InTheMusic: WARCO, interview

Warco, all’anagrafe Marco Bilardello, da sempre vive di musica ma dal 2020 ha deciso di mettersi in gioco. Diversi i generi musicali da cui si lascia influenzare e diverse le sonorità nel sound che è riuscito a creare. Oggi è tornato con il singolo “Solo” tracciando i primi passi di un percorso che durerà a lungo.

Nome: Marco
Cognome: Bilardello
In arte: WARCO
Età: 28
Città: Marsala (TP)
Nazionalità: Italiana
Brani pubblicati:”Solo”
Periodo di attività: dal 2020
Genere musicale: Indie pop, LoFi Rock, Cantautorato
Piattaforme: Spotify

Chi è Warco nella vita di tutti i giorni?

Nella vita di tutti i giorni sono Marco, ho ventotto anni, vivo a Marsala ma sono nato a Roma, sono un musicista e un insegnante di chitarra, ho completato gli studi classici in chitarra al conservatorio di Trapani nel 2017 e per anni mi sono occupato unicamente di questo ambito, tra concerti, concorsi e altro.

Com’è avvenuto il passaggio da Marco a Warco?

Non è stato molto complicato, è bastata una “M” al contrario, in realtà lo ha scelto per me un amico, che noi chiamano simpaticamente “Pretore”. È stato parecchio tempo fa; dai quindici ai vent’anni scrivevo tantissimo, producevo i miei pezzi in formazione “one man band”, smanettavo con le drum machine, i sequencer, i sintetizzatori, senza capirne realmente nulla! Ogni settimana poi facevo ascoltare i “frutti” di quelle interminabili sessioni ad amici e da lì la necessità di trovarmi un nome che mi identificasse in questa veste! Mi piacevano un sacco i Black Keys, gli Arctic Monkeys, Beck, Bon Iver, gli Animal collective, cercavo di fare miei quei suoni, quelle atmosfere (senza troppo successo in realtà). Un passaggio netto comunque da “Marco” a “Warco” non c’è mai stato, sono semplicemente due aspetti della mia personalità musicale, che convivono da tempo ormai!

Hai cominciato ad avvicinarti alla musica da bambino, cosa che poi non ti ha mai più abbandonato. Come si è evoluto il tuo rapporto con essa negli anni? 

Sicuramente quando acquisisci consapevolezza di quelli che sono i tuoi mezzi e di quello che è il comportamento della musica stessa riesci a muoverti meglio, ragioni di più ma superi facilmente gli ostacoli. Chiaramente gli studi classici hanno influito parecchio, non tanto dal punto di vista puramente compositivo, quanto più sul mio modo di lavorare, cercando di non lasciare mai niente al caso. In generale il mio rapporto con la musica è sempre stato sereno, in qualsiasi contesto.

Quali sono i generi che più ti influenzano e quali sono gli artisti a cui ti ispiri?

Sono la tipica persona che attraversa svariate “fasi” e che per settimane, se non per mesi, si fissa facilmente con qualcosa! Come detto prima, nel periodo del liceo ascoltavo moltissimo rock alternativo, leggevo “RollingStone” in autobus e ogni articolo mi portava ad “immaginare” quella musica! Non avevo linea internet a casa e le reti WiFi erano ancora inesistenti, ogni volta rompevo le scatole ai miei amici per piazzarmi davanti YouTube e MySpace per poter ascoltare ciò di cui leggevo, per non parlare delle notti insonni passate davanti MTV per aspettare la rotazione di BrandNew con tutte le novità del panorama indie e alternative. Per il resto, ascolto svariate novità del panorama indie, italiano ed internazionale, mi piace parecchio la nuova ondata Neo Soul anglofona, tra Jorja Smith, Rex Orange County, Benny Sings, il LoFi di Mac DeMarco, Men I Trust, Boy Pablo, Puma Blue e ovviamente la nuova scuola di cantautorato italiano dei vari Calcutta, Giorgio Poi, Galeffi, senza dimenticare il periodo d’oro della nostra musica, tra anni ’70 e ’80.

Per molto tempo ti sei dedicato principalmente alla musica classica, ma negli ultimi anni hai voluto variare di stile e creare un sound dalle atmosfere allo stesso tempo retrò e moderne. Come sei riuscito ad ottenere il risultato che oggi ti caratterizza?

Non mi sono mai distaccato dal contesto classico in realtà, questo ci tengo a precisarlo, l’indie pop e il classico sono due binari paralleli, coesistenti. Per il resto credo che la musica tutta sia un eterno ciclo in cui tutto torna “nuovo” se lo si riesce ad attualizzare. Non a caso siamo tornati di moda i suoni synth pop anni ’80, le registrazioni analogiche, i nastri, i vinili… anche questa è una fase, per me è stato un semplice “cogliere la palla al balzo” e trovare una chiave di lettura. Tutto il lavoro è un tributo al cantautorato italiano storico, quando l’equilibrio tra testi, melodie, armonie e arrangiamenti era a di poco perfetto. L’italiano in questo senso non aiuta, essendo una lingua difficile e per nulla essenziale, ma ho fatto del mio meglio!

Volendo andare più a fondo nelle tue produzioni, quali sono i tratti che definiscono la tua musica e in cosa pensi di differenziarti dagli altri artisti italiani?

Credo che ogni artista si differenzi dall’altro se le motivazioni e le intenzioni musicali sono valide e giustificate. Un bravo musicista, cantante, autore compositore deve sempre prendersi le sue responsabilità. Nello specifico, la mia musica da molto spazio alla melodia, che cerco sempre di far risultare efficace, nella globalità della canzone, sacrificando a volte alcune cose, mai però a discapito dell’equilibrio della canzone stessa. Per il resto, non nascondo la mia inclinazione sonora a diversi trend del momento, non mi vergogno affatto di risultare “modaiolo”, magari il prossimo step potrebbe essere una virata verso qualcosa di radicalmente diverso, chissà…

Quali sono le tue produzioni più recenti? 

Solo” è il primo singolo di una serie di brani che ho inciso tra giugno e novembre del 2020, accompagnato da un videoclip disponibile su YouTube, con dei buoni riscontri di pubblico. Per il 2021 usciranno altri singoli, per il resto non saprei… 

In che relazione questi si pongono con i progetti rilasciati prima e in che modo pensi che anticipino quello che sarà di Warco nei prossimi anni? 

Essendo questo il mio primo progetto in fase di pubblicazione, penso sia più semplice pensare che negli anni ritegno di aver raggiunto la maturità per poterlo fare, il futuro come detto indirettamente prima è imprevedibile!

Quali progetti hai per il futuro? 

Si naviga a vista, c’è il desiderio di suonare dal vivo, completare un album e trovare qualche anima pia che lo possa distribuire (magari in vinile!)

C’è qualcosa che vorresti dire ai nostri lettori?

Semplicemente ringraziarli per avermi dedicato qualche minuto con la lettura di questa intervista e vorrei semplicemente invitarli ad ascoltare la mia musica!

WARCO for Siloud

Instagram: @warcuzzo
Facebook: @warcuzzo
YouTube: WARCO

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