InTheMusic: Davide Shorty, interview

Davide Shorty è un cantautore, rapper e producer di Palermo capace di far convivere la sua inconfondibile voce soul con sonorità innovative e melodie contaminate da jazz e rap. Dopo varie esperienze nella scena hip hop siciliana nel 2010 si trasferisce a Londra per intraprendere un nuovo percorso musicale e nel 2012 fonda la band Retrospective For Love, con la quale si fa conoscere nel Regno Unito. Nel 2016, dopo essersi posizionato 3° alla nona edizione del talent show X Factor (Dicembre 2015), il cantante siciliano firma per Macro Beats. Consolida il rapporto con artisti come Daniele Silvestri ed Elio e gareggerà tra “Le Nuove Proposte” della 71^ edizione del Festival di Sanremo con il brano “REGINA“.

Nome: Davide
Cognome: Sciortino
In arte: Davide Shorty
Età: 31
Città: Palermo / Londra
Nazionalità: Italiana
Brani pubblicati: Sentirò, Plastica, Blues di mezzogiorno, Reboot, CANTI ANCORA?!, Regina
Album pubblicati: Straniero, Terapia di gruppo, La Soluzione Reboot
Periodo di attività: dal 2007
Genere musicale: Hip hop, soul
Piattaforme: Spotify, Apple music, Amazon music, ecc.

Chi è Davide Shorty?

Sono un ragazzo di Palermo, ho 31 anni e vivo a Londra da quando ne avevo 20. Nella vita gioco con i suoni e con le parole.

Quando hai mosso i primi passi nella musica?

Sono sempre stato circondato dalla musica. Mio zio aveva tanti strumenti a casa e ogni volta che lo andavo a trovare ne ero completamente assorbito. Poi un pianoforte finí a casa mia, ed io passavo le ore a giocarci su.Mi piaceva tanto cantare, tanto quanto ascoltare musica, già da piccolissimo mi immaginavo su di un palco.

Più avanti mi sono innamorato del rap, essendo dislessico ho passato la vita ad inseguire le parole, quindi il miglior modo per superare questo limite e smettere di sentirmi stupido mi sembrava proprio ammaestrarle, con la poesia, le figure retoriche e ritmo. Non sono mai stato un bravissimo studente, per tanto tempo sono stato autodidatta, poi ho preso qualche lezione di canto. Ho preso il microfono ogni volta che ne avevo occasione. Ero un ragazzino un po’ diverso, e quindi molto spesso incompreso e bullizzato, per questo avevo tante cose da dire e tanta voglia di rivalsa. Palermo mi stava un po’ stretta, quindi ho deciso di trasferirmi a Londra per iniziare a studiare musica per davvero.

Tra le tue prime esperienze nel mondo della musica c’è sicuramente la band Retrospective For Love fondata nel 2012 a Londra con cui ti fai conoscere nel Regno Unito. Cosa ti ha lasciato questo progetto?

I Retrospective sono stati il mio primo vero progetto. Avere a che fare con i musicisti, specialmente con quelli che avevano una preparazione tecnica più elevata della mia, mi ha dato modo di imparare ad approcciarmi alla musica nel modo più rispettoso. Dal produrre in cameretta, all’andare in studio per registrare per poi mixare attentamente e poi ritrovarsi sul palco a portare in giro la musica che avevamo prodotto. Non ci siamo mai posti limiti, e abbiamo fatto insieme delle esperienze meravigliose in giro per l’Europa. Abbiamo aperto i concerti di artisti del calibro di Bilal e Jordan Rakei e siamo saliti palchi leggendari come il famoso Jazz Café di Londra. Posso dire che l’esperienza con i Retrospective For Love mi ha veramente insegnato cosa significa essere un musicista.

In Italia, invece, il tuo successo coincide con la terza posizione a XFactor nel 2015 e la firma per Macro Beats con cui pubblichi il tuo primo album “Straniero”. Quanto ha significato per te questo evento e come ha cambiato il tuo modo di far musica?

X Factor è stata un’esperienza gigantesca che mi ha dato modo di analizzarmi su u grande palco. La televisione è stata una sorta di lente d’ingrandimento. Nonostante le bellissime persone che ho conosciuto la pressione era tale da avermi tirato giù non appena finita l’esperienza. La mancanza d’adrenalina deve aver creato uno scompenso chimico tale da creare uno stato depressivo. Ci ho messo un po’ a venirne fuori, e sicuramente “Straniero” è stato un grande passo avanti.

