InTheMusic: Capitale, interview

Capitale sono cinque ragazzi di Roma con un sacco di pregresse esperienze musicali: Michele Grieco (voce), Daniele Autore (chitarra), Antonio Falconi (chitarra), Leonardo Leonori (basso), Filippo Grossi (batteria). La musica è il mezzo che hanno per descrivere la realtà che li circonda, una realtà vista ‘attraverso degli occhi qualsiasi’. Da poco è online il loro ultimo album “Il Male Minore”, scritto in pochissimo tempo e di cui una delle cose che gli piaceva maggiormente è la spontaneità con cui sono usciti i pezzi.

Band: Capitale
Componenti: Michele Grieco, Daniele Autore, Antonio Falconi, Leonardo Leonori, Filippo Grossi
Età: 35, 37, 35, 33, 39
Città: Roma
Nazionalità: Italiana
Brani pubblicati: Inverno, 23 Giugno
Album pubblicati: Il Male Minore
Periodo di attività: dal 2020
Genere musicale: Rock, Alternative Rock
Piattaforme: YouTube, Spotify, Apple Music, Deezer, Amazon Music, Tidal, TIM Music

Chi c’è dietro Capitale?

Siamo tutti ragazzi di Roma con un sacco di pregresse esperienze musicali, molte di queste anche condivise da alcuni membri. Daniele e Leonardo fanno i musicisti e produttori musicali di professione, mentre Michele, Filippo ed Antonio lavorano al di fuori della musica. Diciamo che tutti abbiamo sempre avuto a che fare con la scena Rock Romana (dall’Indie al Punk, passando per il Metal ed il Folk…), ma dopo qualche anno in cui tutti avevamo un po’ rallentato con altri progetti, ad inizio 2020, ci siamo detti: “scriviamo un disco e vediamo che succede”. Ed eccoci qui.

A cosa si riferisce il vostro nome d’arte?

Il nostro nome nasce, ovviamente, dalla nostra città, perché le nostre canzoni sono il nostro modo di raccontare la realtà quotidiana che viviamo tutti i giorni per le strade di Roma. Roma è qualcosa che ti porti sempre dentro, se ci sei nato, non riesci mai a scollartela, e ci piaceva l’idea di portarla anche nel nome di questa band. Qualcuno magari, potrà dire che Capitale potrebbe anche riferirsi ad un famoso libro capostipite della critica all’economia politica liberista…beh, come dargli torto!

Siete cinque ragazzi, uniti per la musica ufficialmente agli inizi del 2020. Quando è nata l’idea di avviare un progetto artistico insieme? 

L’idea è nata un paio di anni prima, ma buttata lì senza impegno. Il classico “ma perché non ricominciamo a suonare con un nuovo progetto?” lanciato nelle conversazioni del sabato sera, con una birra in mano, fino a quando, un giorno abbiamo preso il coraggio di iniziare questa nuova avventura insieme.

Quali sono i vostri riferimenti musicali?

Abbiamo tutti gusti molto diversi e vari, ma come band nella scena italiana i nostri riferimenti potrebbero essere sicuramente i Ministri, Zen Circus, Teatro degli Orrori o Giorgio Canali per citarne alcuni, se dovessimo guardare al panorama internazionale abbiamo gusti ancora più disparati, ma a tutti quanti piacciono i Foo Fighters, Biffy Clyro, Idles e Muse ad esempio.

Descrivete Capitale come “una finestra affacciata sulla vita di una città rumorosa, viva, a volte feroce ma spesso sincera”. Quest’affermazione ha in qualche modo a che fare con la vostra musica?

Esatto, queste parole sono il riassunto delle caratteristiche dell’ambiente che ci circonda che cerchiamo sempre di mettere nella nostra musica. Rumoroso, vivo, feroce e sincero forse riassumono a pieno l’idea che abbiamo del rock, inteso più come attitudine che come canone musicale assoluto.

La vostra descrizione continua così: “Capitale è un racconto senza trama, una storia vista attraverso degli occhi qualsiasi, una storia presente e sincera”. Quali tematiche portate avanti con la vostra musica e cosa, nello specifico, cercate di trasmettere a chi vi ascolta? 

La musica è il mezzo che abbiamo per descrivere la realtà che ci circonda, una realtà vista “attraverso degli occhi qualsiasi” perché ci piace l’idea che l’arte (in ogni sua forma) può essere prodotta da chiunque abbia semplicemente il coraggio di guardare il mondo che lo circonda, rielaborarlo e poi tirarlo fuori nelle forme più disparate. L’arte in tutte le sue forme, nasce soprattutto dalla necessità dell’artista di conoscere meglio il mondo e gli eventi. Questa conoscenza ed analisi poi ti portano a descriverlo in maniera personale, che nel nostro caso, prevede delle chitarre distorte in sottofondo!

È da poco online il vostro ultimo album: come è nato, come ci avete lavorato e qual è il filo conduttore tra i vari brani? 

L’album è stato scritto in pochissimo tempo, sull’entusiasmo del nuovo progetto abbiamo scritto una dozzina di brani, abbiamo scelto quelli più convincenti e siamo andati in studio a registrarli. In questi brani c’è una foto di quello che ci passava per la mente in uno specifico momento delle nostre vite, a risentirlo sembra quasi una fotografia. Sicuramente avremmo potuto scrivere di più, lavorare maggiormente su tante cose, magari anche fare scelte più finalizzate al mercato musicale che al nostro gusto, ma una delle cose che ci piaceva maggiormente di questo lavoro è la spontaneità con cui sono usciti i pezzi.

In che relazione si pone questo progetto con le vostre produzioni passate? 

Noi tutti veniamo dal panorama rock e, sentendo questo album, a chiunque conosca un po’ la musica rock, non può sfuggire che 3 di noi hanno suonato per un sacco di anni in gruppi punk-rock, pop-punk e simili… L’impronta che viene da quello c’è tutta, ma abbiamo provato anche ad esplorare un sacco di suoni elettronici grazie soprattutto a Daniele e Leonardo che fanno i produttori musicali a cui piace sperimentare qui e li cose nuove. In realtà questo stile molto punk rock si sta piano piano assottigliando nei nuovi pezzi, ma credo che resterà sempre presente e chiaro.

Quali sono i vostri progetti per il futuro?

La prima cosa che ci auguriamo è suonare il più possibile dal vivo. Il rock è una palla mortale se viene solo suonato in sala prove e riprodotto da Spotify. Il rock vive sui palchi e ne ha bisogno. Nel frattempo, a causa di questo periodo di sospensione dei concerti stiamo scrivendo un sacco di nuova musica e probabilmente a breve pubblicheremo anche qualcosa di nuovo.

C’è qualcosa che vorreste dire ai nostri lettori?

Che speriamo il prima possibile di incontrarvi nei locali in giro per l’Italia con la birra in mano, la puzza di umido e sigarette, il pavimento appiccicoso, i cavi che si staccano sul palco, le casse che gracchiano, i fonici che si incazzano, le coppie che si baciano, le stecche del biliardino che rullano, gli amici che si imbucano, i vicini che si lamentano ed i panini in Autogrill alle tre di mattina.

Capitale for Siloud

Instagram: @capitalelaband
Facebook: @capitalelaband
YouTube: capitalelaband
Apple MusicCapitale
Amazon MusicCapitale
DeezerCapitale
TidalCapitale

Credits: Marco Negro, Astarte Agency

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