InTheMusic: Marchettini, interview

A 4 anni passava le ore facendo karaoke sul tavolino del salotto, a 8 rimaneva incantato dalle musicassette di suo padre e a 16 ha preso per la prima volta in mano una chitarra. Stefano Marchettini, in arte conosciuto come Marchettini, è un artista che si dedica alla musica dal 2018 e non ha mai smesso di sperimentare con il suo sound. Oggi si potrebbe definire un emergente nel mondo dell’UrbanPop, ma nonostante questo è arrivato tra i finalisti del Premio De Andrè. Dal 19 febbraio, disponibile il suo primo album “Odiarsi male”.

Nome: Stefano
Cognome: Marchettini
In arte: Marchettini
Età: 25
Città: Milano
Nazionalità: Italiana
Brani pubblicati: Luna, Milano Inferno
Periodo di attività: dal 2018
Genere musicale: UrbanPop
Piattaforme: Amazon Music, Spotify, Apple Music, YouTube, Tim Music 

Chi c’è dietro Marchettini?

Mi chiamo Stefano ho 25 anni e sono nato in provincia di Varese. Mi sono trasferito a Milano quando avevo 22 anni e nella vita quando non scrivo canzoni lavoro in negozio nel quale progetto Camerette.

Perché questo nome d’arte?

Semplicemente è il mio cognome e credo che non ci sia niente di più caratteristico.

Qual è il tuo primo ricordo legato alla musica e come si è evoluto poi il tuo rapporto con essa nel tempo? 

Quando avevo circa 4 anni passavo le ore facendo karaoke sul tavolino del salotto, quando ne avevo circa 8 rimanevo incantato dalle musicassette di mio padre e quando ne avevo circa 16 ho preso per la prima volta in mano una chitarra.

Quali sono i generi musicali che più ti influenzano?

Sono un malato di musica, ogni giovedì a mezzanotte mi ascolto tutte le nuove uscite per capire, studiare e rimanere sempre aggiornato. La mia ispirazione a livello musicale va a momenti, ci sono mesi in cui prendo ispirazione dai nostri Cantautori mentre altri mesi in cui mi ispiro ad artisti americani. Ultimamente la fonte di ispirazione più grande è un giovane artista americano, Jeremy Zucker.

L’idea musicale di Marchettini è nata molto tempo fa, ascoltando musica in macchina con tuo padre. Come si è sviluppato poi il concept di un progetto artistico vero e proprio?

Da quei viaggi in macchina è passato parecchio tempo e la mia consapevolezza nei confronti della musica è cambiata molto, se prima la ascoltavo e basta ora ho capito che la musica a me piaceva farla, scriverla e viverla. Negli ultimi anni ho cercato di costruire intorno a me una struttura, fatta soprattutto di amici, che mi aiutasse a raggiungere l’obiettivo ovvero quello di far ascoltare le mie canzoni a più gente possibile.

Quali sono i caratteri principali della tua musica e come sei riuscito a trovare una tua propria identità?

Credo che i caratteri principali della mia musica siano esattamente quelli che mi hanno aiutato a trovare la mia identità, semplicità e spontaneità. Quando scrivo un brano cerco sempre di non farmi incatenare da etichette di genere ma lascio libero sfogo alla mia creatività creando canzoni che piacciano soprattutto a me.

“Odiarsi male” è il titolo del tuo primo album, un progetto che può essere visto come una mappa geografica umana di sentimenti. Come nasce, come è stato prodotto e qual è il filo conduttore tra le varie tracce? 

 “Odiarsi male” è il titolo perfetto per l’insieme di questi brani, nati quasi tutti in quarantena, nei quali parto da immagini reali e ben precise per raccontare momenti di vita quotidiana. Le canzoni sono nate in maniera molto spontanea e sono state scritte, per la maggior parte, insieme a Simone Pavia. La produzione di tutto il disco è stata affidata ad Antonio Di Santo che ormai da anni lavora insieme a me.

In che modo questo progetto si relaziona con le tue produzioni passate e con il tuo passato in generale? 

Nei miei brani parto sempre da situazioni che mi sono realmente accadute quindi è inevitabile la relazione con il mio passato. A livello musicale questo progetto si distacca dalle produzione passate in quanto, i brani presenti nel disco, hanno preso una direzione ben precisa e uniforme quella dell’UrbanPop.

Quali progetti hai per il futuro? 

Non smetto mai di scrivere e sicuramente il progetto principale per il futuro è quello di continuare a farlo. Spero che si possa tornare il prima possibile ad esibirsi dal vivo perché la parte dei live è quella che mi rende più felice e appagato. 

C’è qualcosa che vorresti dire ai nostri lettori?

Ovviamente invito tutti i lettori ad andare ad ascoltare il mio primo disco “Odiarsi male” perché sono sicuro non se ne pentiranno. 

Marchettini for Siloud

Instagram: @marchettini_
Facebook: @sonomarchettini
YouTubeMarchettini (tema)

Credits: Gabriella Esposito, Foresta Promotion

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