Sono grato a Macro di avermi dato la possibilità di fare un disco come lo volevo io, in un momento in cui ne avevo veramente bisogno. Non credo di aver cambiato modo di far musica, piuttosto penso di aver rafforzato il mio “modus operandi”. Che dire… amo circondarmi di musicisti veramente forti, soprattutto con un background di ascolti simile al mio. Questo facilita la mia produzione e quindi la realizzazione della visione iniziale che ho del progetto.

Probabilmente, la collaborazione con Funk Shui Project è stata la svolta per la musica e il trampolino di lancio per collaborazioni sempre più importanti tra cui Daniele Silvestri ed Elio. Quali sono le esperienze che ti hanno segnato maggiormente negli ultimi due anni?

Di grandi esperienze negli ultimi due anni ce ne sono davvero tante.
Tutti i palchi con i Funk Shui Project hanno lasciato il segno, come d’altronde le collaborazioni con Elio e Daniele, che sono assolutamente dei mentori per me.
L’evento che più mi ha segnato é essere salito sul palco del Blue Note di New York con Robert Glasper e aver portato uno squarcio di rap italiano nel tempio del jazz e nella città d’origine dell’hip hop. Penso sia la cosa più bella che mi sia mai successa.
Ai Funk Shui devo la definitiva ripresa dalla mia depressione, grazie a “Terapia di gruppo” che non a caso ha preso questo titolo, ho avuto modo di esorcizzare tanti demoni e di ritrovarmi. La possibilità di essere completamente se stessi facendo musica non é scontata, personalmente sono davvero fiero di avere una famiglia come questa, che per me é come “un posto sicuro”.

Voce soul inconfondibile, sonorità innovative e melodie contaminate da jazz e rap: come definiresti il tuo stile?

Penso che questa sia una buona definizione, personalmente credo di non essere bravo a darmi delle definizioni, mi stanno quasi tutte strette. Ma ripeto, questa mi sembra molto accurata, forse con l’aggiunta di un po’ di cantautorato Italiano.

Oggi torni con “Regina”, come nasce il pezzo?

Mi trovavo con la Straniero Band (Claudio Guarcello al piano, Davide Savarese alla batteria ed Emanuele Trglia al basso) vicino al lago Maggiore, eravamo stati invitati da  Andrea Guarinoni (talentuosissimo musicista e recording engineer) a fare un po’ di musica immersi nel verde. Abbiamo subito accolto l’invito!

Stavo attraversando un momento particolare con la mia ex compagna e sentivo tanto il bisogno di raccontarlo.Il brano é uscito fuori una mattina, in poche ore. Mentre la band improvvisava su quel giro io scrivevo melodia e testo. Alla fine della giornata riascoltando la registrazione per qualche motivo ho avuto la visione del palco dell’Ariston. Ho esclamato “Raga, ma che ne pensate di portare sto pezzo a Sanremo!”. 

Alla luce di tutto ciò posso solo dire che credo moltissimo nella legge d’attrazione.

“Regina” è anche il singolo che porterai in gara tra le “Nuove proposte” della 71° edizione del Festival di Sanremo. Cosa ti aspetti da questa esperienza?

Voglio vivermela a pieno ed essere del tutto presente. Spero di cuore che la mia musica possa arrivare a più orecchie e che possa essere un’occasione per crescere ancora di più.

Cos’hai in programma per il futuro?

Spero si possa tornare a suonare dal vivo al più presto. Mi manca da impazzire.
In programma c’è il mio nuovo album, ma anche tanta altra musica e progetti. Non voglio spoilerare nulla, vi assicuro soltanto che se vi piace questa musica, non rimarrete delusi.

C’è qualcosa che vorresti dire ai nostri lettori?

Grazie per aver letto quest’intervista. Comprate i dischi (al di là dei miei) che è importante!

Davide Shorty for Siloud

Instagram: @davideshorty 
Facebook: @davideshorty
YouTube: Davide Shorty

Credits: Alice Cherubini, Valentina Aiuto
Ph: Ambra Parola 
Styling: Aurora Zaltieri

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