InTheMusic: Salem Addams, interview

Ispirato alla celebre famiglia, per mantenere lo spirito oscuro, Salem Addams è un ragazzo di 27 anni che per puro caso si è appassionato alla musica. Il suo desiderio è quello di confortare o in qualche modo fare stare meglio l’ascoltatore attraverso la sua musica. “Non sono solo fiori” è il suo ultimo album che riflette le emozioni vissute e le considerazioni avvenute alla fine di una relazione travagliata.

Nome: Alex
Cognome: Mussa
In arte: Salem Addams
Età: 27
Città: Genova
Nazionalità: Italiana, Dominicana
Brani pubblicati: Fumo Denso, L’Errore Peggiore
Album pubblicati: Pantera, Ribelle, Non sono solo fiori
Periodo di attività: dal 2016
Genere musicale: Rap
Piattaforme: YouTube, Spotify, Apple Music, Deezer, Amazon Music, ecc.

Chi c’è dietro Salem Addams?

Dietro Salem Addams c’è un ragazzo di 27 anni, nato e cresciuto a Sanremo e che vive a Genova da qualche anno. Dopo un percorso di studi non esattamente riuscito, da qualche anno riservo la maggior parte delle mie energie alla musica.

Come è avvenuta la scelta del tuo nome d’arte?

Il nome Salem è ispirato alla città del Massachusetts in cui sono avvenuti i primi processi alle streghe, “Addams” è ispirato alla celebre famiglia, per mantenere lo spirito oscuro del resto del nome.

Come ti sei appassionato alla musica e quando hai capito di voler essere un artista? 

Mi sono appassionato alla musica per conto mio in modo direi assolutamente casuale, quando ero alle scuole medie un mio amico mi fece ascoltare qualche cantautore e da lì in poi mi ha guidato la mia curiosità. Ho capito di voler essere un artista solo molti anni dopo e anche in questo caso, inizialmente scrivere e rappare era principalmente un passatempo. Col tempo si è trasformata in una passione sempre più determinante nella mia vita.

Quali sono i tuoi riferimenti artistici?

Sono un grande appassionato di musica black in generale, perciò i miei ascolti e miei riferimenti ruotano sempre attorno a quell’universo. Sono sempre stato un grande appassionato di rap e ne ho ascoltato di qualsiasi tipo, principalmente americano, da quello che è uscito nei primi anni ’90 alle cose più moderne come la Trap e la drill. Oltre questo sono un grande appassionato di soul e R&B e lo alterno spesso come genere al rap.

In che modo i tuoi riferimenti e le tue influenze si uniscono nelle tue produzioni?

Essendo sempre riferimenti geograficamente molto lontani, l’influenza è più che altro nel gusto musicale e nel cercare di raccontare la propria storia restando il più possibile a sé stessi. L’influenza è principalmente nella forma, più che nel contenuto che è ispirato alle mie esperienze di vita e si manifesta come un suono originale che nasce dal desiderio di tradurre un genere straniero il più possibile in modo aderente alla realtà.

Quali sono i caratteri principali della tua musica e in cosa pensi di differenziarti da altri artisti?

Penso che la mia musica sia molto intima e cerchi sempre di intraprendere un discorso personale e profondo con l’ascoltatore e questo la differenzi da la maggior parte delle proposte. Il mio desiderio è sempre quello di confortare o in qualche modo fare stare meglio l’ascoltatore attraverso la mia musica e sono abbastanza concentrato su questo da farlo diventare un pilastro fondamentale per la mia musica.

“Non Sono Solo Fiori” è il titolo del tuo nuovo album: come è stato prodotto e qual è il filo conduttore tra i vari brani? 

“Non sono solo fiori” è stato partorito in circa un mese assieme a Danilo Sperto e Gabriel Gutierrez al Madido studio, unendo riff di chitarra acustica ad degli arrangiamenti rap abbastanza moderni. Concettualmente è pensato come un disco che riflette le emozioni vissute e le considerazioni avvenute alla fine di una relazione travagliata ed è quello che avviene nelle tracce con un ordine e una successione di pensieri precisi.

In che modo questo progetto si relaziona con le tue produzioni passate e in che modo anticipa quelle future? 

Questo mio progetto è molto diverso da quelli precedenti e la considero come una parentesi particolare che evidenzia un ammorbidimento della mia musica nei suoni e nelle atmosfere senza perdere la profondità che comunque ho sempre ricercato. Allo stesso tempo non penso sia da prendere da esempio per i miei futuri lavori, che sicuramente possano avere delle somiglianze ma avranno anche molte differenze rispetto a questo.

Quali progetti hai per il futuro? 

L’idea per il futuro è quella di cercare di capire come la musica e l’arte in generale possano sopravvivere alle dure condizioni che ci troviamo tutti a vivere e cercare di rendere il mio lavoro in qualche modo utile e allo stesso tempo piacevole alle persone anche in un periodo come questo.

C’è qualcosa che vorresti dire ai nostri lettori?

Grazie per l’attenzione! Spero che vi piaccia il mio nuovo progetto e che in qualche modo possa farvi provare qualcosa realmente positivo per voi stessi.

Salem Addams for Siloud

Instagram: @salemaddams
Facebook@addamssalem 

Credits: NoOx Rec

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