InTheBook: Jole Lorenti, interview

Jole Lorenti è una ventenne che studia sociologia e beve caffè la maggior parte del tempo. Viene da un piccolo borgo situato in Calabria, dove attualmente vive. Ha cominciato a scrivere sul serio verso i nove anni d’età, era la sua personale valvola di sfogo. Il suo primo esperimento di scrittura condivisa con il pubblico è stato l’apertura del suo profilo Instagram @pensierinevoluzione. La sua ultima uscita, “Tieni a cuore il rumore”, è un libro che parla, a modo suo, d’inclusione.

Nome: Jole
Cognome: Lorenti
Età: 20
Città: Guardavalle (CZ)
Nazionalità: Italiana
Professione: Studentessa

Ciao Jole, parlaci di te!

Ciao a tutti! Io sono Jole e, solitamente, quando mi descrivo o devo presentarmi la prima volta, dico che sono una ventenne che studia sociologia e beve caffè la maggior parte del tempo. Vengo da un piccolo borgo situato in Calabria, dove attualmente vivo, nonostante abbia girato un po’ di posti diversi tra di loro nel corso degli anni, e spesso mi divido tra Guardavalle e Milano!

Quando hai cominciato a scrivere per la prima volta?

Ho cominciato a scrivere sul serio verso i nove anni d’età, era la mia personale valvola di sfogo. Il primo approccio è stato quello del diario segreto, penso che sia lo stesso un po’ per tutti i bambini, ma lì dentro scrivevo lettere lunghe pagine e pagine a tutti i miei cari, nonostante io, poi, non gliele facessi leggere mai. Avevo bisogno di rispondere ad alcuni cambiamenti che ci furono nella mia vita e devo dire che la scrittura, in questo, è stata l’amica più adatta.

Il tuo primo esperimento di scrittura condivisa con il pubblico è, probabilmente, il tuo profilo Instagram @pensierinevoluzione. Poi nel 2020 arriva il primo romanzo. Com’è stato vivere questo grande cambiamento?

Sì, la mia prima esperienza nella condivisione con gli altri della scrittura è stata proprio l’apertura su Instagram del profilo @pensierinevoluzione. All’inizio nessuno sapeva chi fossi, volevo che rimanesse l’anonimato, nonostante in pochissimo tempo sia riuscita a raggiungere molte persone. Ciò che mi piaceva era, esattamente, il fatto che non sapessero chi fossi: a loro importava di leggere ed a me di scrivere e che ciò che scrivessi venisse sentito. Ad oggi sono felice che il rapporto con chi mi legge sia rimasto lo stesso. In ogni caso non mi sarei mai aspettata di essere contattata per scrivere un romanzo!

“Vale solo l’amore è stato un viaggio bellissimo, sia dentro me stessa che fuori con la risposta di chi, poi, effettivamente l’ha letto. È stato un cambiamento meravigliosamente grande che mi ha fatto comprendere come la scrittura sia ciò che vorrei fare della mia vita.

Il romanzo è il tuo genere. Saresti pronta a sperimentare altro oppure non ti sentiresti a tuo agio?

Sarei pronta a sperimentare, a collaborare anche con altri artisti per creare un progetto più grande nel quale intersecare scrittura ed altre forme di arte. Penso che uno dei piccoli sogni che mi porterò dietro ancora per un po’ sarà scrivere la sceneggiatura di un film! Mi sento sempre a mio agio nello sperimentare, mi piace definirmi come una persona dinamica.

Quali sono gli scrittori e i libri che ti hanno formata?

Uno dei libri che tengo più a cuore è, sicuramente, “Novecento”di A. Baricco. Mi ha formata a livello emotivo, in quelle poche pagine, poiché, in realtà, è un monologo teatrale, ha avuto la capacità di farmi comprendere quanto i cambiamenti vadano accettati perché da loro potrebbero nascere storie bellissime da vivere a cuore e mente aperta. In ordine, comunque, ne potrei mettere anche altri: “Isola di Neve” – Valentina D’Urbano, “Fai bei sogni” – Massimo Gramellini, “Cento giorni di felicità” – Fausto Brizzi.

Arriviamo alla tua ultima uscita: “Tieni a cuore il rumore”. Cosa puoi dirci sul libro e la sua storia?

“Tieni a cuore il rumore” è un libro che parla, a modo suo, d’inclusione. Non mi riferisco all’inclusione sociale, quanto più a quella emotiva. Arianna, la protagonista femminile, avrà l’occasione di conoscere sé stessa e comprendere il suo passato. È un vero e proprio modo di affrontare un abbandono e capire come, in un certo senso, si possa rinascere, come ci si possa ricostruire anche quando gli altri riescono a vedere in te semplicemente una casa diroccata senza più porte né finestre. Mi piace pensare che sia, a livello narrativo, una vera e propria evoluzione per me, ho cercato di curare ogni più piccolo dettaglio e di dare un vero corpo alla storia stessa.

Qual è il messaggio che vuoi lasciare ai lettori di “Tieni a cuore il rumore”?

Il mio personale messaggio è quello che citavo poco fa sopra: cercare sempre di rinascere. Non importa cosa pensino o vedano gli altri di te e di ciò che sei, di come appari, perché puoi essere quello che vuoi, ma devi crederci. Bisogna tenere a cuore tutti i rumori che sentiamo dentro, anche quelli più piccoli, è da lì che nasce la vera musica che possiamo trasformare nella colonna sonora della nostra vita.

Quali sono i tuoi prossimi progetti letterari?

Per il momento continuare a curare quanto più possibile @pensierinevoluzione e poi mi piacerebbe scrivere ancora, dare vita ad un altro romanzo, ho sia la voglia che la forza di poterlo fare e sarebbe, ancora una volta, per me, la coronazione di un sogno. Il sogno della mia vita.

Hai altro in cantiere per questo 2021?

Momentaneamente no, se non scrivere un’altra storia e cercare di creare quanti più incontri possibili per vedere le persone che hanno letto i miei due romanzi.

C’è qualcosa che vorresti dire ai nostri lettori?

Di credere sempre, avere fede. Avere qualcosa in cui credere è il motore per far funzionare i sogni, per farli camminare sulle proprie gambe. Potrebbe accadere che, ad un certo punto, non si sappia come si sia arrivati a certi traguardi, ma vuoi mettere la felicità di sapere di averlo fatto? Ecco, solo questo: abbiate fiducia, qualcosa di bello per cui poter lottare arriva sempre!

Jole Lorenti for Siloud

Instagram: @pensierinevoluzione
Facebook: @pensierinevoluzione

Credits: Claudia Venuti, The Sound Check

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