InTheMusic: Crepaldi, interview

Cambiati già tre nomi d’arte, Marco Crepaldi ha deciso infine di essere conosciuto come Crepaldi per far trasparire un lato maggiormente intimista. La musica accompagna la sua vita a tempo pieno anche se occasionalmente si ritrova a lavorare nel settore del marketing automobilistico.
Con ”Oceano”, il suo ultimo brano, vuole far trasparire lo spaccato più incerto e inquieto della sua generazione.

Nome: Marco
Cognome: Crepaldi
In arte: Crepaldi
Età: 33
Città: Roma
Nazionalità: Italiana
Brani pubblicati: Amore in abbondanza, Il Paradiso delle viole, Un graffio e una carezza, Sangue amaro, Due stelle in tasca, Oceano
Periodo di attività: dal 2011
Genere musicale: Pop, Cantautorato
Piattaforme: Spotify, Deezer, Apple Music, You Tube, Tim Music

Chi è Marco Crepaldi nella vita di tutti i giorni?

Sono nato nel centro di Roma 33 anni fa, in adolescenza mi sono trasferito nel litorale nord della capitale (zona Santa Severa) dove ho iniziato a studiare musica. Oggi mi divido tra Roma e l’Umbria dove vive parte della famiglia. La musica accompagna tuttora la mia vita a tempo pieno anche se occasionalmente mi ritrovo a lavorare nel settore del marketing automobilistico. Per me è fondamentale viaggiare periodicamente tra i luoghi familiari, non ce la faccio a rimanere fermo in un posto per più di una settimana. Per me questi sono davvero tempi duri. 

Perché hai scelto di mantenere il tuo nome come nome d’arte?

Ne ho cambiati tre in passato, credo che l’infedeltà sia una delle cose più affascinanti dell’arte. A 30 anni ho sentito il bisogno di tornare all’origine, forse per far trasparire un lato maggiormente intimista.

Quando ti sei avvicinato alla musica?

Molto presto, avevo nove anni quando ho iniziato a suonare la chitarra. Quasi subito mi sono avvicinato al blues, ho studiato in accademia e approfondito vari generi chitarristici. A un certo punto ero davanti a un bivio: trasferirmi in America o rimanere in Italia. Ho scelto senza rimpianto la seconda: ho capito quanto fosse importante per me scrivere in italiano e oltreoceano forse avrei trovato maggiori difficoltà nel farlo.

Quali sono i generi che più ti influenzano?

Ovviamente il blues e il cantautorato anni settanta. Sono cresciuto ascoltando Clapton, Hendrix, Dire Straits, Stevie Ray Vaughan, Pino Daniele, Springsteen e contemporaneamente il pop e i cantautori italiani. Non mi stancherei mai di ascoltare Lucio Dalla, mi ispiro molto a Ivano Fossati, Fabrizio De Andrè e sono fan di Cremonini.

Vorremmo che scavassi a fondo nel tuo progetto musicale e che ci spiegassi, più nel dettaglio, come si è sviluppato il tuo lato artistico fino ad oggi. Cosa è cambiato dai tuoi inizi ad oggi?

Negli anni ho imparato a dare molta più importanza al valore della parola e ai testi. Nei primi lavori curavo molto di più il lato musicale e tecnico come se dovevo dimostrare all’ascoltatore soltanto le mie doti tecniche (guai a non inserire assolo o parti di chitarra nei brani!).Ora ho imparato molto di più  a guardarmi dentro ed intorno, sono entrato più in  modalità “cantautore”, senza però tralasciare il gusto musicale.

In cosa si caratterizza la tua musica, in termini di tematiche trattate e di sonorità utilizzate?

Insieme al producer Marco Battistini trasformiamo provini biascicati (a volte in finto inglese) in “canzone”. Cerchiamo di trovare un giusto equilibrio tra il sound analogico ed acustico che maggiormente mi caratterizza e quello sintetico che sviluppiamo per la maggiore in post-produzione. Le tematiche trattano storie di vita vera, mi piace guardare il mondo dal profondo, dal basso, dalla parte di chi trasuda vita. Non amo però trattare il “sociale “in maniera esplicita o politica. Vi assicuro però che non mancherà occasione di mostrarmi più “leggero”.

“Oceano” è il titolo del tuo ultimo singolo, uno spaccato interiore che mette a nudo una storia d’amore che hai vissuto in prima persona. Come nasce e come è stato prodotto questo brano? 

Ho scritto il brano in una soffitta durante il lockdown anche se avevo l’idea del ritornello in testa già da un po’. Sono entrato in studio con un provino molto scarno, ho registrato gli strumenti acustici, poi in fase di post produzione abbiamo lavorato alla parte più elettronica. L’unione di questi due mondi è una caratteristica del mio lavoro. ”Oceano” è una storia personale, ma allo stesso tempo di tutti. Questo brano vuole far trasparire lo spaccato più incerto e inquieto della mia generazione.

In che modo questo progetto si relaziona con le tracce rilasciate in precedenza? 

C’è in realtà un leggero distacco: mi sento più sicuro e profondo nella scrittura e ho imparato a guardarmi dentro in maniera più matura. Ho curato molto più la produzione e il sound anche grazie ai miei collaboratori. Poi non vedo l’ora di suonare tutti i miei brani dal vivo appena sarà possibile.

Quali progetti hai per il futuro? 

Scrivere e suonare. Ho pronto un album di otto brani ma prima vorrei far uscire ancora qualche singolo.

C’è qualcosa che vorresti dire ai nostri lettori?

Teniamo duro ragazzi che non appena sarà possibile ci canteremo tutto in faccia. Io sono già pronto!

Marco Crepaldi for Siloud

Instagram: @crepaldi_official
FacebookMarco Crepaldi

Credits: Riccardo Zianna, Giorgia Groccia

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