InTheMusic: Nashley, interview

Nashley Rodeghiero, in arte Nashley, nasce nel 2000 in provincia di Vicenza. Coltiva la passione per la scrittura cimentandosi in poesie fin da piccolo, per poi dedicarsi alla stesura di rime, strofe e ritornelli. Ama il rap e dal 2017 è molto attivo nel mondo della musica. Diversi i pezzi pubblicati, tutti con un sound fresco e giovanile. Dal 12 febbraio è tornato con il suo nuovo singolo Giovane e Triste che anticipa l’uscita di un album da attendere davvero con il fiato sospeso.

Nome: Nashley  
Cognome: Rodeghiero
In arte: Nashley
Età: 21
Città: Vicenza
Nazionalità: Italiana
Brani pubblicati: Cenere, Nuovi Jeans, Quanto Freddo Fa, Piano Piano Way, Prendere o Lasciare, Giovane e Triste, ecc.
Album pubblicati: Real, Ancora in piedi EP
Periodo di attività: dal 2017
Genere musicale: Pop/Rap
Piattaforme: Spotify, Youtube, Tim Music, Amazon Music, Apple Music, Deezer, Tidal, ecc.

Chi c’è dietro Nashley?

Sono un ragazzo molto semplice che nella vita si è imbattuto in cose molto più grandi di lui. La mia musica nasce dal desiderio di raccontare i miei pensieri, belli o brutti che siano. Nasce dal desiderio di riscatto, dalla rabbia e dalla felicità o tristezza che certe situazioni mi hanno portato.

Perché hai deciso di mantenere il tuo nome come nome d’arte?

Cosa c’è di meglio di non dover nemmeno pensare ad un nome d’arte? 

Mia madre è sempre stata una persona molto giovanile e creativa, e ha voluto darmi un nome che non esisteva cosicchè potessi essere unico. Non ha un significato in particolare in sé.

Ricordo che molte persone durante la mia vita mi hanno detto “Con un nome così particolare dovrai per forza fare qualcosa di importante quando crescerai”

…ed eccomi qui.

A quanto pare, sei approdato alla musica grazie alla tua passione per la scrittura. Ci parleresti del tuo percorso nel settore? 

Ho capito che scrivere era la mia passione quando ho notato che l’unica materia che mi portava soddisfazioni a scuola era italiano. O meglio, i temi.

Mi piaceva scrivere, scrivevo più degli altri e onestamente anche molto meglio. Inizialmente a casa scrivevo qualche frase buttata lì, cose a cui pensavo, momenti che avevo vissuto, poi ho iniziato a mettere il tutto in ordine e in rima. Nacquero così i miei primissimi testi, credo avessi circa 14 anni.

Quali sono i generi che più ti influenzano?

Amo la musica in generale.

Non esistono troppe classificazioni per me, passo dall’ascoltare pop ad ascoltare rap, dal jazz all’Indie, dal country alla classica. Se dovessi dire i generi che più mi stanno influenzando in questo periodo potrei dire Indie e Rap. E da qualche mese che sono tornato in fissa con Mac Miller, forse perchè è la via di mezzo che cercavo.

Il tuo è uno stile molto riconoscibile: diciamo che hai una forte identità come artista che ti permette di avere un grosso vantaggio su molti altri artisti italiani. Cosa pensi ti renda unico?

La risposta è molto breve e semplice: credo di riuscire ad arrivare agli altri come pochi sanno fare. Il pubblico si immedesima a pieno nella mia musica, con semplicità.

In cosa si caratterizzano le tue produzioni e il tuo stile?

Ho iniziato con un sound Rap/Trap, come quasi tutti i miei fan potranno ricordare.

Le tracce con la Sugo, con Mambo, con Edo Fendi spaccavano, è stato davvero un bellissimo periodo. Durante l’ultimo anno ho cercato di più, ho iniziato a lavorare a strumentali più acustiche e quindi con chitarre vere, batterie vere, bassi veri. Diciamo che per il momento ho messo da parte gli 808 e i pianoforti di Omnisphere.

“Giovane e triste” è il tuo ultimo singolo che unisce sonorità urban e pop in uno stile minimale che ti permette di comunicare un messaggio ben preciso. Come nasce, come è stato prodotto e cosa hai voluto trasmettere? 

Nasce in un periodo di piena instabilità, per questo il brano risulta sincero.

Tutto è partito da un documentario su Kurt Cobain che stavo guardando in treno, mi ritrovavo in molti suoi pensieri e frasi. Così ho scritto lo slogan del ritornello e qualche giorno dopo in studio ho sentito questo loop di chitarra che calzava a pennello.

Ho chiuso il pezzo in un’ora, anche se poi per la produzione ci è voluto un mesetto per completarla… per chi se ne intende di musica e produzioni, ha circa 70 tracce quel beat.

In che modo questo progetto si relaziona con le tue produzioni passate e in che modo anticipa quelle future? 

Come dicevo prima, in realtà non si relaziona proprio con le produzioni passate anzi, è un vero e proprio “stacco”.

I suoni sono diversi, i ritornelli più pop, le strofe più conscious.

Diciamo che sicuramente questa traccia sarà l’intro delle mie prossime uscite, anche se sono abbastanza versatile da poter stravolgere tutto di nuovo.

Quali progetti hai per il futuro? 

Il disco, sicuramente.

Il prossimo dev’essere il disco che mi farà prendere il volo, ci stiamo lavorando davvero come pazzi.

C’è qualcosa che vorresti dire ai nostri lettori?

Ciao amici di Siloud! Grazie mille per la lettura e buon ascolto di “Giovane e Triste”!

Mi raccomando, rimanete connessi che succederanno ancora un sacco di cose super fighe.

Nashley for Siloud

Instagram@nashley_sugo
YouTube: Nashley

Credits: Alice Cherubini, Valentina Aiuto
Ph: Antonio Mercurio

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