InTheMusic: Gabriele Slep, interview

Gabriele Polizzotto, in arte Gabriele Slep, è nato a Palermo, ma ormai sono quasi 10 anni che vive tra Roma e Milano. Gli piace scrivere canzoni, per questo si definisce un sognatore con il vizio dell’insonnia perché è arrivato alla conclusione che scrivere lo fa sognare, perché alimenta la sua fantasia, ma nello stesso lo fa rimanere sveglio, perché le sue canzoni sono molto autobiografiche e di conseguenza lo riportano nella realtà.
Dal 14 ottobre è disponibile “Il mio più bel senso di colpa”, nato un pomeriggio mentre suonava il pianoforte nella casa dove vivo a Milano.

Nome: Gabriele
Cognome: Polizzotto
In arte: Gabriele Slep 
Età:31 
Città: Milano
Nazionalità: Italiana
Brani pubblicati: Il mio più bel senso di colpa, Libero, Il mio posto nel mondo, Settembre
Album pubblicati: Dammi Tempo mixtape, Acqua e Sapone, Vimercati 45 street album
Periodo di attività: dal 2008
Genere musicale: Urban, Soul, Pop 
Piattaforme: Spotify, Youtube, Apple Music, Amazon Music

Chi sei nella vita di tutti i giorni Gabriele?

Ciao ragazzi di Siloud, volevo ringraziarti per questa intervista e dirvi che è un piacere essere qui oggi anche se in forma virtuale.
Il mio nome è Gabriele, in arte Gabriele Slep, sono nato a Palermo, ma ormai sono quasi 10 anni che vivo tra Roma e Milano. Mi piace scrivere canzoni per questo mi definisco un sognatore con il vizio dell’insonnia perché sono arrivato alla conclusione che scrivere mi fa sognare, perché alimenta la mia fantasia, ma nello stesso mi fa rimanere sveglio, perché le mie canzoni sono molto autobiografiche e di conseguenza mi riportano nella realtà.

Quando hai cominciato con la musica?

Non mi ricordo precisamente quando ho incontrato la musica per la prima volta perché ero troppo piccolo, ma ricordo che a circa 6 anni passavo pomeriggi interi a far finta di suonare un pianoforte giocattolo che mi aveva regalato mia madre. Successivamente ho iniziato a seguire delle lezioni di pianoforte in una scuola di musica ed a 15 anni ho passato l’esame per entrare in conservatorio. Sempre in quel periodo ho iniziato a scrivere le mie prime canzoni.

Come nasce l’appellativo Slep che accompagna il tuo nome?

Slep nasce da Slapping, un pomeriggio d’estate insieme a dei vecchi amici miei. Lo Slapping è una tecnica specifica degli strumenti a corda che consiste nel pizzicare e battere col pollice le corte degli strumenti a corda, in questo caso del basso e siccome mi piaceva come suonava questo nome, ho provato ad italianizzarlo scrivendolo con la vocale e. Da li Esse Elle E Pi – Slep.

Cominci a 15 anni con un genere molto vicino all’hip-hop per poi trasformarlo in un urban pop. Oggi come definisci il tuo stile?

Nonamo molto definirmi con dei titoli anche se causa forza maggiore, quando decidi di intraprendere un percorso artistico in un modo o nell’altro ti vengono dati. Sono sempre stato affascinato dalla Black music, Soul, Jazz, Blues, R&B ma soprattutto dal Rap per il suo modo di arrivare agli ascoltatori, infatti ho iniziato a scrivere i miei primi testi rap. Col tempo sentivo però il bisogno di addolcire quel mondo e quel modo di scrivere unendolo con i miei studi di musica. Urban Pop è quindi l’unione dei miei vari percorsi musicali.

E invece, come nascono i tuoi pezzi?

I miei pezzi nascono in modo molto semplice, parlando della mia vita, infatti sono quasi tutti autobiografici. Questa cosa ha un fascino immenso, perché a volte arrivo a delle autoanalisi alle quali probabilmente senza musica non arriverei in maniera cosi spontanea, ma allo stesso tempo mi costringe ad una continua ricerca di novità all’interno della mia vita e questo spesso mi costringe ad abbandonare le mie zone confort ad isolarmi da tutto e da tutti e questo porta spesso a stancare chi mi sta vicino. Le mie canzoni nascono quasi tutte al pianoforte, oppure mentre cammino per strada mi capita che mi viene in mente qualche melodia o qualche frase cosi me la scrivo per riprenderla quando ho un flusso creativo maggiore. Una volta ho scritto un brano che si chiama Libero, mentre prendevo il metrò.

Dal 14 ottobre è disponibile “Il mio più bel senso di colpa”. Cosa puoi dirci su questo pezzo?

Il mio più bel senso di colpa è nato un pomeriggio mentre suonavo il pianoforte nella casa dove vivo a Milano. Era da qualche giorno che sentivo in cuor mio che doveva venir fuori qualcosa, infatti dopo aver iniziato a scrivere la prima frase non riuscivo più a fermarmi. Sono molto legato a questo pezzo, perché era un po’ di tempo che non finivo di scrivere una canzone per intero e per me è stato come uscire da una bolla di vetro in cui ero intrappolato.

Cosa volevi trasmettere ai tuoi ascoltatori?

Con Il mio più bel senso di colpa vorrei trasmettere ai miei ascoltatori uno stupendo senso di leggerezza, soprattutto nel viversi le relazioni interpersonali all’interno della loro vita.
Secondo il mio punto di vista, dare leggerezza ai rapporti sgravandoli dai pesi che a lungo andare li logorano, aiuta a mantenerli integri nel tempo, proprio per questo, leggerezza non vuol dire superficialità.

Possiamo prepararci per un album?

Mi piacerebbe molto lavorare ad un Album e ho molte canzoni che ancora non ho registrato e che mi piacerebbe pubblicare, ma un album richiede oltre che ad un impegno emotivo e fisico, anche un impegno economico non indifferente. Non sono condizionato dai soldi, però mi piacerebbe lavorarci bene con dei bravi musicisti, magari anche insieme ad un’etichetta che sappia valorizzarmi e inserirmi in un contesto giusto e sappia farmi la giusta pubblicità. Chissà se il 2021 porterà questo tipo di novità.

Per il futuro cos’hai in cantiere?

Ho in cantiere di fare molti live, perché ho bisogno del contatto col pubblico di vedere i loro visi ai live, di sentire che cantano insieme a me i ritornelli delle mie canzoni e di conoscere quelli che mi vengono a vedere e mi ascoltano per la prima volta. Poi mi piacerebbe iniziare a coltivare qualche Hobbies come ad esempio la mountain bike per abbinare cose come l’avventura in mezzo ai percorsi sterrati con l’attività fisica. Poi senza dubbio ho bisogno di farmi un viaggio da qualche parte nel mondo, perché ho bisogno di vedere posti nuovi. Mi fermo perché a questa domanda potrei finire di non rispondere.

C’è qualcosa che vorresti dire ai nostri lettori?

Cari lettori di Siloud se siete arrivati fin qui, vi meritate un premio di sicuro. Spero di non avervi annoiato e se vi è piaciuta l’intervista vi invito a seguirmi sui miei canali social. Scrivetemi se avete qualche curiosità, che avete letto l’intervista qui, cercherò di rispondervi subito. Ringrazio ancora una volta Siloud per la chiaccherata.
Un grande abbraccio.

Gabriele Slep for Siloud

Instagram: @gabrieleslep
Facebook: @OfficialSlep
YouTube: Gabriele Slep Channel

Credits:  Cassandra Enriquez, Conza Press

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