InTheMusic: SAHARA, interview

SAHARA è un duo electro pop formatosi nel 2018 tra Torino e Casale Monferrato.
Nato da un’idea di Lucas Da Silva e Tommaso Durando, il progetto è l’incontro artistico di diverse influenze musicali, dove sonorità dreamlike e ritmiche sintetiche si fondono in un electro pop che cerca con freschezza di proporsi in un panorama italiano in divenire. Dal 5 febbraio è disponibile il loro ultimo brano 2020mq, che racconta il tema dell’amore vissuto durante il lockdown, tra le difficoltà causate dalla distanza

Band: SAHARA
Componenti: Lucas Da Silva, Tommaso Durando
Età: 30, 29
Città: Torino
Nazionalità: Brasiliana, Italiana                 
Brani pubblicati: 2020mq
Periodo di attività: dal 2018
Genere musicale: Indie Eettronica
Piattaforme: Spotify, Apple Music, Amazon Music, Tim Music, Youtube Music, Tidal
Processed with VSCO with fp8 preset

Chi sono i fondatori di SAHARA?

Lucas Da Silva, nato 30 anni fa a Porto Alegre (Brasile), ora vive a Casale Monferrato e lavora come commerciale di una ditta locale.

Tommaso Durando, nato 29 anni fa ad Asti, vive a Torino e lavora come ingegnere elettronico per un’azienda nel canavese. 

C’è un momento in particolare in cui avete deciso di diventare un duo?

Dal 2015 al 2018 abbiamo girato un po’ di palcoscenici del nord Italia sotto il nome di The Castillos, prima di intraprendere il nuovo percorso artistico.
il progetto SAHARA nasce a inizio 2018, dal bisogno di esprimere la nostra musica attraverso una forma nuova, che non era possibile nel precedente progetto musicale. Da qui deriva anche la scelta di essere in 2: abbiamo limato all’osso il personale, per costruirci intorno il nostro universo sonoro.

Come avete scelto lo pseudonimo “SAHARA”? Ha dei legami con il deserto del Sahara?

Il nome è stata un’idea di Lucas, che tracciando una linea immaginaria da Asti (città di nascita di Tommaso) fino a Porto Alegre (città di nascita di Lucas) ha visto che quasi nel mezzo si trovava il Sahara Occidentale. Da qui SAHARA.

Riuscireste ad etichettare la vostra musica?

Abbiamo sempre cercato, anche coi precedenti progetti, di iniziare il percorso mettendo nero su bianco quello che ci passava per la testa senza stare troppo a pensare a influenze. Poi ovviamente col tempo queste si sono delineate, e sono da ricercare nel recente periodo di artisti come The 1975, The Weeknd, e dalla nostra passione per l’indie rock britannico 2010 (Bloc Party, Foals).

Prima di diventare i SAHARA avete girato i palcoscenici del nord Italia sotto il nome di The Castillos. Cosa rappresenta per voi questa parentesi artistica?

È stata un’esperienza assolutamente formativa sotto tutti i punti di vista: abbiamo iniziato per la prima volta a capire come muoverci nel panorama musicale nostrano, e abbiamo affinato l’intesa che ora ci permette di scrivere le canzoni per SAHARA. Senza i The Castillos non ci sarebbero i SAHARA, insomma.

Siete tornati con 2020mq, un brano con un tema quanto mai attuale: l’amore a distanza. Com’è nato il brano?

Il brano in verità gira sui nostri computer dal 2018, e in questi anni ha cambiato più volte forma, struttura, testo e scelte stilistiche. Avevamo un ritornello forte, ma faticavamo a dare una forma al resto. Il periodo di quarantena a inizio 2020 ci ha aiutato a concluderlo.

Perché questa tematica vi ha toccato tanto da volerne fare un brano?

Gran parte del testo nasce proprio tra marzo e aprile 2020, in lockdown pieno. Queste nuove parti di testo si sono mescolate alla perfezione con il resto, e alla fine il risultato ci soddisfaceva (finalmente). Ovviamente le tematiche trattate sono le sensazioni dettate dalla vita limitata degli ultimi mesi, che è stata difficile per tutti, soprattutto per chi come noi ha una vita sociale molto attiva.

Anche voi avete sperimentato la distanza durante il lockdown. Com’è stato produrre un pezzo in questo periodo storico così particolare?

Per noi è stato relativamente semplice, siccome riusciamo a produrre la nostra musica abbastanza in autonomia: Lucas si occupa principalmente dei testi e Tommaso della base musicale, poi sistemiamo il tutto con qualche chiamata Skype. In questo la tecnologia aiuta, anche se non è come vedersi davvero in sala prove.

Cosa avete in programma per il futuro?

In futuro sicuramente ci saranno altri pezzi, che aspettano solo di vedere la luce. In questi anni abbiamo scritto tanto, e speriamo di ritagliarci il nostro spazio. Magari qualche collaborazione, un album, i live (non appena si potrà). Siamo fiduciosi.

C’è qualcosa che vorreste dire ai nostri lettori?

Li ringraziamo per la lettura e li invitiamo ad andare subito a sentire “2020mq” se ancora non l’hanno fatto. Magari metteteci anche un bel follow su Instagram e su Spotify.

Ci vediamo presto presto.

SAHARA for Siloud

Instagram: @musicadisahara
Facebook: @musicadisahara
TikTok: musicadisahara

Credits: Federico Cradu, PressaCom

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