InTheMusic: AMELIA, interview

Dietro AMELIA c’è Lorenzo, un ombroso lupo abruzzese di 30 anni che fondamentalmente nella vita fa altro. Sin da ragazzino ha sempre suonato e fatto musica per il gusto di suonare e cantare, ma è da quando ha unito questa passione a quella di scrivere poesie che è nato il suo progetto artistico, qualche anno fa. “Venti” è il titolo del tuo ultimo singolo che parla di speranza e di rinascita.

Nome: Lorenzo
Cognome: Di Pasquale
In arte: AMELIA
Età: 30
Città: L’Aquila
Nazionalità: Italiana
Brani pubblicati: Siamo tornati umani, Mare Rosso, Moleskine, Gli ultimi
Album pubblicati: Usa e getta (Ep), Gli ultimi
Periodo di attività: dal 2016
Genere musicale: Pop, Cantautore
Piattaforme: YouTube, Spotify, Deezer, Apple Music, Amazon Music, ecc.

Chi c’è dietro AMELIA?

Dietro AMELIA c’è Lorenzo, un ombroso lupo abruzzese di 30 anni che fondamentalmente nella vita fa altro. Vive a L’Aquila, è laureato in ingegneria e alterna questo lavoro all’insegnamento nelle scuole medie. Originario di Teramo, viene da una famiglia dove si respira arte in tutti gli angoli di casa ed è forse proprio per questo che si è portato sempre dietro, da quando è bambino, il bisogno di esprimersi.

Come sei passato da Lorenzo ad AMELIA?

Sono diventato AMELIA, se così si può dire, in tarda età. Sin da ragazzino ho sempre suonato e fatto musica per il gusto di suonare e cantare. Ma è stato quando ho unito questa passione a quella di scrivere poesie che è nato questo progetto artistico, qualche anno fa.

Alla base del tuo percorso artistico c’è la passione per la musica: cosa ti appassiona di essa e qual è il primo ricordo che hai legato a questo mondo?

Sicuramente la possibilità di poter sentirsi bambini anche quando gli anni passano. È un divertente modo per rimanere ancorati alla parte più ingenua di me. Il mio primo ricordo risale sicuramente a quando facevo la scuola. Ero tra i banchi di scuola, ancora non suonavo. Capitai vicino a un ragazzo che aveva un walkman con dentro un disco dei Guns n Roses. Lo ascoltai per curiosità, da lì cominciò questa passione e lui divenne il chitarrista della mia prima band.

In che modo i tuoi ascolti influenzano la tua musica?

Alla base della mia scrittura c’è una solida componente melodica che viene dai Queen, il mio primo amore. Oltre a tutto il rock degli anni ‘70 e ‘80 ho ascoltato tante cose negli anni. Ma ciò che più oggi mi influenza è il cantautorato, antico e moderno. Il filone Vasco, Dalla, Battisti. Ma anche Moro, Cremonini e qualcosa della scena indie attuale.

Hai esordito nel 2017 con l’EP “Usa e getta”. Da allora, quali sono stati i momenti più importanti della tua carriera?

Non saprei, non capisco mai se effettivamente una cosa sta andando o no. Direi che sicuramente il più importante è stato l’uscita del mio primo disco “Gli ultimi” dato che è stato un grande momento di crescita e di finalizzazione di una tappa artistica. Ricordo anche qualche bella data in giro, ma non le definirei come momenti importanti.

Parliamo ora della tua musica, quella che oggi ti caratterizza. Come definiresti ciò che fai e cosa cerchi di trasmettere a chi ti ascolta?

Sicuramente vorrei trasmettere qualcosa di positivo, di carico. Non so bene cosa. A volte scrivo solo per intrattenere, divertire. A volte ho un messaggio più serio, dipende dai casi! Negli anni tuttavia sicuramente non mi sono mai precluso la possibilità di cambiare e fare cose diverse, messaggi diversi, stili diversi.

“Venti” è il titolo del tuo ultimo singolo che parla di speranza e di rinascita. Come è nato e come è stato prodotto?

Nasce, come quasi tutte le mie canzoni, in un momento di squilibrio emotivo (positivo). È un turbine di sensazioni nato dalla mia vita vissuta. Scritto di getto in una notte, è stato subito notato dai ragazzi della mia etichetta che mi hanno consigliato di produrlo assieme a Luca D’Aversa.

In che modo questo brano si relaziona con le tue produzioni passate?

Ogni nuova canzone che esce è un passo in avanti sia in termini di scrittura che di arrangiamento. Credo di essere passato da “Usa e Getta” fortemente lo-fi autoprodotto, a “Gli ultimi” che ha un approccio più moderno ma sempre suonato e classicheggiante fino a “Venti” con la voglia di modernizzare ancora di più il suono delle canzoni. Spero che sia l’inizio di un lavoro che mi porterà in nuovi terreni sempre più originali.

Quali progetti hai per il futuro?

Fare uscire tante canzoni che ho nel cassetto, farci un disco, allargare il team.

C’è qualcosa che vorresti dire ai nostri lettori?

Ci vediamo in giro in qualche concerto!

AMELIA for Siloud

Instagram: @ameliacanta
Facebook: @amelia.cantautore

Credits: Sara Salaorni, safe&SOUND

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