” (cit.)

Follùcida for Siloud

Instagram: @Follucida
Facebook: @Follucida
YouTube: Follùcida 

Credits: Annalisa Senatore

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