InTheMusic: My Girl Is Retro, interview

Dietro My Girl Is Retro c’è Carlo Cianetti, un ragazzo di 22 anni nato ad Assisi, vicino Perugia. Fino ad oggi ha collezionato molte esperienze legate alla musica ed è riuscito anche a farsi conoscere su e giù per l’Italia. “La strada verso casa” è il titolo del suo nuovo singolo che più che mai è rappresentativo del periodo storico che tutti stiamo vivendo.

Nome: Carlo 
Cognome: Cianetti
In arte: My Girl Is Retro
Età: 22
Città: Perugia
Nazionalità: Italiana
Brani pubblicati: Tango!, atto I, La strada verso casa, Oceano, Gli aerei
Album pubblicati: Bordopiscina (EP)
Periodo di attività: dal 2018
Genere musicale: Cantautorato
Piattaforme: Spotify, YouTube, Apple Music, Deezer, ecc.

Chi c’è dietro My Girl Is Retro?

Dietro My Girl Is Retro c’è Carlo Cianetti. Sono un ragazzo di 22 anni, nato ad Assisi, vicino Perugia. Dalla fine del liceo, però, mi sono iscritto all’Università di Bologna, città dove al momento vivo abbastanza stabilmente. In particolare, seguo il corso di laurea in Discipline dell’Arte, Musica e Spettacolo. Dal 2018 ho iniziato il mio progetto musicale, My Girl Is Retro, esordendo con l’EP Bordopiscina, composto da cinque brani. Dopo di che, mi sono preso un periodo dei pausa per lavorare ai nuovi brani e, dalla fine dello scorso anno, sono usciti due singoli: Tango!, atto I e La strada verso casa.

Cosa significa il tuo nome d’arte?

Il nome nasce, in realtà, in maniera abbastanza casuale: stavo cercando dei font da scaricare e ne ho trovato un con questo nome. Il font in sé non era particolarmente bello, ma il nome mi evocava una bella immagine e, quando è arrivato il momento di decidere come chiamare il progetto musicale, l’ho scelto. Invece ora ha un significato in più: mi piace pensarlo come dedicato ad Agnese, la mia fidanzata, che all’interno del progetto stesso è una parte fondamentale, aiutandomi nell’ideazione e realizzazione dei vari contenuti.

Come ti sei avvicinato alla musica e cosa significa questa per te?

Fin da quando ho imparato a suonare la chitarra, mi è venuto naturale cercare di creare, con la musica, qualcosa di mio. Ho iniziato a scrivere canzoni dai primi anni del liceo: in quel periodo, tutto sembra più grande di quello che è, affronti mille cambiamenti, e per me fare musica era come una seduta terapeutica. Riuscivo a trovarci una valvola di sfogo che mi faceva stare meglio. Era una cosa per me. Dopo di che, ho pensato che forse quelle canzoni potevano aiutare qualcun’altro, e così ho deciso di pubblicarle. Tutt’ora, è un qualcosa per me necessario per poter comunicare ciò che non saprei esprimere in altri modi.

Quali sono gli artisti a cui ti ispiri e in che modo influenzano la tua musica?

Fin da piccolo, ho sempre ascoltato e amato il cantautorato italiano: i testi di autori come De André, Dalla, Ivan Graziani, Tenco, mi colpivano molto e mi hanno sempre spinto a curare molto la parte testuale dei miei brani, a cui tengo particolarmente. Dall’uscita dell’EP, invece, sto cercando di fare molta ricerca sonora, guardando molto di più all’estero, per trovare sonorità diverse rispetto a quelle a cui ero abituato, da coniugare all’attenzione al testo. Per citarne qualcuno, ho amato i lavori di artisti come Helado Negro, Phoebe Bridgers e Daniel Caesar.

Fino ad oggi hai collezionato molte esperienze legate alla musica e sei riuscito anche a farti conoscere su e giù per l’Italia. Quali sono i momenti più importanti del tuo percorso fino ad oggi?

Sì, Bordopiscinami ha dato davvero molte soddisfazioni ed ogni singola esperienza per me è stata importante e formativa. Credo che suonare sul palco del Woodoo Fest prima e del Rocket di Milano poi, siano stati i momenti che ritengo più significativi: sono contesti importanti ed arrivarci con un EP autoprodotto ha superato ogni mia aspettativa. Ma in generale, tutta la dimensione di live e tour che ho vissuto è stata parecchio stimolante e mi ha fatto crescere come persona e come artista.

Facciamo ora un passo indietro. Quando hai deciso di voler diventare un artista e, ad oggi, a quali risultati sei arrivato con le tue produzioni?

Non direi che c’è un momento preciso in cui ho deciso di diventare un artista. Forse neanche si può decidere. Sicuramente, come dicevo prima, c’è stato il momento in cui ho deciso di fare musica per altri. Da quel momento ho lavorato per rendere ciò che producevo il più professionale possibile ed allo stesso tempo autentico. In particolare, un passaggio importante è stato quello di poter registrare i nuovi brani in uno studio professionale come il Deposito Zero di Forlì. Lavorare con dei professionisti come Francesco Pontillo e Luca Agnoletti, che mi hanno aiutato anche nella produzione artistica di alcune canzoni, ha concretizzato il processo di ricerca e crescita che ho intrapreso.

“La strada verso casa” è il titolo del tuo nuovo singolo che più che mai è rappresentativo del periodo storico che tutti stiamo vivendo. Come hai lavorato a questo brano e cosa hai voluto raccontare?

“La strada verso casa” è dedicata proprio ad Agnese: ad Aprile festeggiava il suo compleanno, ed essendo in pieno lockdown non potevamo vederci. Così scrissi questa canzone che racchiude un po’ tutti i sentimenti, le incertezze, le speranze di quel periodo e la usai come regalo.

Ho cercato di raccontare un periodo di paura, solitudine, di impossibilità di fare piani per il futuro. Abbiamo dovuto imparare che ci sono cose più grandi di noi, che non possiamo controllare. Tutto quello che possiamo fare è attendere di tornare a fare ciò che amiamo con chi amiamo.

In che modo questo progetto si relaziona con le tue produzioni passate e in che modo anticipa quelle future?

Sicuramente i nuovi brani saranno molto diversi da quelli di Bordopiscina, proprio per l’evoluzione che ho avuto in questi anni. Ho voluto sperimentare con strutture, sonorità e tematiche. Ci saranno pochi ritornelli e darò molto spazio alla musica. È un rischio che ho voluto prendere perché sentivo la necessità di dire qualcosa di diverso, che sentissi mio e che mi mettesse alla prova. Sperò che il lavoro sarà apprezzato.

Quali progetti hai per il futuro?

Con la situazione attuale, è sicuramente difficile fare piani per il futuro. Il focus al momento è sul finalizzare al meglio il disco. Sono ormai passati tre anni dall’uscita dell’EP ed è elettrizzante tornare con qualcosa di nuovo. La grande speranza è quella di poterlo portare live, che credo sia la parte più divertente e gratificante dell’uscita di un nuovo album.

C’è qualcosa che vorresti dire ai nostri lettori?

Mando un grande saluto a tutti i lettori e li ringrazio per essere arrivati fin qua. Li invito ad ascoltare i miei ultimi singoli e seguirmi per rimanere aggiornati sulle prossime uscite. Sono sicuro che non rimarranno delusi!

My Girl Is Retro for Siloud

Instagram: @mygirlisretro
Facebook: @mygirlisretro

Credits: Nina Selvini, Marco Negro, Astarte Agency

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