InTheMusic: Damaro, interview

Il suo nome d’arte è nato dal miscuglio di due parole: dolce e amaro, da qui Damaro. Al battesimo Stefano Mologni, cantautore 28enne di Bergamo, con tante esperienze nel mondo della musica. Ascoltando i suoi singoli, emergono subito all’orecchio dell’ascoltatore i diversi generi proposti. Oggi ve lo presentiamo.

Nome: Stefano
Cognome: Mologni
In arte: Damaro
Età: 28
Città: Bergamo
Nazionalità: Italiana
Brani pubblicati: Scirocco, Countryside
Periodo di attività: 2010
Genere musicale: Pop - R&B
Piattaforme: Spotify, Apple Music, Amazon Music, Deezer 

Chi è Damaro nella quotidianità? 

Sono Stefano, in arte Damaro (l’accento è sulla seconda A), ho 28 anni e vengo da un piccolo paesino della provincia di Bergamo. Lavoro in un’agenzia di viaggio, ma una volta chiusa la porta dell’ufficio, mi immergo nella mia musica, fonte di energia ed ispirazione per tutte ciò che mi circonda. 

Cantante, compositore e musicista. Come ti sei legato alla musica? 

Sembra scontato dirlo, ma il mio primo incontro con la musica è avvenuto quando ero piccolissimo, neanche avevo 2 anni che già facevo dei piccoli show casalinghi dove cantavo le canzoni che sentivo in radio o in TV, visto che in casa si è sempre ascoltato tanta musica. Poi a 8 anni ho visto una mia cugina più grande esibirsi ad un saggio di pianoforte, e lì è scattata la scintilla che mi ha fatto capire che era quello che desideravo di più: suonare e cantare. 

Come nasce il tuo nome d’arte? 

Il mio nome d’arte è nato dal miscuglio di due parole: dolce e amaro (un po’ come succede a Reese nell’episodio della serie “Malcolm” in cui inventa il colore “Blallo”). In particolare, circa 6 anni fa ero in una gelateria (per me il gelato è una droga) e mi fanno provare il gusto “liquirizia aromatizzata al limone”: una volta assaggiato, al momento non sapevo dire se il gusto era più dolce o più amaro, sta di fatto che ne diventai matto. Questa contrapposizione di parole fece nascere in me la voglia di portare questo gusto anche nella mia vita, fatta spesso e volentieri di momenti dolci ma anche amari, e il risultato che ne è venuto fuori è stato: Damaro. 

Quali sono gli artisti da cui ti lasci influenzare?  

Sono tantissimi, difficile elencarli tutti, posso dirvi quali hanno più lasciato il segno nella mia esperienza musicale: parto da Giorgia, che è stata la prima cantante che ho ascoltato (infatti i miei show d’infanzia avevano in repertorio solo canzoni sue), poi sicuramente Alicia Keys, per il suo talento immenso nell’accompagnarsi al pianoforte e anche per avermi fatto scoprire il genere Soul/R&B, poi John Legend, Mahmood, Ghemon, Jazmine Sullivan… 

Hai vissuto molte esperienze con professionisti nell’ambito musicale, ce n’è qualcuna che ti ha segnato particolarmente? 

L’esperienza che non dimenticherò mai è stata la partecipazione come corista di MIKA presso la trasmissione Che Tempo Che Fa”: quello è stato uno dei rari momenti in cui ho pensato: “mi trovo nel posto giusto al momento giusto”. Essere a fianco di un artista così importante e così speciale, che mi ha trasmesso davvero una passione incredibile per la musica, mi ha fatto capire che questa davvero è la mia strada. 

Ascoltando i tuoi singoli, emergono subito all’orecchio dell’ascoltatore i diversi generi proposti. Sei ancora alla ricerca di un sound che ti rispecchia oppure prediligi non essere confinato?

Credo che un artista non debba mai confinarsi in un solo genere musicale: c’è così tanto da apprendere dai diversi stili che sarebbe riduttivo considerarne soltanto uno per tutta la propria carriera. Nonostante la musica mainstream di oggi prediliga etichettare tutti, la ricerca di un mio particolare sound voglio che rispecchi ogni momento della mia vita nel miglior modo possibile senza per forza dover sempre rispettare stilemi che rimangano sempre invariati. 

L’intro della versione acustica di Scirocco, con sonorità orientali ci ha incuriosito parecchio. Una versione non scontata, come è nata l’idea di farla in questo modo e perchè proprio Scirocco? 

Sono sempre stato amante della musica “grezza”, semplice e realizzata con pochi strumenti, tant’è che di ogni mio brano ho pubblicato la versione acustica, proprio per dimostrare che ogni traccia può essere interpretata in altri modi. “Scirocco” sicuramente si prestava di più alle sonorità orientali, proprio perché è nata ispirandosi a quel mondo che tanto mi affascina e che spero un giorno di poter visitare per poter scoprire ogni bellezza. 

Quali obbiettivi vuoi raggiungere con la musica? 

Vi sembrerà ovvio, ma credo che non potrei dare risposta migliore a questa domanda se non quella di potersi far ascoltare dal maggior numero di persone possibili: con la mia musica voglio far sognare, trasmettere innumerevoli emozioni diverse, condividere pensieri ed esperienze di vita in cui ci si possa ritrovare. 

Cos’hai in programma per il futuro? 

Al momento sono al lavoro sui miei prossimi singoli, di cui posso svelarvi che si ispireranno allo stile R&B che tanto mi appassiona in questo periodo. 

C’è qualcosa che vorresti dire ai nostri lettori? 

Ciao ragazzi/e lettori/trici di Siloud (che ringrazio apertamente per questa intervista) ! Spero di avervi fatto conoscere qualcosa di più su di me e vi aspetto sui miei canali social/musicali per condividere con voi la mia musica.
Ascoltatene sempre tanta, perché come diceva Mozart: “La musica aiuta a non sentire dentro il silenzio che c’è fuori.” 

Damaro for Siloud 

Instagram: @damaro_music
Facebook: @officialdamaro 
YouTube: Damaro

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