InTheMusic: Pascucci, interview

Pascucci si definisce un’anima alla ricerca di sé stessa. È immerso nella musica fin da piccolo, anche se poi ha concentrato tutti i tuoi studi nella musica. È un cantante e un produttore e gli è difficile a volte poter definire la sua identità. Il suo ultimo singolo si intitola “Coriandoli e cicatrici”, un brano dove il tema della violenza viene affrontato con delicatezza e viene accostato ad un messaggio di vicinanza e speranza.

Nome: Davide
Cognome: Pascucci
In arte: Pascucci
Età: 24
Città: Fano
Nazionalità: Italiana
Brani pubblicati: Malaga, Sciroppo, Coriandoli e Cicatrici
Periodo di attività: dal 2020
Genere musicale: Indie, Pop, Elettronico
Piattaforme: YouTube, Spotify, Apple Music, Deezer, Amazon Music, Tidal

Chi è Pascucci nella vita di tutti i giorni?

Sono un’anima alla ricerca di sé stessa.

Quando il tuo cognome è diventato il tuo nome d’arte?

Scegliere il nome d’arte penso che sia stata una delle scelte più difficili che ho fatto, ho pensato a tantissimi nomi legati a tanti significati diversi, fino ad un certo punto pensare nomi completamente a caso (per un attimo presi seriamente in considerazione di chiamarmi Fusilli, solo perchè mi suonava bene), ma un giorno una etichetta con cui stavo per iniziare una collaborazione mi propose di usare il mio cognome, all’inizio mi suonò strana come cosa, anche perchè fin da piccolo mi ha sempre dato fastidio essere chiamato per cognome. Sembra un controsenso ma riflettendoci un po’ quel fastidio mi ha fatto capire fosse il nome giusto.

Sei immerso nella musica fin da piccolo, anche se poi hai concentrato tutti i tuoi studi nella musica. Come ti sei appassionato ad essa e come hai coltivato questa tua passione negli anni? 

Ricordi in cui mi approcciavo con la musica li ho da quando ero molto piccolo, suonavo a caso i tasti del pianoforte verticale a casa di mio nonno materno, facendo finta di comporre melodie, con gli anni la sensazione di suonare a caso i tasti del pianoforte a volte rimane, ma con la passione che ho per la musica ho approfondito molto tantissimi aspetti, dalla musica classica a quella moderna, dal canto alla composizione.

Quali sono i tuoi riferimenti musicali?

Da produttore sono affascinato da Flume, quando ascoltai per la prima volta un suo brano in quel momento mi si sbloccò un qualcosa dentro di me che mi fece avere il bisogno di sperimentare con i suoni per cercare una mia identità da producer.

Per quanto riguarda la scrittura dei testi invece il mio primo riferimento fu Rino Gaetano, dopo vennero Cesare Cremonini e Jovanotti, mentre stimo veramente tanto Frah Quintale e Franco126.

Sei un cantante e un produttore, per cui immaginiamo che negli anni stai concentrando le tue forze nel trovare uno stile che ti rappresenti al meglio e che ti differenzi dagli altri artisti italiani e non. Come definiresti la sua musica e quali pensi siano i tuoi tratti caratteristici?

È una domanda che mi pongo da tanto tempo, mi è difficile a volte poter definire la mia identità perché più faccio musica più escono cose molto diverse tra di loro, ma nello stesso tempo son tutte cose che fanno parte di me, questa cosa mi ha portato a non sostare in un unico genere musicale, ma concentrarmi più sul messaggio che voglio trasmettere, e attraverso quello che penso sia musicalmente il genere più adatto accostarci il mio gusto artistico per darne la mia impronta.

Qual sono gli step più importanti del tuo percorso artistico fino ad oggi e con quale obiettivo, nello specifico, hai avviato il progetto Pascucci?

Negli anni mentre lavoravo a progetti paralleli ho collezionato varie idee in italiano che ad un certo punto o decidevo di abbandonare tutto in un Hard Disk, o incominciavo a dare una forma più concreta a queste idee, ed eccomi qua!

Il tuo ultimo singolo si intitola “Coriandoli e cicatrici”, un brano dove il tema della violenza viene affrontato con delicatezza e viene accostato ad un messaggio di vicinanza e speranza. Cosa puoi dirci di più? 

Attraverso il brano volevo raccontare anche quello che può essere il percorso psicologico che deve affrontare una vittima di violenza, costretta a convivere con un male che le è stato afflitto, sono dei traumi molto importanti e penso ci sia ancora bisogno di raccontare tutto ciò per poter sensibilizzare e sperare in un futuro in cui questi eventi siano sempre più rari.

In che relazione questo singolo si pone con le tue produzioni passate? 

Questo singolo è molto diverso rispetto agli altri per diversi aspetti, il primo riguarda le tematiche trattate, ho voluto prendere un approccio diverso, sia con la scrittura che con la melodia, il secondo aspetto riguarda la musica, la base che ho prodotto riprende sonorità urban/reggaeton più cupe nella strofa ma che si aprono nel ritornello, ho scelto questo genere perché ho voluto sperimentarlo assieme a degli argomenti che solitamente non si assocerebbero a questo genere.

Quali progetti hai per il futuro? 

Tanta musica che possa far riflettere, emozionare e perchè no, ogni tanto ballare.

C’è qualcosa che vorresti dire ai nostri lettori?

Se con questa intervista vi ha incuriosito il mio mondo, vi invito a seguirmi sui social e a scrivermi i vostri pareri sui miei brani!

Pascucci for Siloud

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Credits: Alice Cherubini

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