InTheMusic: Fløp, interview

Da adolescente ha cominciato ad ascoltare le prime band punk-rock e alternative come Green Day, Blink-182 e Linkin Park, poi da autodidatta si è avvicinato alla chitarra e solo infine ha preso lezioni: questa, la prima fase del percorso musicale di Filippo Retis, in arte Fløp. Negli anni la sua tecnica è migliorata e il suo stile si è affinato, approfittando del periodo di pausa forzata per migliorarsi a livello compositivo e tecnico. Oggi ci presenta il suo ultimo singolo “Amanti vuoti”.

Nome: Filippo
Cognome: Retis
In arte: Fløp 
Età: 26 
Città: Vicenza
Nazionalità: Italiana
Brani pubblicati: Ego Trip, Amanti Vuoti
Periodo di attività: dal 2019
Genere musicale: Alternative
Piattaforme: Youtube, Spotify, Apple Music, Deezer, Amazon Music 

Parlaci di te Filippo!

Mi chiamo Filippo, sono un ragazzo di 26 anni da Vicenza, appassionato di musica da sempre, lavoro in un’azienda come operaio in questo momento, con l’aspirazione di far diventare questo progetto il mio lavoro principale 

Il tuo percorso artistico comincia ufficialmente nel 2019 ma già dal 2011 cominci i primi live. Quando ti sei avvicinato alla musica?

Da adolescente ho cominciato ad ascoltare le prime band punk-rock e alternative (come Green Day, Blink-182 e Linkin Park) che mi hanno fatto avvicinare a questo mondo e da lì è nata la mia passione per la chitarra. Ho cominciato da autodidatta e poi ho preso lezioni per migliorare e imparare anche un po’ di teoria musicale. Con un gruppo di amici, nel 2011, abbiamo formato una band emo-core (genere a cui mi sono avvicinato in seguito) e da lì è nata la mia passione per la scena “Core”, che mi ha accompagnato praticamente fino ad oggi. In seguito, nel 2015, sempre con un gruppo di amici, abbiamo formato una band melodic hardcore, in cui, dopo mesi di lezioni, ho imparato a cantare usando la tecnica “scream” che ho affinato in anni e anni di allenamento e che caratterizza il mio progetto attuale. 

Perché Filippo è diventato Fløp?

Fløp è il mio soprannome ormai da più di 10 anni, e quando è stato il momento per scegliere un nome d’arte mi è sembrato il più appropriato. Sia per la facilità con cui rimane impresso nella mente sia per il gioco d’ironia di chiamare il proprio progetto “fallimento”. L’ho sempre trovato originale e divertente. 

Hai approfittato del periodo di pausa forzata dettato dall’attuale situazione pandemica per migliorarti a livello compositivo e tecnico. Oggi come descriveresti la tua musica?

Il mio obiettivo e anche la mia aspirazione è quella di creare qualcosa di nuovo (per quanto sia possibile nel 2021) ma soprattutto di unico. Sinceramente non mi piace etichettare la musica, tantomeno la mia, perchè ci sono sempre molte sfaccettature e influenze che magari non tutti possono cogliere. Penso che la musica che creo sia il riflesso di ciò che ascolto e, spaziando molto tra vari generi, vi potete aspettare di tutto. Per quanto riguarda i contenuti, per me scrivere è uno sfogo, un modo di raccontare una situazione che ho vissuto o un sentimento che provo. Per cui i miei pezzi sono spesso molto personali e scavano nel profondo di mè stesso, sono convinto che in molti possano rispecchiarsi. 

Cosa puoi dirci sul tuo nuovissimo singolo, “Amanti vuoti”?

Amanti Vuoti” è un pezzo che ho scritto ancora l’estate scorsa. E’ un pezzo molto personale, che parla d’amore ad un livello molto profondo. Parla di com’è scoprire di essere innamorati e di come il vuoto che dentro di noi portiamo, condizioni le nostre relazioni. A livello musicale di possono percepire le influenze core, pop e rap. 

Per questo pezzo, hai collaborato con Protocollo Zero. Com’è stato lavorare con questa realtà?

Sono dei ragazzi fortissimi, soprattutto Eugenio con cui lavoro principalmente. Riesce a capire al volo chi sei e cosa vuoi fare, è riuscito a valorizzare al meglio il mio pezzo e le sue peculiarità̀ soprattutto a livello di interpretazione, senza cambiare la scrittura del pezzo o condizionarmi in alcun modo. 

Quali sensazioni volevi trasmettere agli ascoltatori con il singolo?

Per quanto suoni come un pezzo molto triste e sofferto, e in parte lo è, il messaggio dietro al pezzo è positivo, è tipo un: “E’ ok non sentirsi ok”, “se ti senti solo spesso basta semplicemente guardarsi attorno”. Per cui spero che qualcuno possa rispecchiarsi nella canzone e nelle sensazioni che ho provato scrivendola. 

Possiamo aspettarci di vederlo inglobato in un EP?

Vista la situazione attuale della pandemia, non ho in programma di pubblicare un EP o un album. Voglio che quando uscirà il mio primo album le persone siano libere di ascoltarlo e condividerlo in qualsiasi situazione; inoltre sarebbe un peccato non poterlo portare dal vivo. Le idee e i pezzi ci sono ma per ora è tutto rimandato. 

Cos’hai in programma per il futuro?

Ho qualche pezzo finito che trovo molto interessante e anche qualche collaborazione, l’obiettivo per quest’anno è che il singolo che rilascio sia meglio di quello precedente. Una bella sfida insomma. 

C’è qualcosa che vorresti dire ai nostri lettori?

Grandi ragazzi, se vi va date un ascolto ad “Amanti Vuoti” che è un pezzo per me importantissimo e state connessi che abbiamo parecchie sorprese da svelarvi. 

Flop for Siloud

Instagram: @flop_sundayb

Credits: Federico Cardu, PressaCom

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