InTheMusic: Spinelli per tutti, interview

Dietro Spinelli per tutti c’è Lino Spinelli, 31enne di Sant’Antonio Abate esponente della musica indie attuale. La musica lo accompagna fin dalla nascita: a sei anni ha iniziato a studiare canto mentre i genitori gli regalavano i primi strumenti. Non gli è mai piaciuto limitare troppo la sua musica, ma ha sempre voluto sperimentare vari generi. “Audiocassette” è il suo primo album e vi consigliamo davvero di ascoltarlo!

Nome: Lino 
Cognome: Spinelli
In arte: Spinelli per tutti
Età: 31
Città: Sant’Antonio Abate
Nazionalità: Italiana
Brani pubblicati: Penelope, Ogni secondo, Chissà com’è
Album pubblicati: Audiocassette
Periodo di attività: dal 2011
Genere musicale: Indie-Pop-Songwriting
Piattaforme: Spotify, Amazon Music, Apple Music, Deezer, YouTube, Shazam, TikTok

Spinelli Per Tutti sembra quasi uno slogan, ma in realtà è il nome d’arte che rappresenta la tua carriera artistica. Chi sei nella vita di tutti i giorni?

Dietro al nome d’arte c’è Lino, un ragazzo dal cognome un po’ particolare: Spinelli. Vivo nella provincia di Napoli, ho 31 anni e nella vita mi dedico alla musica e al cinema.

In che modo ti sei avvicinato alla musica?

Sono nato in una famiglia di artisti, per cui fin dalla nascita la musica mi ha accompagnato. Ho iniziato a studiare canto all’età di sei anni e, nel frattempo, gli strumenti di mio padre erano i miei giocattoli (vedi copertina disco). Più tardi ho cominciato a prendere lezioni di chitarra, cominciando a esibirmi per amici e parenti. Non ho mai abbandonato lo studio, anche se da autodidatta, per dare il meglio di me di lì a poco davanti a un pubblico vero.

Come nasce l’idea di Spinelli Per Tutti?

Dopo vari esperimenti che non mi rappresentavano appieno, tre anni fa a Roma, nasce l’idea di usare il mio cognome anche sul palco. A quel tempo, soprattutto nel panorama musicale romano, cominciavano a emergere artisti dai nomi sempre più originali. Vivendo a Roma in quel periodo mi sono lasciato trasportare da quell’estro, rimanendo però fedele ai miei dati anagrafici.

Ci sono artisti che nel tempo, hanno influenzato il tuo fare musica?

Non mi è mai piaciuto limitare troppo la mia musica, ma ho sempre voluto sperimentare vari generi. Questo vuol dire, che nel tempo, numerosi artisti mi hanno influenzato, troppi per poterli citare tutti qui. Ne menziono solo alcuni, quelli degli ultimi anni: Niccolò Fabi, Dimartino, Ghemon, Battiato, Dalla e tutta la scena del cantautorato italiano. Naturalmente non ascolto solo musica italiana, ma anche artisti quali Damien Rice, Bon Iver, i Galaxie 500, Nico, Nina Simone, Seu Jorge e tanti altri.

Ti sei laureato specializzandoti in cinema e arti digitali con influenze musicologiche, che ruolo hanno queste tre correnti artistiche in ciò che fai?

Dopo aver conseguito la laurea triennale in “Dams” a Salerno, ho deciso di continuare il mio percorso di studi iscrivendomi alla Sapienza. Li ho approfondito lo studio del cinema senza però abbandonare la musica. Tutto questo avveniva a Roma, dove queste due arti sono state per me pane quotidiano. Questo si ritrova nei testi e nelle sonorità delle canzoni del mio primo album.

Il live ti ha sempre risucchiato parecchio tempo, quale esperienza dal vivo ti ha segnato particolarmente?

Non c’è un live che sia uguale all’altro e non c’è un’esperienza dal vivo migliore dell’altra. Può sembrare un luogo comune, ma la realtà è che ogni posto ti segna.

Da poco è uscito Audiocassette, il primo album di Spinelli per Tutti. Cosa ci racconta questo progetto?

A chi vorrà ascoltare Audiocassette è riservato il racconto degli ultimi anni della mia vita. Insieme potremo cercare di dare un senso “tutte le cose”.

Musicalmente spazi da influenze di cantautorato alle sonorità indie, è uno scenario che possiamo ritrovare in Audiocassette?

L’indie è stato per me il punto di partenza, il primo punto di riferimento lontano da casa. Ho cercato di conoscere a fondo l’indie, senza però farne la mia unica voce. Volevo conoscere anche altro, masticare stili nuovi e vecchi. Nell’album si ritrovano e si fondono.

Come immagini il tuo futuro?

Ho smesso di immaginare il futuro quando ho capito che la pandemia era arrivata per restare. Comunque, sarei un’ipocrita se dicessi di aver perso completamente la speranza, resto cautamente fiducioso. Mi immagino seduto a una cattedra di mattina, intento a spiegare cinema o storia dell’arte. Di sera, invece, mi immagino abbracciato alla chitarra, intento a spiegare la mia musica.

C’è qualcosa che vorresti dire ai nostri lettori?

Ce la faremo (cit.). Forse.

Spinelli Per Tutti for Siloud

Instagram: @spinelli_per_tutti
Facebook: @Spinellipertutti
YouTube: Spinelli per tutti

Intervista di Mario Castaldo
Credits: Sara Grillo

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