InTheMusic: Le cose importanti, interview

Giada, Ylenia, Umberto e Matilde sono quattro ragazzi che, nonostante la distanza geografica, hanno deciso di intraprendere insieme la strada della musica. C’è una sorta di magnetismo che li ha portati ad avvicinarsi senza sapere effettivamente il perché. Le cose importanti è il nome che li rappresenta perché, secondo la loro opinione, tutti abbiamo delle cose importanti a cui teniamo molto e gli piace pensare di poter portare in giro le loro. L’ultimo singolo “Terra” parla della paura di essere sé stessi e di uscire allo scoperto.

Band: Le cose importanti
Componenti: Giada, Ylenia, Umberto, Matilde
Età: 27, 31, 33, 34
Città: Latina, Pavona, Firenze
Nazionalità: Italiana
Brani pubblicati: Torneremo a parlare di niente, Hey Macarena, Come si fa, Armadio
Album pubblicati: ‘Nota Vocale
Periodo di attività: dal 2017
Piattaforme: YouTube, Spotify, Apple Music, Deezer, Amazon Music.

Chi c’è dietro il progetto Le cose importanti?

Ciao! Dietro LCI ci sono Giada, Ylenia, Umberto e Matilde.

Ormai sono due anni che, nonostante la distanza geografica (Lazio, Toscana) riusciamo a lavorare con una grande sinergia e un grandissimo affiatamento che ha permesso al progetto una naturale evoluzione artistica verso quelle che sono le nostre attuali sonorità. Ci sentiamo una famiglia e una sorta di piccolo branco. 

Perché avete scelto questo nome per rappresentarvi?

Perché tutti abbiamo delle cose importanti a cui teniamo molto, ci piace pensare di poter portare in giro le ‘’nostre’’ e di riuscire ad entrare in quelle degli altri.

Siete divisi tra Lazio e Toscana e per questo ci viene spontanea una domanda: come vi siete conosciuti e perché avete scelto di intraprendere un percorso insieme? 

La risposta è semplice: perché siamo matti! Scherzi a parte, in realtà ci siamo ‘’scelti’’ seguendo la pancia. C’è tanta empatia tra di noi, è una cosa che ci riesce difficile spiegare con le parole. Possiamo dire che la vita, in un modo o nell’altro, ha fatto si che le nostre strade si incrociassero, nonostante la distanza. Io (Giada) ed Ylenia ci conosciamo da 12 anni, non lo definirei neanche un rapporto di amicizia, va oltre tutto. La conoscenza con Matilde nasce da ‘’Myspace’’ un social che, probabilmente, molti dei ragazzi di oggi siamo certi non conosceranno. Con Umberto, invece, abbiamo condiviso (sempre io ed Ylenia) una serata con i nostri vecchi progetti Stoner, e anche li è stato amore a prima vista. C’è una sorta di magnetismo che ci ha portati ad avvicinarci senza sapere effettivamente il perché.

Quali sono i vostri riferimenti musicali?

Umberto: La scena di Manchester anni 80; Giada: Folk rock, e tutto ciò che ha fatto parte della scena underground anni 80/90; Matilde: La scena new wave di Manchester, la scena elettronica e l’alternativa rock inglese e del nord Europa, la scena emo rock americana della prima decade del 2000; Ylenia: Scena anni 90, The Cure, Deftones.

Quello che siete oggi è il frutto di un processo che vi ha portato all’attuale formazione. Come siete arrivati a quello che siete oggi?

Non riusciamo a trovarci a nostro agio nelle definizioni e nelle etichette, e questo è ciò che principalmente ci descrive come persone e ciò che più si avvicina a descrivere la nostra musica. 

Il vostro obiettivo è quello di raccontare e di raccontarvi attraverso la musica. Cosa cercate di comunicare con i vostri brani e perché pensate che la musica sia il mezzo giusto per farlo? 

La musica è un mezzo potentissimo per comunicare, fa parte della vita di tutti. Quello che cerchiamo di comunicare è abbastanza ‘’semplice’’, essere sé stessi senza pregiudizio o timore. Ci piace parlare d’amore, di paure, di rimpianti, della vita di tutti i giorni. La diversità è un tema a cui teniamo molto, Giada, nei suoi testi parla chiaramente della sua identità sessuale senza veli e senza fronzoli. Cerchiamo di ‘’combattere’’ il pregiudizio suonando la nostra musica. Per questo speriamo di riuscire ad ampliare sempre di più il nostro pubblico.

“Terra” è il vostro ultimo singolo, una ballad arrabbiata in cui ci si ritrova chiunque almeno una volta si è sentito sprofondare. Parlateci di questo brano! 

“Terra” parla della paura di essere sé stessi e di uscire allo scoperto, quella paura che ti fa tremare le gambe e che non ti fa uscire la voce anche se volessi gridare. Bisogna lottare per ciò in cui si crede, dobbiamo imparare ad usare la voce per poter dire quello che pensiamo veramente.

In che relazione si pone questo singolo con le vostre produzioni passate? 

È la naturale evoluzione del nostro percorso artistico.

Quali sono i vostri progetti per il futuro?

Registrare, tornare a suonare sui palchi, ritrovare il contatto con le persone e continuare a fare musica.

C’è qualcosa che vorreste dire ai nostri lettori?

Non perdete mai di vista le cose importanti.

Le cose importanti for Siloud

Instagram: @lecoseimportanti_
Facebook: @LeCoseImportanti

Credits: Morgana Grancia, Conza Press

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