InTheMusic: Reynolds, interview

Reynolds, la band del palloncino nero, nasce nell’ inverno milanese del 2017, dal casuale incontro di vecchie conoscenze al bancone di un bar. “Reynolds” é un appellativo legato al mistero che avvolge la scomparsa del celebre Edgar Allan Poe. Fuori dal 18 dicembre 2020 i singoli di debutto dei Reynolds dal titolo “Veleno” e Vivi per Finta, due singoli fuori lo stesso giorno contenuti in un EP con un lato A e un lato B, come ai vecchi tempi.

Band: Reynolds
Componenti: Lorenzo, Simo, Liuk, Sergio, Mattia
Età: 30
Città: Milano
Nazionalità: Italiana                                     
Brani pubblicati: Veleno, VxF
Periodo di attività: dal 2017
Genere musicale: Rock      
Piattaforme: Bandcamp, Spotify, Instagram, Facebook

Chi sono i componenti dei Reynolds?

Siamo cinque tizi sulla trentina che si sopportano a malapena, mandandosi foto oscene sul gruppo di Whatsapp nell’ora di pranzo. Ma abbiamo anche dei difetti. 🙂

Quando e perché nasce la band del palloncino nero?

La band nasce per caso, nel 2017, dall’incontro fortuito di vecchie amicizie attorno al bancone di un bar. Ci si conosceva tutti perché negli anni alcuni di noi avevano già condiviso altri progetti a fasi alterne, era quasi scritto che ad un certo punto riuscissimo ad essere tutti e cinque assieme.

Perché avete scelto di chiamarvi “Reynolds”?

Reynolds è il personaggio invocato da un delirante Edgar Allan Poe sul letto di morte, ma non si è mai capito di chi parlasse; leggende narrano che fosse il suo ultimo personaggio che è uscito dai suoi racconti per trascinarlo proprio nelle storie angoscianti dei suoi libri. Siamo tutti appassionati di horror/thriller: quando abbiamo scoperto questa storia, mentre cercavamo un nome per la band, è stato come se la risposta fosse sempre stata lì per noi. 

Qual è l’idea di base della band e il concept che cercate di rappresentare?

Il tema di Reynolds è la paura, tema su cui abbiamo concentrato la scrittura dei testi dell’album. La paura, e l’umano tentativo di vincerla.

Da due anni vi esibite nei locali milanese con spettacoli pieni di teatralità ed effetti speciali. Cosa potete raccontarci sui vostri live? Vi mancano?

Ci sentiamo una band molto più rock & roll come approccio: il contatto con il pubblico, il sudore e l’energia sono parte integrante dei nostri spettacoli. Ci mancano molto, e onestamente non nutriamo grandi speranze per il futuro prossimo; la consolazione è che “viaggiando leggeri”, noi e tutti i piccoli saremo i più veloci a poter risalire sui palchi probabilmente.

Non uno, ma ben due singoli usciti lo stesso giorno, il 18 dicembre, e contenuti nel vostro EP d’esordio. Quali sono i due pezzi e come sono nati?

I pezzi sono “Veleno” e “VxF”. Sono nati assieme a tutti gli altri che andranno a costituire il nostro album d’esordio, con un approccio letteralmente da garage band: in un box milanese, abbiamo unito idee jammando e costruendo i pezzi.

Qual è la connessione tra i due brani e perché scegliere di pubblicarli insieme?

“Veleno” l’abbiamo sempre definita come “spleen alcolico di fine serata”, “VxF” rappresenta abbastanza bene le vite di tutti noi nell’anno appena vissuto: il filo comune era l’alienamento dalla realtà, che rasenta a tratti la follia.

Come dicevamo, i pezzi fanno parte di un EP, di quelli vecchio stampo con un lato A e un lato B. Diteci di più su questo progetto!

I pezzi sono pronti da tempo, cercavamo un modo per pubblicarli ma non sembrava mai il momento giusto. L’idea di pubblicare singoli per racchiuderli solo alla fine in un album ci è sempre piaciuta, dà più importanza ai brani; le reazioni attente di chi ci ascolta pare abbiano premiato questo approccio.

Cosa avete in programma per il futuro?

Stiamo programmando le nuove uscite, sempre come singoli A/B, e il relativo materiale multimediale per il loro lancio. 

C’è qualcosa che vorreste dire ai nostri lettori?

Il palloncino nero siamo noi, il palloncino nero siete voi: Vi aspettiamo nell’oscurità.

Reynolds for Siloud

Instagram: @reynoldsband
Facebook: @reynoldsofficialband
Bandcamp: @reynoldsofficial

Credits: Morgana Grancia, Conza Press

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