InTheMusic: Chiara Raggi, interview

Chiara Raggi è una chitarrista, cantautrice, musicista. Nata e cresciuta e Rimini, ha vissuto dieci anni a Torino e poi si è trasferita a New York per registrare il suo secondo album e fare un’esperienza di musica e di vita, per poi tornare alle sue radici. Ora vive in una casa davanti al mare e dalla sua città cominciano tutti i viaggi e lì sono i suoi ritorni.
È da poco online “La Natura e la Pazienza”, che descrive come l’album della rinascita.

Nome: Chiara
Cognome: Raggi
In arte: Chiara Raggi
Età: 38
Città: Rimini
Nazionalità: Italiana
Brani pubblicati: Lacrimometro (2017)
Album pubblicati: Molo 22 (2009), Disordine (2015), Blua Horizonto (2019), La Natura e la Pazienza (2020)
Periodo di attività: dal 2001
Genere musicale: Pop, Jazz
Piattaforme: YouTube, Spotify, Apple Music, Deezer, Amazon Music, ecc.
Foto di Tamara Casula

Chi è Chiara Raggi?

Sono una chitarrista, cantautrice, musicista. Sono nata e cresciuta e Rimini, ho vissuto dieci anni a Torino e poi mi sono trasferita a New York per registrare il mio secondo album e fare un’esperienza di musica e di vita, per poi tornare alle mie radici. Ora vivo in una casa davanti al mare e dalla mia città cominciano tutti i viaggi e lì sono i miei ritorni.

Perché hai scelto di mantenere il tuo nome come nome d’arte?

Perché sono stata fortunata. È un nome (e un cognome) che mi piace, mi sento a mio agio nei miei panni.

Com’è nata la tua passione per la musica e come l’hai coltivata nel tempo?

È nata da bambina, avevo sette anni e mia madre mi iscrisse ad un corso di propedeutica musicale. Suonavo legnetti, maracas, triangolo, metallofono, ecc. ed ero felice. Poi ho cominciato a studiare chitarra classica in Conservatorio, mi sono diplomata e ho perfezionato gli studi in Regia Musicale e Arte Scenica al Conservatorio di Torino. In adolescenza ho cominciato a scrivere canzoni e non mi sono più fermata.

Quali sono i generi che più influenzano il tuo modo di fare musica?

La musica classica è stata il mio primo ascolto, soprattutto il repertorio chitarristico che era quello che ‘frequentavo’ quotidianamente per ore. Poi ho cominciato ad ascoltare la canzone d’autore italiana: al mio maestro di Conservatorio, insieme agli studi di Sor e Villa Lobos portavo canzoni di Guccini, Tenco, Fossati. Chiedevo di insegnarmi gli accordi e l’accompagnamento per poter cantare e suonare le canzoni che mi piacevano. Nel tempo ho sempre ascoltato e seguito cantautrici che hanno fatto la storia della canzone nel mondo e hanno aperto strade che oggi anche noi possiamo percorrere come Joni Mitchell. Ho auto il periodo Susan Vega passando per Diana Krall, Joan Baez fino ad arrivare alle cantautrici di “nuova generazione”: Esperanza Spalding, Becca Stevens, Gretchen Parlato, Rebecca Martin. Musiciste cantautrici.

Hai già fatto molta strada in questo settore, per cui immaginiamo che tu stia ormai perfezionando la tua identità artistica. In cosa si caratterizza il tuo modo di fare musica e cosa pensi che ti distingua dagli altri?

Quello che non è mai cambiato in tutti questi anni di musica è stata la ricerca della ‘naturalità’ del suono. Non amo i suoni sintetici, per lo meno nella mia musica, se non funzionali ad un messaggio comunicativo. Gli ultimi due album li ho registrati in presa diretta, come accade nel jazz e molto poco nel pop, per provare a “fermare” la magia dell’interplay tra i musicisti. L’improvvisazione è la prima cellula della composizione e non voglio negarmi la possibilità di goderne. Non voglio essere io a dire se e cosa mi contraddistingue, posso dire quello che mi interessa nel fare musica: rispettare chi la fa e la natura della composizione.

È da poco online “La Natura e la Pazienza”: come nasce?

È l’album della rinascita. Una ripartenza artistica e personale dopo un momento di crisi nel quale mi sono chiesta in maniera seria se avessi la forza di continuare sulla strada intrapresa da ragazza. Questo album è stata la risposta, scritto sull’onda di un flusso creativo, ha in sé elementi che fanno parte della mia scrittura da sempre e forse nuovi tasselli che corrispondono a nuove consapevolezze, alle esperienze maturate in questi anni. È un album in cui ho preso una posizione precisa: l’ho scritto, arrangiato e prodotto. È stato desiderato e atteso.

L’album è composto da nove canzoni che parlano di affetti, condivisione ed equilibri da mantenere e infrangere allo stesso tempo. Qual è il filo conduttore tra i vari brani e cosa cerchi di raccontare tramite essi?

È una presa di coscienza. La natura siamo noi, i nostri punti di forza e le nostre fragilità. Più impariamo ad ascoltarci, a conoscerci e più abbiamo la possibilità di volerci bene e di saperci relazionare con l’altro. Arbitro tra le nostre nature è la pazienza che trasforma le debolezze in accettazione di sé o in peculiarità.

Mi piace indagare la natura umana, la mia prima di tutto e ci sono dei meccanismi o degli approcci che possono essere comuni. Spero che qualcuno possa riconoscersi in qualche passo, in una immagine, nel ricordo di un profumo.

“La Natura e la Pazienza” è il tuo quarto album e mostra chiaramente il percorso che hai fatto fino ad oggi. In che modo questo progetto si relaziona con le produzioni precedenti?

Questo ultimo lavoro è quello che tira le somme dopo vent’anni di musica, probabilmente. In comune con i lavori passati c’è l’approccio compositivo e un modus operandi simile: ogni album ha una lunga gestazione, la pre-produzione è sempre la parte più impegnativa, quella che dura di più e che pone le basi di quello che avverrà una volta in studio.

Sono felice di essere riuscita a condensare i miei amori: la musica classica con la presenza dell’Orchestra da Camera di Rimini, le canzoni e l’improvvisazione jazzistica.

Quali progetti hai per il futuro?

Due sono quelli a medio termine. Il primo è portare dal vivo questa nuova creatura insieme ai musicisti che lavorano con me da anni e hanno lavorato con passione alla costruzione dell’album. L’altro, dedicarmi, anima e corpo, a Musica di Seta, la realtà dedicata alla musica d’autrice che ho fondato in questo anno surreale e difficile, lavorando a nuove produzioni, consolidando il magazine online ed una serie di eventi live che stiamo progettando e speriamo di poter portare alla luce quanto prima.

C’è qualcosa che vorresti dire ai nostri lettori?

Ringrazio tutti coloro che mi hanno letta fin qui. Se ascolterete la mia musica e troverete qualcosa di buono per voi, sarò felice di farvi un po’ di compagnia nelle vostre giornate.

Chiara Raggi for Siloud

Instagram: @chiara_raggi
Facebook: @chiararaggiofficial
YouTube: Chiara Raggi

Credits: Chiara Giorgi

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