InTheMusic: Marco Sanchioni, interview

Marco Sanchioni coltiva la sua passione per la musica fin da bambino, infatti il suo giocattolo preferito era il mangiadischi. Sul suo stile hanno influito gruppi come Nirvana, Dinosaur jr. “Pianeta meraviglioso” è il suo ultimo singolo, scritto circa quattro anni fa e rappresenta una delle tante riflessioni tramite suo modo di percepire gli altri ed il mondo.

Nome: Marco
Cognome: Sanchioni
In arte: Marco Sanchioni
Età: 52
Città: Fano (PU)
Nazionalità: Italiana
Brani pubblicati: Mite, L’idea di te, Canzone per me, Gli intellettuali non salveranno il mondo, Sopravvivere vivendo, Chiuso in casa, Pianeta meraviglioso
Album pubblicati: Mite, Dieci anni dopo, Dolcemente gridando sul mondo, La pace elettrica 
Periodo di attività: dal 1992
Genere musicale: Songwriter/rock
Piattaforme: YouTube, Spotify, Apple Music, Deezer, Amazon Music

Chi è Marco Sanchioni?

Sono un cantautore con la passione per la musica fin da bambino, sono di Fano, città a nord delle Marche dove sono nato ed ho 52 anni. 

Quando ti sei avvicinato alla musica e cosa ti ha da subito appassionato?

Canto fin da bambino, il mio giocattolo preferito era il mangiadischi, dove ascoltavo di tutto. Avendo una nonna che abitava in Francia ebbi modo di conoscere l’idolo d’oltralpe Claude Francois che probabilmente fu determinante per accendere la mia passione.

Quali sono i tuoi principali riferimenti musicali e a quali ti ispiri maggiormente?

Sono cresciuto ascoltando tanta musica, dai Beatles ai cantautori italiani, anche se i miei ascolti incentrati sul rock americano degli ’80 sono quelli che più hanno influito sul mio stile: le trame dei primi REM, ma anche un certo punk, noise e grunge con gruppi Husker du, Nirvana e Dinosaur jr.

Nella tua descrizione ti definisci come un musicista e un collezionista di vinili. Volendo invece definire la tua musica, quali pensi siano le caratteristiche che la contraddistinguono?

A me piace definirmi una sorta di “Guccini grunge”. Ci sono più brani dove ho unito le trame melodiche del cantautore pavanese con un sound notoriamente ben distante sotto tanti aspetti da quelle atmosfere.

La tua carriera nella musica è iniziata negli anni ’80 nella band A number two, anche se di recente hai intrapreso un percorso da solista. Dai tuoi inizi ad oggi, come si è evoluto il tuo percorso nella musica?

Beh, non così di recente. Il mio primo demo solista risale al 1992. La cosa che ho cercato di sviluppare in questi anni è un mio personale linguaggio espressivo, cercando di mescolare con le dovute misure tutto ciò che ho assorbito e fatto mio sotto il profilo musicale ed umano.

Perché ad un certo punto hai deciso di cominciare un percorso tutto tuo?

Esigenze e necessità differenti rispetto al resto del gruppo. L’urgenza di scrivere certe cose scegliendo pure la lingua italiana (parliamo del ’92 quando per più di una band dell’epoca non era una scelta scontata) recuperando il bagaglio cantautorale, la sentivo una cosa non condivisibile con gli altri, i quali hanno poi intrapreso percorsi artistici ben diversi dal mio.

“Pianeta meraviglioso” è il titolo del tuo ultimo progetto. Come nasce e come è stato prodotto? 

Ho scritto questo brano circa quattro anni fa. È una delle tante riflessioni che faccio tramite mio modo di percepire gli altri ed il mondo e che amo riportare nelle canzoni che scrivo. In questo caso andava di porre attenzione a quanto, lungo il cammino della vita, ci accorgiamo del senso di compromesso a cui spesso dobbiamo sottostare, ma senza mai abbandonare la speranza che la connessione con la vita, quella vera, sia sempre possibile.

In che relazione questo brano si pone con i tuoi brani precedenti? 

I miei brani hanno più o meno mantenuto uno stile rock, pur lasciando spazio spesso anche all’acustico. “Pianeta meraviglioso” sotto il profilo del sound non si allontana granché da ciò che ho fatto in precedenza; di certo è un brano che nell’arrangiamento ha trovato una sua coralità con un lavoro di gruppo fatto con i musicisti che hanno suonato nell’album “La pace elettrica” ed è una cosa che ha saputo dare un grande valore aggiunto al risultato finale. 

Quali sono i tuoi progetti per il futuro? 

Un nuovo album il prima possibile.

C’è qualcosa che vorresti dire ai nostri lettori?

In alto i cuori e lo spirito 

Marco Sanchioni for Siloud

Sito ufficiale: www.marcosanchioni.it
Instagram: @marcosanchioni
Facebook: @marcosanchioni1

Credits: Cassandra Enriquez, Red&Blue Music Relations

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