InTheMusic: Neverbh, interview

Neverbh è la parte fragile di Stefano Bochicchio che si è data forza. Studente universitario pieno di interessi, gli piace camminare in montagna ma pure andare alle feste. La musica è una dimensione che affianca tutto ciò: è la sua valvola di sfogo. Quando accade qualcosa che non sa spiegare, che gli fa provare qualcosa di grande, scrive una canzone. Non saprebbe proprio come esprimersi altrimenti.
Ehi Dimmi” è il suo ultimo brano rilasciato, un connubio tra ricordi e nostalgia.

Nome: Stefano
Cognome: Bochicchio
In arte: Neverbh
Età: 25
Città: Verona
Nazionalità: Italiana
Brani pubblicati: Gennaio, Dietro le tende, moon, vai o resti, Ehi dimmi
Album pubblicati: Perdimi piano
Periodo di attività: dal 2019
Genere musicale: Indie, Alternative pop
Piattaforme: Spotify, YouTube, Amazon Music, Tidal, iTunes, Deezer

Ciao Stefano, siamo contenti di scambiare due parole con te. Ti abbiamo scoperto quasi per caso e siamo rimasti affascinati dalla wave che circonda la tua musica. Ci viene subito da chiederti: chi è realmente Neverbh?

Neverbh è la parte fragile di Stefano che si è data forza. Sono uno studente universitario pieno di interessi in realtà, mi piace camminare in montagna ma pure andare alle feste. La musica è una dimensione che affianca tutto ciò: è la mia valvola di sfogo. Quando accade qualcosa che non so spiegare, che mi fa provare qualcosa di grande, scrivo una canzone. Non saprei proprio come esprimermi altrimenti.

Come ti sei appassionato alla musica?

Potrei divulgarmi a lungo qui, provo a riassumere il tutto. Alle elementari mi sono avvicinato alla musica più che altro pop punk (Blink, Sum 41… quelle band lì insomma) comprando un disco dei Simple Plan. Quel genere mi ha accompagnato poi per molti anni. Alle medie ho fatto due anni di chitarra, solfeggio e lettura degli spartiti, ma tutta quella teoria mi annoiò e mi portò a mollare. Mi demoralizzò in un certo senso, ero piccolo e volevo divertirmi, non studiare. Per tutte le superiori mi sono aperto musicalmente ascoltando davvero di tutto, e dai 16/17 anni ho ripreso la chitarra da autodidatta. Le prime canzoni le scrivevo già a 14 anni in realtà, sapendo che “da grande” avrei iniziato a fare sul serio, sperimentavo, creavo, ma non pubblicavo. Ho continuato così (esclusivamente per me stesso e con l’idea che fosse un semplice hobby) per molto tempo. A un certo punto mi sono reso conto che tornavo sempre lì quando stavo male. Fare canzoni era diventata una necessità. Quando maturò questa consapevolezza, due anni fa, buttai fuori i miei primi singoli.

Dalle produzioni fino ad arrivare ai testi, emerge una forte emotività. Oltre ad avere una visione puramente artistica, la musica sembra essere un’esigenza per te, una porta che necessita di essere aperta. Che ruolo ricopre questa nella tua vita?

Non solo una porta che deve essere aperta, ma anche una porta che deve restare chiusa quando nessuno la usa. Mi spiego: la musica è anche il mio rifugio dal mondo esterno, perché cerco di creare un ambiente dove poter essere me stesso al 100%, nelle mie (in)sicurezze, nei miei sbalzi d’umore, ecc.. Per questo il mio sound cerca di essere autentico e genuino, per rispecchiare me stesso. Sono sempre stato piuttosto sensibile, quindi è normale per me ricercare un luogo che mi offra una sorta di tutela dal mondo esterno. Ecco, la musica per me è anche questo: mostrare chi sono, ma mostrare che lì io sono anche protetto. Poi ognuno può ritrovarsi nelle canzoni in modo soggettivo e come meglio crede, ovviamente, ed è proprio questo il bello.

Perché Neverbh come nome d’arte?

Da una canzone dei Real Friends, band che ascoltavo alle superiori. “I’ve never been home”: mi piaceva perché era molto musicale, così aprii un blog su Instagram dove scrivevo, utilizzando “neverbeenhome”. Poi quando iniziai a fare musica decisi di accorciarlo in “Neverbh”.

Come definiresti la tua musica?

Non la definirei, direi di ascoltare e basta, anche perché non saprei nemmeno io di preciso. Sicuramente ho moltissime influenze: pop, indie, lo-fi, alternativa, acustica, tante cose. Google dice che sono Alternative. Questi algoritmi ormai fanno paura, quanto sono accurati?

Ci sono artisti da cui hai tratto ispirazione per creare il tuo sound?

A questa domanda non so mai come rispondere, perché non mi sono mai ispirato a nessuno ‘direttamente’, ma di sicuro l’ho fatto in maniera indiretta con tantissimi artisti. Direi che più che ad artisti, mi ispiro a interi generi. Prendo un po’ le atmosfere lo-fi e alternative e cerco di metterle in una musicalità pop. Ultimamente comunque ascolto tantissimo Jeremy Zucker che sicuramente ha influenzato in qualche modo gli ultimi brani.

Lo scenario dietro ai tuoi brani non è strettamente confinato al mercato musicale italiano: utilizzi sonorità con batterie li-fi e ritornelli pop, mentre la tua scrittura è tutta urban… un insieme di aspetti molto internazionali. Come nasce un brano di Neverbh?

Solitamente inizio o dalla chitarra o da una melodia di piano. A volte con la chitarra nasce la melodia principale e poi attorno ci costruisco la canzone aggiungendo vari strumenti. Idem se parto con un pianoforte. Ad un certo punto mi lascio trasportare, la canzone nasce un po’ da sé. Il testo lo scrivo spesso alla fine, una volta che la base è finita, in base alle sensazioni che mi evoca, però non c’è una regola fissa.

“Ehi Dimmi” è l’ultimo brano rilasciato, un connubio tra ricordi e nostalgia. Ce ne parli meglio?

 “Ehi, dimmi” è stato un bel salto nel vuoto, perché è un pezzo più coraggioso degli altri secondo me. Ci sono praticamente solo chitarra e voce, è un pezzo parecchio intimo e mi sono aperto parecchio. Però sta andando bene, è stato capito e quindi sono felice. La canzone è un po’ triste ma cerca anche speranza. È dedicata a una persona molto distante da me (in tutti i sensi), che forse non rivedrò più, però la vita è fatta così e dobbiamo apprezzare quello che ci è stato dato.

Progetti per il futuro?

C’è in programma un progetto completo per questa primavera, non vedo l’ora di concluderlo e portarlo in giro con qualche live (speriamo presto).

C’è qualcosa che vorresti dire ai nostri lettori?

Cercate di far coincidere la vostra motivazione col vostro sogno e sarete inarrestabili (giuro non l’ho copiata).

Neverbh for Siloud

Instagram: @neverbh_
Facebook: @neverbh

Intervista di Mario Castaldo
Credits: Cesare Sinigaglia, Astarte Agency

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