InTheMusic: Rey Willy, interview

Dietro Rey Willy c’è Guglielmo Mattafirri, un ragazzo di 21 anni proveniente dalla provincia di Grosseto. Nella vita lavora, ma quando ha tempo si dedica alla musica. Definisce il suo un genere vicino a ciò che va di tendenza in questo periodo, ma più particolare e originale. “Drop top”, il suo ultimo brano, nasce dall’idea di rappresentare il dialogo interno tra Guglielmo e Rey Willy, tra la sua persona giornaliera che affronta la routine quotidiana e il suo alter ego.

Nome: Guglielmo
Cognome: Mattafirri
In arte: Rey Willy
Età: 21
Città: Follonica
Nazionalità̀: Italiana
Brani pubblicati: Pekkers, Drop top
Periodo di attività: dal 2019
Genere musicale: Pop, Trap
Piattaforme: YouTube, Spotify

Chi c’è dietro Rey Willy?

Sono Guglielmo Mattafirri ho 21 anni e vengo dalla provincia di Grosseto. Nella mia vita lavoro e quando ho tempo faccio musica. Purtroppo non posso far altro in questo momento, ma mi piace molto viaggiare e quando si potrà̀ farò subito un viaggio.

Sei praticamente figlio d’arte: come nasce il tuo amore per la musica?

La mia passione per la musica nasce fin da quando ero piccolo, mio padre è un chitarrista e ho sempre sentito musica. Si è affermata nella mia vita a 360 gradi all’età̀ di circa 14 anni e da lì non me la sono più̀ tolta di dosso, è un must per me la musica nella vita senza non so che cosa farei. Non ho mai studiato musica seriamente, ma ho molto orecchio e mi affido alle mie sensazioni a riguardo. In futuro vorrei studiare musica seriamente e solidificare le mie basi ma per il momento va bene anche così.

Perchè hai deciso di passare da Guglielmo a Rey Willy?

Rey Willy nasce da Stevie Ray Vaughan: mio padre è un chitarrista blues e mi faceva sentire spesso pezzi del genere. Al che un giorno scrissi questo nome su un foglio e essendo molto piccolo sbagliai a scriverlo in Rey con la e”” invece che Ray con la “a”. Da lì mio padre mi chiamò sempre con questo nome. È un ricordo intimo di me e mio padre e del mio passato. E da lì sono sempre stato Rey per tutti.

Willy viene da William cioè̀ Guglielmo, il mio nome, la consapevolezza di cosa sono e cosa vorrò̀ essere. Rey Willy rappresenta la mia persona che voglio far conoscere, il mio passato e il mio ora.

Inizi con batteria e chitarra, poi passi al mondo rap. Qual è oggi il tuo stile?

Lo definirei un genere vicino a ciò̀ che va di tendenza in questo periodo, ma più̀ particolare e originale. Spero che anche gli altri lo vedano così. Le mie influenze artistiche sono molto oltre oceano, ascolto tanta musica in inglese e di ogni tipo. Non ho un preciso genere di riferimento, mi piace molto creare sound nuovi e sperimentare nuovi stili. Se mi dovessi collocare precisamente in stili già̀ riconosciuti mi piacerebbe un pop rivisitato con delle sfumature Trap e Rock, ma non esaudisce a pieno ciò̀ che faccio secondo me.

“Drop top” è il tuo ultimo singolo, cosa puoi dirci su questo progetto?

“Drop top” nasce dall’idea di rappresentare il dialogo interno tra Guglielmo e Rey Willy, tra la mia persona giornaliera che affronta la routine quotidiana e poi Rey Willy, il mio alterego interiore che esamina con cura tutti i miei pensieri dandogli un giusto suono. “Drop top” è un punto di arrivo, un traguardo ma allo stesso tempo un punto di partenza per ogni volta che si deve raggiungere un obiettivo.

Qual è il messaggio che volevi trasmettere con il pezzo?

Di cercare continuamente di raggiungere i propri obiettivi e di farlo nel miglior modo possibile.

Il brano è accompagnato da un video per la regia di Mattia Fara. Com’è stato collaborare con lui?

Mattia è un membro dell’etichetta con la quale lavoro. Noi ci conoscevamo già,̀ quindi direi che ci è servito solo ad aumentare il nostro legame. Sono fortunato a lavorare con persone che vedono il mondo come lo vedo io mi fa sentire meno solo.

E soprattutto, cosa hai provato vedendo il video per la prima volta?

Sono rimasto scioccato, dato che l’obiettivo era creare con inquadrature diverse il dialogo tra me e il mio interno, E vedendo il lavoro finito, mi ha fatto render conto ancora di più̀ di quanto fosse potente l’idea e la realizzazione.

Cos’hai in programma per il futuro?

Entro fine anno vorrei uscisse un Ep o un progetto grosso. Voglio prendere i miei spazi il prima possibile ed affermarmi sempre di più̀ nella scena.

C’è qualcosa che vorresti dire ai nostri lettori?

Di non farsi influenzare da chi parla troppo quando non ha mai stringato nulla nella sua vita. Se ti poni un obiettivo, giorno per giorno aggiungi un mattone al muro e non demordere quando vedi la grandezza delle tue gesta. Ci vuole perseveranza e ricerca del talento.

Rey Willy for Siloud

Instagram: @reywilly_

Credits: Alessandra Placidi

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