InTheMusic: Masa Squiat, interview

Dietro Masa Squiat c’è un ragazzo, Michele, che sta provando di fare della propria passione un lavoro a tutti gli effetti. Sin da piccolo si è appassionato all’hip hop americano e a soli 15 anni ha iniziato a scrivere. “Tijuana” è il titolo dell’ultimo brano, il quale rappresenta un flusso di coscienza che vuol dare speranza ai tanti giovani come lui nel credere sempre nelle proprie ambizioni.

Nome: Michele 
Cognome: Di Biccari
In arte: Masa Squiat
Età: 25
Città: Nichelino (TO)
Nazionalità: Italiana
Brani pubblicati: Autostop, Nichelino State of Mind, Tutto Gira, Telepass, Tijuana. 
Album pubblicati: Tra Sogno e Realtà
Periodo di attività: dal 2014
Genere musicale: Rap/Pop
Piattaforme: YouTube, Spotify, Apple Music, Tidal, Deezer, Amazon Music. 

Chi c’è dietro Masa Squiat?

C’è un ragazzo che sta provando a fare della propria passione un lavoro a tutti gli effetti. Ho iniziato questo gioco del rap da quando avevo 15 anni, poi accostai a questa passione il lavoro di magazziniere che svolgo ormai da 7 anni, sperando di mollarlo in fretta.

Cosa significa il nome d’arte che utilizzi?

Il mio nome d’arte inizialmente era solo Masa, che sarebbe l’acronimo delle iniziali del mio nome e della mia famiglia, poi per questioni legate a Spotify siccome esistevano altri artisti con il nome Masa nel mondo, aggiunsi, su suggerimento di una persona a cui sono molto legato che gravita nel mondo della Street art, il nome Squiat, in tributo a Jean Michel Basquiat. Tra l’altro anch’io mi chiamo Michele quindi calza bene. 

La prima prova della tua vicinanza alla musica l’hai data a tutti nel 2019; quando però ti sei appassionato ad essa e perché hai deciso di parteciparne attivamente? 

Mi sono appassionato da piccolissimo tramite un mio zio che mi faceva ascoltare i classici dell’hip hop americano, da Tupac a Biggie ecc. Il rap è nel Dna se vogliamo, è parte di me da sempre, anche se poi con il tempo mi sono appassionato a tanti altri generi di musica. Con la scrittura iniziai verso i 15, e ad oggi se mi riguardo indietro penso che ho faticato parecchio nel trovare una forma efficace per esprimere i miei pensieri. 

Quali sono i generi musicali che più ti influenzano?

Mi influenza l’house come la disco music o il funk, come dicevo sopra crescendo negli anni ho ascoltato ogni tipo di genere. Ovviamente il rap lo spingo a ruota. Comunque non ho una preferenza particolare. Mi piace ciò che è bello.

Sei sicuramente tra i rapper emergenti più promettenti del panorama torinese. A riguardo, cosa pensi ti differenzi dagli altri artisti italiani?

Non saprei risponderti, cerco di impegnarmi a lavorare bene ogni giorno e a dare il meglio in ciò cui scrivo. 

Riusciresti a definire la tua musica in tre aggettivi?

Vera, originale, introspettiva.

“Tijuana” è il titolo del tuo ultimo singolo, un viaggio introspettivo che narra le difficoltà e le esperienze che hai vissuto lungo il tragitto dei suoi sogni. Cosa puoi dirci di più sul brano? 

Posso dire che è un brano che a distanza di quasi un anno da quando è stato scritto, è uno dei pochi che personalmente non mi ha ancora stufato, nonostante l’ho riascoltato centinaia di volte. Spero che chi lo ascolti possa sentirsi rappresentato nei propri momenti di difficoltà quotidiani. È un flusso di coscienza che vuol dare speranza ai tanti giovani come me nel credere sempre nelle proprie ambizioni. Senza paura. 

In che modo questo progetto si relaziona con le tue produzioni passate? 

È un pezzo che si collega ad uno dei miei primissimi brani pubblicati, “Autostop”, dove anche lì c’era il concetto del viaggio, dell’introspezione. Musicalmente siamo cresciuti, ora sento i pezzi molto più “completi” rispetto a prima, hanno una visione a 360°, dalla stesura dei beat alle melodie, il flow, l’uso della voce, la ricerca delle parole, tutto ciò che è il sound design. Il mio beat maker Afterouge è molto bravo in questo lavoro di direzione artistica. 

Quali progetti hai per il futuro? 

Non posso spoilerare molto ma sarà un anno pieno di musica. Restate connessi. 

C’è qualcosa che vorresti dire ai nostri lettori?

Sì, di vivere il presente in armonia con sé stessi, perché il futuro non esiste. 

Masa Squiat for Siloud

Instagram@masasquiat

Credits: Claudia Pasquini, Red & Blue Music Relations

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